Bad Lara

Sarò antipatica, ve lo dico subito.
Questa mattina ho gettato un’occhiata ad aNobii, prima di mettermi a scrivere (appunti, per ora, solo appunti). Ho trovato una discussione sul libro più brutto mai letto nell’ambito del fantasy. E ho trovato anche questo commento:

“più brutto libro in assoluto che ho letto si intitola precisamente “che fine ha fatto mr y”
La scrittrice “scarlett thomas” ha creato una storia assurda che non ha una logica ne un senso….
Ha ricreato un mondo alternativo,una dimensione onirica dove tutto si mescola “la troposfera” un continuo non senso è creato inoltre dalla protagonista che spazia dalla disperazione del vivere ,al autolesionismo e alla ninfomania…uno schifo esemplare!! keep out!!”

Non dico, ovviamente, il nome di colei che ha scritto quanto sopra. Però mi sono cascate le braccia per alcuni motivi.
Primo:  quello Scarlett Thomas fra virgolette. Basterebbe aprire Google per capire che Scarlett Thomas non è un’adolescente che scrive di vampiri ma una signorina che è stata definita fra i venti migliori autori inglesi nel 2001, che ha vinto uno dei massimo riconoscimenti letterari e che è anche critico letterario e docente di letteratura inglese. Le virgolette, dunque, sono fuori contesto.
Secondo. Scarlett Thomas non è un’autrice di fantasy. E’ una scrittrice, punto. Ed è una scrittrice che si muove molto bene nel fantastico. Un tipo di fantastico decisamente particolare, certo, che strizza l’occhio alla fantascienza, alla teoria della relatività, agli universi alternativi e a una tonnellata di riferimenti mitici, filosofici, scientifici oltre che letterari. Una specie di giovane Umberto Eco, per essere espliciti.
Ora, il risultato può piacere e non piacere e lungi da me interferire con il giudizio di gusto. Ma gusto e valore non sono la stessa cosa. Gusto e disprezzo della persona (dovuto a ignoranza) non sono la stessa cosa.
Ps. E questo, parlando per me, è anche il motivo per cui accetto serenamente le critiche di merito su quello che scrivo, e mi risento quando si basano sulle sensazioni personali (l’ho letto quando era una fan-fiction/ io comunque quando pubblicherò farò meglio).

Quando cambia il tempo, sono detestabile.

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22 Risposte to “Bad Lara”

  1. Melmoth Says:

    No, è che in effetti…
    La settimana ero a Roma a casa di mia madre e rileggevo i miei vecchi libri fantasy: due tra essi Ghormeghast e la serie del nuovo Sole di Gene Wolfe. Quelli i libri che leggevo a vent0anni, e che rileggo adesso con piacere. Se penso che metà dei tread su Anobii sono su Licia Troisi, Shannara Jordan Paolini, e che quei lettori pensano che ‘fantasy’ sia “solo fantasiaaaaa” (cito)
    e nemmeno un neurone di idee, o un guizzo di stile, o referenzialità più lontana de LotR beh no, contivido il tuo stato depressivo.

  2. Vocedelsilenzio Says:

    Beh, io trovo piuttosto odiosi gli assolutismi. Nel senso… certo, a me può anche non piacere il tale libro, però da lì a dire che è una schifezza immane, che l’autore non sa neanche di essere al mondo e via dicendo, ce ne passa. Mi rende perfettamente conto che se un libro non mi piace, non piace a me, ma non è detto che sia un capolavoro per altri. Sarà forse per questo che tendo a non fare mai recensioni accanite. Scrivo cosa mi è piaciuto, cosa no, fine.

    Per quanto riguarda il ‘io farò meglio’, dimostra la natura con cui è stato scritto il commento: invidia. (almeno a mio modo di vedere)
    Io parto sempre dal massimo rispetto quando leggo un libro. La signorina Scarlett non l’ho letta, ma il semplice fatto che sia stata pubblicata e tradotta mi fa pensare che, almeno qualche merito, ce l’abbia… poi boh! Magari son strano io…

  3. Lara Manni Says:

    E’ proprio questo il punto, Voce. La differenza tra “mi piace-non mi piace” e “è uno schifo”.
    Essì, Melmoth: fantasy=tanti elfi saltellanti.

  4. Vocedelsilenzio Says:

    Beh, sul fantasy che deve essere solo creature fantastiche io non ci sto davvero, è una definizione restrittiva, limitativa… e che purtroppo in molti anni. a mio avviso è una delle ragioni per cui ai festival, per tornare su vecchi post, non sono invitati scrittori fantasy. La tendenza è purtroppo quella di associare fantasy a elfi. Nessuno si prende la briga di verificare cosa facciano questi elfi?
    Ne l’ultimo elfo della De mari le creature magiche ci sono, ma il succo è ben altro. In Esbat c’è un demone, ma il succo è altro.

