La modesta proposta del giorno

E se fossimo noi che scriviamo a dare il buon esempio?
In un paese dove tutti, in tutti i settori, si comportano come se fossero un dio sceso sulla terra, se fossimo noi a cercare il profilo basso, a dimostrare che in fondo stiamo solo facendo il nostro lavoro, che è quello di raccontare storie agli altri? Se fossimo noi a spiegare che non è importante chi si è, ma quel che si fa, e che tutto quel che si fa è sempre perfettibile, sempre migliorabile? Se fossimo noi a dire che le parole sono un gioco meraviglioso, e che ci divertiamo a usarle, ma che questo non ci trasforma in angeli (o in demoni)? Se fossimo noi a rifiutare di spintonarci gli uni con gli altri, se cominciassimo a spezzare la catena dei veleni, dei pettegolezzi, dell’invidia, del risentimento?
Se fossimo noi, non potrebbe essere un inizio?
Perchè volendo, io proverei a suggerire l’idea di un qualcosa. Movimento, gruppo su Facebook, tendenza.
Ho già il nome.
Io non me la tiro.

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20 Risposte to “La modesta proposta del giorno”

  1. Elfo Says:

    Ecco perchè mi piaci, ragazza! 😉

  2. Valberici Says:

    Mah, a me piacerebbe un mondo in cui al centro dell’attenzione c’è il libro e non chi lo ha scritto. Forse gli scrittori dovrebbero semplicemente rifiutarsi di parlare delle loro opere, alla fin fine è cosa inutile.
    Ma questa è una mia personalissima opinione. 🙂

  3. Laurie Says:

    Rivelare l’arte e celare l’artista è il fine dell’arte.
    E io ci credo.
    Meglio non guardare l’autore di uno scritto, ci influenza, ma alla fine tutti lo facciamo (pure a me accade ç_ç).
    Però, su una cosa posso darti uno spunto per risolvere le domande: bisogna apparire professionali se sei un professionista. Lo so perché pure nel mio lavoro c’è gente che vorrebbe sostituirsi a noi ma non ha le competenze né un codice etico a guidarle. Penso che le qualità che dovrebbe mostrare uno scrittore professionista siano la bravura nel suo lavoro e la serietà; poi, certo, certi eccessi di machismo autoriale alla Faletti è meglio evitarli sempre!

  4. Flash Says:

    Ok Lara, ammetto di essere antipatico certe volte, e provocatorio, perciò leggi con il sorriso e stima immutata da parte mia.
    Ma anche entrare in un gruppo “io non me la tiro”, o solo parlare di queste cose, non equivale in qualche modo a tirarsela?
    Qualche settimana fa stavo alla fiera del libro per ragazzi di bologna, con conseguenti cene di scrittori, editor, illustratori e editori (e tanto tanto vino). C’erano nomi famosi, pezzi grossi, e simpatici sconosciuti come il sottoscritto.
    Ed ecco, ho avuto proprio la sensazione di un sacco di gente che lavora sodo, fa delle cose stupende, e bene o male non ne parla in giro. Sa che quello che sta facendo ha un senso, sa che ci sono altre persone che condividono, e bene così.
    Una bella lezione che mi ha dato tanto da pensare…

  5. Lara Manni Says:

    Flash, ma certo che è così. Accanto a tante, tantissime persone splendide di cui non si parla, però, si accentua la tendenza contraria. Anche in rete, se ci pensi bene. Allora (posto che non ho nessuna intenzione di fondare davvero il gruppo così come Swift non intendeva davvero mangiare i bambini), sarebbe il caso di ribadire di tanto in tanto che un altro mondo è possibile ed esiste pure. 🙂
    Lau. Perfetto: questo dovrebbe fare lo scrittore. Mi chiedo però se il “sistema” attuale lo consenta…
    Valberici. Giusto.
    Elfo. Sei ricambiata, lo sai?

  6. Melmoth Says:

    Io me la tiro, ma non sulla scrittura:)

    P.S.
    Volete dire che Swift non voleva davvero mangiare bambini???

  7. Ele/Caska Says:

    Ci saranno settantamila membri e nessuno lo penserà sul serio XD

  8. Lara Manni Says:

    🙂 Almeno ci divertiamo, Ele.
    Melmoth, dici che invece voleva? (gli porge una coscia di pollo. Di pollo? Davvero?)
    🙂

  9. Andrea Says:

    Bella proposta, andrebbe estesa a tutte le categorie: dai metalmeccanici agli scultori, dai muratori ai filosofi (anche ai politici… ok, questa è fantascienza!)… Il cambiamento comincia sempre dalle piccole cose, dai gesti quotidiani e quindi anche dal proprio atteggiamento riguardo il lavoro.

  10. Bobby Says:

    Ti amo, Lara 😉
    Te lo dico così, te lo dico come lo direbbe Annie Wilkes a Paul Sheldon.
    Te lo dico. Ed è cosa buona.

