Noi no

Mi chiedo ogni tanto cosa succede della discussione sul fantastico: dando un’occhiata al gruppo Fantasy Italia su aNobii, sempre ribollente di passioni e opinioni, noto che ultimamente si è afflosciato su segnalazioni e promozioni.
Non sarà mica necessario discutere sempre, no? Verissimo: anche perchè spesso si finisce per ripetersi le stesse cose, e magari a restare sulle stesse posizioni. Però. In questi giorni leggo della Festa del Libro romana e noto con un pizzico di costernazione come del fantastico non ci sia traccia: c’è il fior fiore dei narratori mondiali, inclusi Yehoshua, Saviano, Ammaniti, Muriel Barbery (per chi la ama). Ma noi no.
Costernazione: non stupore.

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15 Risposte to “Noi no”

  1. Eleas Says:

    Niente di nuovo sotto il sole laretta

  2. Vocedelsilenzio Says:

    Mi sa che devo quotare Eleas… 😦

  3. Anonimo Says:

    Prima o poi si accorgeranno che quel velo sugli occhi non è prosciutto, ma polvere.

  4. G.L. Says:

    Scusa, l’anonimo ero io!

  5. Laurie Says:

    Laruccia, Torino? ❤
    Be', ultimamente su FantasyItalia ci sono tantissimi topic sull'autopromozione di autori, su cui più di tanto non c'è da dire…

  6. Lara Manni Says:

    Torino, Lau?
    Avete ragione tutti, però constatarlo nero su bianco, per l’ennesima volta, non è piacevole.

  7. Eleas Says:

    GL fosse stato prosciutto ce lo saremmo già magnatialmeno sarebbe stata una cosa piacevole.

  8. giulia Says:

    Che te frega, vieni a Torino che siamo più numerosi 🙂
    Scherzi a parte, anch’io non mi stupisco. E anche la costernazione, ormai, ha lasciato spazio alla rassegnazione.

  9. Laurie Says:

    Sì, sì, Torino 😄
    La fiera del libro. Come siamo messi in quel caso?

  10. Melmoth Says:

    Faccio una previsione: qualcosa ci sarà.

  11. Melmoth Says:

    ( non chiedere cosa il Fantastico può fare per te, ma cosa tu puoi fare per il fantastico… e via parafrasando; ergo: prima o poi le mode cambiano. Anche in Italia).

  12. Ema Says:

    C’entra poco, forse, ma io ci vedo un nesso.
    Non narrativa ma tv seriale, l’argomento: Doctor Who, serie pluri-decennale anglosassone riportata in auge dal 2005 in poi e arrivata alla 5° serie (nuova) che inizia il 3 aprile.
    In UK, la prima rete nazionale (BBC1) ha mandato in onda il finale di stagione della IV serie in due parti, sapete che giorni? 25 dicembre 2009, prima serata, e 1° gennaio 2010, prima serata. Mega-share incontrastato.
    Riuscite ad immaginare qualcosa di simile qui da noi? una serie science-fantasy? (dr who è quasi più fantasy che sci-fi :)).
    Questo per rispondere a Melmoth: per quanto io speri con tutte le mie forze che abbia ragione lui, temo che ci vorrà ben più di una moda che cambia, per far assurgere il fantastico ai livelli che merita anche in Italia.

  13. Melmoth Says:

    mmm forse è il caso di rispondere in dettaglio su questo….
    Caro Ema,
    Ho vissuti alcuni anni in UK e sono un fan di Dr WHO della prima ora, nel senso che mi ricordo la serie trasmessa dalla RAI negli anni 70… Dr WHO non è sempre stato una trasmissione di culto: ad oggi però è il serial televisivo più vecchio del pianeta. Direi che 42 anni di vita televisiva gli danno un’autorità che avrebbe in ogni caso, fantastico o non…

    Ci sono poi ragioni culturali. In Inghilterra la letteratura ‘fantastica’ fa parte del mercato di intrattenimento da prima di Dickens. In altre parole, avendo avuto nel XIX secolo un vero mercato letterario, il fantastico ha sempre fatto richiamato l’interesse degli inglesi. Che questo gusto si sia trasmesso alla radio prima e alla televisione poi è solo una conseguenza.

    Questa affezione del grande pubblico inglese per il fantastico non è mai del tutta venuta meno. Se pensate che La guida galattica degli autostoppisti era originariamente un radio play per la BBC vi fate un’idea del quadro globale.

    Quindi mi correggo: non è una moda, è un po di più. Ma non è scolpito nella pietra. Basta guardare che cosa è successo col giallo. Nemmeno la crime-story (il cui inventore è nientemeno che Poe) è nostrana; ma 50 anni di gialli mondadori l’hanno resa tale. Poi la generazione Scerbanenco; poi quella Lucarelli. Adesso il ‘giallo’ italiano (o meglio il noir e il giallo) sono parte della nostra cultura letteraria, anche ‘alta’ (Grazie Ingegnere).

    Non è detto quindi che questa fantasizzazione straniera non abbia degli effetti positivi. Il pubblico si stanca del finto e del prefabbricato. Lo vedo già con gli Harry Potter (che peraltro considero più che decenti, almeno i primi) i cui piccoli lettori cresciuti cominciano a rinnegare come poco sofisticato; lo stesso accadrà con Meyer e soci. E non è escluso che tra qualche anno questi lettori svezzato ai gusto dell’impossibile cerchino qualcosa di più denso e sofisticato. La prova? Ma siete voi, cari autori e bloggari; ché a prescindere dai vostri gusti individuali evidentemente tanto di bocca buona non siete (guardate le recensioni del Duca, della fu Gamberetta, etc).

    Almeno; questo penso oggi nel mio quarto d’ora di ottimismo (sarà la primavera).

    A bien totti

  14. Ema Says:

    che gli dei t’ascoltino 😉
    Ad ogni modo è vero che dr who è fenomeno di costume unico… Ma come giustamente hai ricordato, è anche questione di “preparazione” del pubblico. Dickens scriveva favole e fantastico ed è considerato uno degli autori più grandi mai esistiti. Ed è inglese.
    Negli USA come in UK svariati drammi radiofonici erano fantastici o fantascientifici (non solo Wells by Welles ma molto altro, come ricordano i Queen in Radio-ga-ga) e quindi grandi divulgatori per grandi autori: poi dalla radio si è passati alle serie tv senza soluzione di continuità.
    Qui non s’è mai iniziato: e l’alba del “nuovo” fantastico italiano di cassetta non fa ben sperare (si spera che in futuro dimitri e manni vendano più di altri gettonatissimi ma per ora mi sa di no, ahimé) e alimenta i detrattori del genere. Io sono pessimista ma mi sto già dando da fare per forgiare le nuove generazioni (la mia piccola duenne legge spiderman e supergirl e gioca con le miniature del SdA :)).
    Ma rischio di andare off.

  15. Lara Manni Says:

    Ah Melmoth, sfondi una porta aperta. Io auspico non da oggi una “primavera del fantastico italiano” analoga a quella del giallo 🙂

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