  5. Andrea Says:

    Urca Lara, sei proprio terribile! Faccio un po’ l’avvocato del diavolo (sono costretto per mitigare il tuo livore ;-): in effetti il parere pubblicato su Anobii che tu citi nel post potrebbe risultare fastidioso per chi apprezza Scarlett Thomas, ma in fondo cosa c’è scritto in quelle righe di così offensivo per l’autrice? Che il romanzo è “uno schifo esemplare” è un parere chiaramente soggettivo, va inteso come “io personalmente lo schifo (cioè lo evito) e lo porto ad esempio dei romanzi che vanno schifati e quindi evitati”. Fa parte dei diritti dei lettori evitare e sconsigliare un romanzo (anche in modo veemente), no? Gli autori – benché titolati, rinomati e laureati – non se ne dovrebbero risentire. E allora di cosa è colpevole “l’anonimo anobiano”? Di ignorare i meriti di Scarlett Thomas e di non onorarli a sufficienza? Di mancarle di rispetto? Detto questo (per sostenere fino in fondo la parte dell’avvocato cerchiobottista), dirò che su di me l’effetto della critica che citi ha avuto l’effetto opposto a quello dichiarato: mi ha incuriosito molto. Vorrei dare un’occhiata al romanzo della Thomas…

  6. superdelly Says:

    Spesso la gente apre la bocca solo per dare fiato, convinti che la critica li elevi a grandi professionisti.

  7. Lara Manni Says:

    L’avevo detto che sono terribile.
    E’ che, Andrea, a volte si equivoca sul diritto del lettore. Il lettore ha diritto eccome a dire “puah”. Ma quando il giudizio diviene pubblico, nero su bianco, allora forse si potrebbe a propria volta chiedere al criticante di esprimere anche opinioni che vanno al di là della sensazione. Non per diventare “professionale”. Ma perchè il “puah”, secondo me, va bene per la crema di carote. Per un libro, un poco meno.
    🙂

  8. Melmoth Says:

    Cito da Anobii: “Del resto se volesse cultura, magari studierebbe legge, medicina, lettere… qualsiasi cosa… ma in tutta onestà non s’attaccherebbe al fantasy”.
    Questo scritto da un estimatore del fantasy. Um. Um.
    A parte il concetto di cultura uguale a ‘knowledge’ (vedi legge e medicina), poi l’uso del verbo ‘attaccarsi’ come ad esprimere una simbiosi mostruosa con l’irreale. Infine, ammissione di chi dice di amare il genere ma che in fondo, se proprio ve la dire tutta… E notare che mette anche ‘Lettere’ tra le materie del lettore che aspira ad essere ‘colto’: quindi un laureato, dottorato insegnate in lettere non può avere alcun interesse in questo genere letterario. E questo da un estimatore di quel genere.
    Forse qualcosa che non va c’è.

  9. Elfo Says:

    Ho letto tutti e tre i libri di Scarlett Thomas finora usciti in Italia e secondo me hanno una fortissima personalità. Non li considero perfetti, perchè trovo che a volte li appesantisca con tirate sulla filosofia o sulla crittografia (parlando dei primi due) che non sempre sono funzionali al racconto, però di certo sono costruzioni originali, piene di curiosità e dotati di diversi livelli di lettura. Altro che Elfi saltellanti (…anche se cos’hanno tutti contro NOI elfucci devono ancora spiegarmelo…)

    Per quanto riguarda le espressioni di dissenso: Lara temo che chiedere ai “criticanti” di moderare le opinioni sia pura utopia. Primo perchè spesso un libro non piace a livello di sensazione e basta. E’ così, occorre farci i conti quando si scrive. Secondo perchè è facile e divertente (ebbene sì) smontare un romanzo. Non c’è nemmeno paragone con le difficoltà di chi lo scrive.
    Qui poi si entra nel campo minato della critica professionale, perciò non vado oltre.Penso solo che un libro dovrebbe far parlare di sè nel BEne o nel Male, perchè in questo caso significa che trasmette emozioni. Non c’è niente di peggio, per un testo, che essere relegato nel recinto del “senza infamia e senza lode”. 😉

  10. giulia Says:

    Forse uscirò un po’ dal seminato, scatenando le problematiche meteopatiche di Lara.
    Gli assolutismi non piacciono nemmeno a me. Ho letto libri che non mi sono piaciuti, alcuni li ho finiti altri no, ho espresso la mia opinione sottilineando, appunto, che era solo la mia inutile opinione.
    Però, in generale, questo atteggiamento di violenta condanna si sta allargando e modificando. Ad esempio, se in un romanzo compare un vampiro, diventa automaticamente una schifezza copiata dalla Meyer. Non si dà alcuna possibilità a queste storie, mai. Certo, molte saranno davvero dei cloni, ma altre no. Magari ce ne sono alcune che sono state rifiutate per anni e che quindi con Twilight non possono avere nulla a che fare, ma che ora ricevono finalmente dei sì dalle C.E.
    Anche queste opere vengono spessisimo (anzi, sempre) etichettate come “figlie illegittime di Bella ed Edward”.
    Lo so, sono andata un po’ OT (non troppissimo, però), però anche questa è una cosa ababstanza fastidiosa, no?

