E a proposito

Perchè il punto, poi, per le fan fiction come per molto altro, è questo: perchè bisogna sempre seguire strade già battute invece di cercarne una propria? Vale per le fan fiction defilippizzate e vale per i romanzi adolescenziali o chick-littici pubblicati su carta. E’ come se ci si sentisse legittimati a esistere solo se si somiglia a un modello dato. Invece, come diceva Hardy, la vita è impareggiabilmente variata. Diceva, per essere esatti:
“A confronto del più insignificante essere umano che posi effettivamente il piede sulla faccia della terra  e vi proietti la sua ombra, anche la più sagace caratterizzazione in un romanzo non è che un mucchio d’ossa”.
E non viceversa, dannazione!

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8 Risposte to “E a proposito”

  1. Mele Says:

    Mmmh. Se stai dicendo che la negatività sta nell’appiattimento, ok, d’accordo.
    Altrimenti non ho capito (Eh…).
    Perché, siccome appunto i casi della vita sono infiniti, volendo divertirsi e non avendo niente da fare, si può prendere una strada battutissima e variare di volta in volta uno dei casi.
    Hai in potenza un’infinità di storie tutte diverse.
    Che tra l’altro non si riuscirebbe mai a finire di scrivere, perché si ha a disposizione solo un tempo limitato ( da impegni, morte, fine del mondo…).
    Wow, peggio che cercare i numeri primi.

  2. Andrea Says:

    Ma la vita è impareggiabilmente variata o avariata? Mmmm…

  3. Laurie Says:

    Per alcuni di noi sì, per altri evidentemente no! Dona sicurezza essere come gli altri.
    Comunque mi preoccupa che tante fanwriter vogliano pubblicare. Cioé siamo sicuri che possiedono le facoltà per migliorarsi e dedicarsi al professionismo?
    Quando inizi a scrivere comincia a spuntare attorno a te qualche incoraggiamento verso questo tipo: su, dai, pubblica, su dai, pubblica. E tu cominci a pensarci. Poi se hai commenti positivi cominci a vedere qualche possibilità. Il punto è questo: riesce a pubblicare chi vuole mettersi in gioco. Chi vuole affrontare un percorso di miglioramento. Io la vedo così, non so se Laruccia anche (e lei ci è passata!)
    Penso che molte ragazzine del fandom non siamo disposte a questo.
    Comunque.
    Se il fandom vuole pubblicare young adults, ha trovato il momento migliore! Davvero, è un’invasione!! Mi sento un po’ in imbarazzo per le scrittrici donne: possibile non siano capaci di parlare d’altro che cotte adolescenziali?

  4. Lara Manni Says:

    Lau, sfondi un portone aperto. Possibile? Me lo chiedo anche io. E leggendo non solo i libri ma le fan fiction. Possibile? L’unica cosa di cui sanno scrivere le donne è una storia dove ci si innamora, si fa sesso, si piange un po’ e poi ci si sposa e si mette su famiglia?
    Complimenti a noi stesse, allora: abbiamo fatto giganteschi passi avanti.
    E con questo rispondo a Mele: certo che, gira gira, è sempre la stessa storia a venir raccontata. Il problema è che, dentro e fuori dal fandom, ora si racconta solo la storia di Cenerentola.

  5. palanmelen Says:

    Beh. Ma se Cenerentola ha i peli sulle gambe, la conchiglia e una voce baritonale, la cosa non si fa potenzialmente più interessante (XDD… Difendo ad oltranza il mio difetto di riutilizzare le trame finché non le riduco a carta igienica, sai…)?
    Mmmh… Adesso *devo* pensare a come sarebbe il principe, accidenti!

  6. Erika Says:

    Ehi, ciao ^^
    Come ti avevo anticipato, parlo di te e del tuo libro nelle news di EFP, pagina principale.
    Riguardo al discorso che stai intavolando in questo topic e nell’altro: personalmente non credo che si tratti di un fenomeno nuovo, né su EFP né nel mondo dell’editoria in generale. Però, per quanto riguarda il mondo delle fanfiction, penso che ci sia un recente maggiore interesse verso il mondo della scrittura/lettura da parte di un pubblico prima generalmente disinteressato alle stesse, a seguito del successo di lavori come quelli della Meyer. Nella sezione di EFP dedicata alla sua produzione le dinamiche di cui parli si manifestano in maniera intensissima.
    Personalmente la ritengo una fase, nel senso che la scorpacciata di scritti molto simili gli uni agli altri causa (a qualcuno, almeno, e comunque dopo un po’ di tempo) un’indigestione che li porta a cercare altro, alla ricerca delle emozioni che un tempo sembrava più facile trovare, da lettori inesperti.
    Vorrei commentare una cosa che è stata detta:
    “possibile non siano capaci di parlare d’altro che cotte adolescenziali?”
    Credo che un autore scriva di ciò che ama. Ad un certo punto della vita è normale essere innamorate delle cotte adolescenziali XD

  7. Laurie Says:

    Ah Erika! *_*
    Ognuno ha i suoi scheletri (letterari) nell’armadio! XDD
    Passi che c’è chi vuol leggere di un amore idealizzato, niente di male e gusti suoi e tutti felici, ma qui non si ha alternative. E magari ci sono anche lettrici come me, che vorrebbe altro (e qualcosa in più?).
    Poi il cliché della donna che sa parlare solo di amore e di sentimenti è davvero triste ù_ù

  8. Lara Manni Says:

    Erika, anzitutto un grazie di cuore!!! Forse è una fase, in effetti: però a me pare che ultimamente la fase sia più acuta del solito, come dice Lau 🙂

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