    Noi possiamo 🙂

  11. deerockt94 Says:

    Posso rigirare la domanda?
    E se invece non dovessero essere coloro che scrivono (non oso mettermi nella categoria data la mia inesperienza, nonostante i miei timidi tentativi di narrare) a dare il buon esempio? E poi, comunque, come si dice, la mamma dei cretini è sempre incinta. Pensi che il buon esempio di una categoria relativamente influente (ci sono milioni di persone che leggono, ma milioni di altre che non lo fanno) possa dare il buon esempio sul “basso profilo” che, sono d’accordo su questo, si dovrebbe tenere in ogni ambito?
    Lara, perdonami, non voglio assolutamente pungerti sul vivo o farti un attacco personale. Ma a me sinceramente questo post sa un po’ di ripicca, o forse di autoconvincimento.

  12. Lara Manni Says:

    Veramente, deerock, non pensavo a me stessa e non pensavo nè a consolarmi nè a difendermi. Semplicemente, sono abbastanza stufa di vedere, in ogni settore del “pubblico” (intendo i luoghi dove i discorsi diventano pubblici, come dice giustamente Andrea), l’esibizione di se stessi.
    (err…posso sapere il motivo del risentimento, dee?)

    Bobby, va bene, sposiamoci.

  13. Ema Says:

    @Bobby: ma prima o dopo averle tranciato i piedini? (o frantumato, a seconda del medium). Un bel matrimonio in carrozzella? Champagne!

    E comunque concordo con Flash, tristemente.

  14. deerockt94 Says:

    Risentimento? Non mi pare di averne espresso, assolutamente. Ne hai avvertito?
    Consideravo solo il fatto che il tuo discorso, seppur molto positivo, è un po’ utopistico. E’ intrinseco nella natura umana ritenersi unico ed inimitabile. Poi alcune persone lo avvertono più di altre o, al contrario, soffrono di enormi complessi di inferiorità. Entrambe queste due caratteristiche portano le persone a comportarsi nel classico modo alla “lei non sa chi sono io!”. Tutto ciò è irritante, ma non vedo come il buon esempio degli scrittori possa giovare alla situazione. (per il discorso che ho fatto prima: ci sono milioni di persone che leggono e che si interessano al mondo della letteratura, ma milioni di persone che non lo fanno). Anche perchè, per dieci autori che mantengono il famoso profilo basso, ce ne saranno sicuramente altri cento che continuano a credere di essere gli eredi di Dante e di Tasso, magari scrivendo chick lit o romanzetti rosa simil-Harmony.
    Poi, ovvio, se venissi a sapere che gli autori che amo leggere di più sono delle persone estremamente umili e consapevoli del fatto che, come si dice, non si finisce mai di imparare, ben venga.

  15. Kai Zen Says:

    Cominciamo a usare il COPYLEFT…

  16. Andrea Says:

    Copyleft? Si può fare… da qualche parte bisognerà pure cominciare 😉

  17. Lara Manni Says:

    Giustissimo, Kai Zen.
    Dee: veramente, nelle ultime due righe sì, ma probabilmente sono io che ho troppi aculei sulla pellaccia. 🙂

  18. debby Says:

    sinceramente mi piaciono quelle persone che nonostante siano mega talentuose…sono umilissime…non si mettono in mostra,persone che nonostante la “notorietà” sanno di essere solo uomini e non divinità!!!
    “SPACCONI” ce ne sono troppi….
    anche l’idea di fare un gruppo…”io non me la tiro”….be non so…
    ai miei occhi è un modo come un’altro di mettersi in mostra…
    a me piace disegnare e solo quello….l’idea di parlare di me,o di quello che disegno, in luoghi pubblici sinceramente non mi attira…mi basterebbe sapere che quello che faccio piace alla gente…
    NB: parlo in generale…
    beso debbi..

  19. Stregatto Says:

    Concordo con Andrea e Flash… se si facesse un gruppo “io non me la tiro” andrebbe esteso a tutte le categorie, ma sarebbe un modo per “tirarsela” ancora di più.

    D’altro canto, tanto per introdurre un commento da gattaccio fastidioso, non è che “tirandosela” uno alla fin dei conti si mette in una posizione tale per cui ha un vantaggio sugli altri che non se la tirano?
    Se giri in giacca e cravatta la gente ti tratta in modo diverso; l’abito fa il monaco; il comportamento causa risposte da parte degli altri.

    Se ti comporti come superiore, gli altri obbediscono.
    Se dici a tutti che i tuoi libri sono strafichi, ci sarà chi ci crede e alla fine si spargerà la voce.

    Con questo non intendo giustificare la cosa, ma…

  20. Lara Manni Says:

    Sì gatto, il vantaggio c’è. In effetti.

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