  11. Lara Manni Says:

    Elfo (ma smetti di saltellare!), certo che è divertente. La stroncatura è un’arte ed è un’arte piacevole. Il problema è che andrebbe fatta bene: non dico, assolutamente, che andrebbe fatta secondo dei canoni, ma che, appunto, dovrebbe e potrebbe andare un po’ oltre al sì-no-ho la luna storta.
    Nel migliore dei mondi possibili, sarebbe splendido capire le sensazioni di un lettore, nel bene e nel male: quando ricevo una critica motivata, ti assicuro che prendo appunti e ci penso e ne tengo SEMPRE conto. La smorfietta mi fa incazzare. Sto zitta quasi sempre, ma mi fa incazzare.
    Quanto a Scarlett: è vero, a volte è enormemente appesantita. Ma vorrei avere un briciolo del suo talento e della sua “logica” visionaria.
    Melmoth. Sì. Qualcosa che non va c’è, nella nostra Danimarca 😦

    Ps. Giulia, non sei OT, affatto!

  12. Andrea Says:

    “Puah” mi sembra già un giudizio abbastanza articolato, schietto e inequivocabile. Ce ne fossero di lettori che arrivano a dire “puah”, di fronte a un romanzo che non hanno apprezzato! Sicuramente è meglio del solito “bello” o “brutto” che sono i giudizi standard sui libri dati dal 80% della popolazione. Capisco che a chi scrive (e si fa un mazzo tanto davanti a un computer per giorni e giorni) tremano le vene ai polsi di fronte a riscontri telegrafici di questo genere. E’ brutto e crudele, lo so, ma non mi vengono in mente soluzioni al problema (a dire il vero qualcuna sì, ma tutte illegali)… Comunque ci tengo a dirti che sottovaluti molto la crema di carote che è un alimento sano e molto digeribile 😉

  13. Ema Says:

    io cerco sempre di fare differenza tra il mio gusto personale (ad es Marquez è un grande scrittore ma ahimé non lo reggo) e l’oggettiva, perché a volte è oggettiva, scarsezza di un autore (magari anche solo in un testo, ma è difficile che la cosa sia limitata). In questo ultimo caso divento assoluto e assolutistico, e infatti incontro spesso il parere contrario di gente che stimo. Però il punto è: motivare, sempre motivare. A leggere il commento estratto da Lara mi è venuta voglia di leggere il libro, perché nell'”universo nonsenso che va dall’autolesionismo alla ninfomania” non ci trovo nulla di male… anzi 🙂
    Non affronto il tema “da cosa si vede che uno non sa scrivere” perché se no faccio danni e Lara mi caccia.

  14. avalon9 Says:

    Perdonate se entro così, ex abrupto, nella conversazione. Solo alcuni punti.

