Noccioline

Devo avervi già parlato di una vecchia fiaba che mi leggeva la nonna, come nelle migliori tradizioni.  C’era un coniglietto fifone e c’era una nocciolina magica con una vocina sottile, che nelle situazioni di pericolo sussurrava:

Coniglietto, osa, osa

La nocciolina, si sarebbe scoperto poi, non era magica affatto e serviva solo per far capire al coniglietto che il coraggio doveva trovarlo dentro di sè.
Ora, quell'”osa, osa”  andrebbe ripetuto spesso a chi scrive. Ci riflettevo ieri, notando quanto sia diverso il romanzo nuovo da quelli che lo hanno preceduto.
E quanto sia giusto così.
Perchè il grande rischio di chi scrive è quello di ripetersi. Ripetere i propri schemi, i propri personaggi, le proprie trame, sia pure con varianti.
E, ecco, aver cambiato voce narrante (dalla terza alla prima) e, sia pure parzialmente, il tempo (passato remoto) aiuta.
Diciamo che sto girando la nocciolina fra le dita.

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9 Risposte to “Noccioline”

  1. Andrea Says:

    Allora dillo che ci vuoi torturare con un’attesa lunga e snervante! Sei proprio perfida 😉

  2. Lara Manni Says:

    Eh, ma pian pianino….

  3. Andrea Says:

    Be’, tu comunque “osa”! Non te lo scordare… 🙂

  4. Lara Manni Says:

    Sono nella fase rompicollo, tranquillo. 🙂

  5. Caska Says:

    Che poi è la cosa più divertente, osare.

  6. Melmoth Says:

    Si impara a fare meglio quello che già si sapeva fare. Ma soprattutto, si impara a scrivere ciò che nemmeno si riusciva a immaginare prima, per il solo fatto di scriverlo. La scrittura è come il barone di Munchausen che si solleva per il capelli: sostiene se stessa nel vuoto…
    (Almeno oggi: domani affermerò il contrario).

  7. Lara Manni Says:

    Ah, proprio vero. Non avrei mai e poi mai immaginato il colpo di vento costituito dalla prima persona. Sto scrivendo cose …stranissime, fin qui.
    (se ne va sulla sua palla di cannone)

  8. Ireland Says:

    E’ anche difficile reinventarsi sempre, non è un processo immediato che si può avere da un libro ad un altro. E chi ti può aiutare in questo? L’editor? Chi ti legge? Te stessa? E il lettore ideale di cui parla King, la persona per cui scrivere, avrà mai un atteggiamento critico verso un lavoro? Ah, troppe domande @_@
    Passami la nocciolina.

  9. Lara Manni Says:

    No, non è un processo immediato e secondo me non può venire da altri che da se stessi. Credo che “si senta” quando ci si comincia a ripetere: come direbbe King, bisogna prestare attenzione ai ragazzi giù in cantina. 🙂

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