    Concordo pienamente sul fatto che il lettore debba essere liberissimo (eh sì, proprio al superlativo) di esprimere la propria opinione riguardo ad un elaborato, che sia il prodotto di uno scrittore emergente o di un autore affermato. Una pubblicazione da parte di un Premio Nobel o di un altro qualsivoglia illustre scrittore, a parer mio, non deve corrispondere ad un’equazione matematica e, soprattutto, automatica. Un libro è bello a prescindere dall’autore che lo ha scritto; il nome può essere indice di garanzia, ma non c’è la sicurezza assoluta. Si possono amare libri e odiarne altri prodotti tutti dal medesimo autore. Agromento, esposizione, stile, metodologia di affrontare il tutto…Le varianti sono molteplici. E l’amalgama prodotto può non soddisfare sempre.
    Quindi, certamente, ci deve essere libertà di espressione e critica; ma, come dice Lara, con dei crismi.
    E “puah” non è un giudizio. Non un giudizio articolato, almeno.
    Immaginatevi un insegnante: davanti alla classe, dopo aver assegnato la lettura di un libro, di un testo o di un qualsiasi elaborato, chiede ad uno studente un’opinione e si sente rispondere: “puah”.
    Personalmente, ho ricevuto questa risposta. E l’ho accettata: reazione empatica, immediata. Va benissimo. Andiamo avanti, adesso. Alla domanda successiva: perchè? A cosa è dovuto quel “puah” segue il silenzio.
    E vale più di mille parole.
    Sono persuasa che un elaborato non deve piacere a forza; ma anche se disgusta a pelle, bisgna riuscire a capire esattamente cosa non si “accetta”, cosa allontana. Anche per un semplice motivo pratico: se voglio sconsigliare un testo a qualcuno non posso dirgli “puah”. Devo dargli una motivazione. Personale e soggettiva, ovvio. Ma una motivazione; e le motivazioni – per definizione- sono articolare.
    Rovesciamo la situazione: provate a immaginare un alunno che chieda un giudizio e si senta rispondere “puah”. E basta. L’apporto è nullo.
    Un libro si può distruggere; si deve distruggere (io intendo il senso figurato; se qualcuno vuole implicare anche il senso fisico, prego). Ma posso farlo solo dopo che ho chiaro per me stesso cosa rifiuto. E “puah” sarà anche un giudizio inequivocabile, ma risulta emotivo e gettato per fretta, senza volontà di affrontare il problema.
    Prima si legge; poi si sviscera. Si capisce. Si apprezza o si condanna; argomentando.
    Prima di tutto per se stessi e per abituarsi a leggere correttamente. Poi per chi scrive, ma è un elemento secondario e quasi accessorio, perchè non è possibile che un autore sia aggiornato di tutti i commenti effettuati sul suo elaborato; e non è detto nemmeno che ne sia interessato.
    Ma “puah” no. Propio no.

    Per quanto concerne il commento su aNobii, in sè lo ritengo legittimo. Ed emotivo. Forse si poteva articolarlo meglio; forse si poteva riflettere sul perchè, esattamente, dessero fastidio certi elementi. Dicamo che l’ho colta come opinione “a caldo”: e – si sa- sono quelle più immediate e peggio articolate.
    Sull’idea di “fantasy” non mi ci addentro nemmeno, dal momento che, al momento, ho intrapreso una personale crociata contro le etichette. E, personalmente, un libro è un libro a prescindere se dentro ci trovo un elfo che va a braccetto con un robot o un personaggio storico esistito catapultato ino scenario politico-apocalittico di spionaggio. I generi sono come le parole-tuttofaghe: non vogliono dire niente di preciso, ma sono una comoda scappatoia se non si vuole pensare. Esempio? Provate a pensare a cosa indica davvero parola “gente”.
    Ribadisco che è la mia opinione personale, e domando scusa se sono andata OT.

  15. Lara Manni Says:

    Non solo non ti caccio, ma mi hai tolto le parole di bocca: la differenza fra gusto personale e giudizio di merito e’ esattamente quel che auspico perche’ anche i lettori “spontanei” facciano un salto di qualita’.
    Ps. E prometto, Andrea, di prendere in considerazione la crema di carote 🙂

  16. Lara Manni Says:

    Avalon: applausi.

  17. Giobix Says:

    non credo ci siano soluzioni, a parte questa: http://www.youtube.com/watch?v=f5lleDujm7o

  18. Valberici Says:

    Credo sia legittimo esprimere un parere o anche solo un moto di disgusto. Se un libro mi fa schifo credo di avere il diritto di dirlo anche ad una platea estesa, e senza argomentare.
    Quello che mi crea fastidio, e molto, è il vedere persone che danno giudizi soggettivi e poi li vogliono spacciare per oggettivi, usando argomentazioni stupide e che denotano scarsa cultura e ancor meno comprensione.
    Anche un’arrampicata sugli specchi, se fatta bene, mi può piacere e magari arrivo anche ad apprezzarla.
    Però la palese idiozia è insopportabile.

  19. Stifenching ( Filippo) Says:

    OT: Giobix, sei epico.

  20. Laurie Says:

    Ma non sarà semplicemente che il tizio (o la tizia) pensava che Scarlett Thomas fosse uno pseudonimo? Non trovo così scoinvolgenti le virgolette, e ti dirò, non trovo nulla di attacco personale all’autrice nel commento; mi rende perplessa, semmai, che a muovere la critica sia una persona che ha scritto un commento così carente in punteggiatura! Si chiama credibilità.
    Se fai una critica almeno esponila in modo chiaro, sei decisamente più convincente così!
    (Comunque c’è gente che trova l’Umberto Eco scrittore insopportabile, avranno le loro argomentazioni. Non ho mai approfondito la questione.)

  21. eleas Says:

    arrivo in ritardo ma mi ha colpito questa descrizione del libro che hai fatto lo metto in lista mi sa…

  22. Lara Manni Says:

    Lau, appunto. Per essere credibile, devi almeno di sapere di cosa stai parlando (autore incluso, secondo me).

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