Permette una domanda?

Ricevo una mail da un gruppo di studenti di Milano ( master in editoria) che stanno conducendo un sondaggio sulle fan fiction. Cosa molto buona e molto giusta, direi. Però mi sono resa conto di quanto sia difficile fornire risposte precise.
Sesso ed età dei fanwriter? Nel primo caso – e qui se ne è discusso – direi che la maggioranza degli autori è femmina. Nel secondo:  c’è davvero un’età media per scrivere fan fiction? Cosa si dovrebbe dunque dire di questo o di quest’altro?
Poi, c’è un’altra domanda che mi inquieta: il genere e il libro “dominanti”. Il fandom non si rivolge solo ai libri. Anzi. Un’occhiata all’indice di Efp dimostra con chiarezza che anime e manga raccolgono i consensi maggiori (grosso modo, siamo sulle 37.000 fan fiction se si somma anche la sezione su Naruto, che è stata resa autonoma proprio per la mole di storie). Ed è giusto così.
Infine, la questione sul “ti piacerebbe”: pubblicare o lavorare in editoria, per intendersi. Qui si aprirebbe (si è già aperto) un discorso enorme che si può sintetizzare in tre parole: non è detto. Conosco fan writer che non hanno alcuna intenzione di pubblicare e altre che si incazzano se altri pubblicano e altre ancora che si esercitano grazie al feedback con i lettori.
Ma, davvero, il fandom non è un talent show. E’ narrazione. Non credo che sia, necessariamente, il metro utilizzato in editoria quello che vada applicato.
Ps. La mattina si legge, il pomeriggio si scrive. Sto leggendo belle cose. Ve ne parlerò.

Annunci

Tag: ,

16 Risposte to “Permette una domanda?”

  1. Vocedelsilenzio Says:

    Devo proprio quotarti… non può essere applicato un metro editoriale per le fanfiction. Poi, come dicevi tu, i libro non sono il fandom maggiore e spesso lo scopo non è la pubblicazione. Ovvio, ognuno alla fine scrive con uno scopo diverso, però per molti è una questione di passione verso il fandom trattato, credo. Basta comparare le originali alle fanfiction. Le original sono molte, ma se paragonate al resto…
    Trovo però itneressante che si interessino alle fan fiction… tra l’altro ho scoperto che anche Savannah, altra utente di efp, sta per essere pubblicata…

  2. Lara Manni Says:

    E’ proprio così, Voce. Diciamo anche che cominciare con una fan fiction aiuta per trovare una voce. E’ una sorta di ombrello, per muovere il primo passo.
    Di Savannah sapevo, esce con Fazi mi pare all’inizio dell’estate. 🙂

  3. avalon9 Says:

    Decisamente interessante il post.
    E bella l’impossibilità di incasellare. Di poter dire: sì, ci sono tendenze, ma non facciamo di tutta l’erba un fascio.
    Penso che un problema sia solo di terminologia: fanfiction.
    Prova a dire che certi libri, in sostanza, sono fanfiction e vedrai il risultato: censura se ti va bene; linciaggio se ti va male. Non so: ho la sensazione che sia il termine a evocare qualcosa di sbagliato. Come una connessione inconscia al plagio.
    Ma una fanfiction NON è plagio!
    Se dice remarke; se dici adattamento; se dici reinterpretazione va tutto bene; se dici fanfiction no che non va bene. Perchè sembra che stai copinado, perchè sembra che tu non abbia idee tue e ti arpioni a qualcuno che di idee ne ha avute, e tante e belle e interessanti, per illuderti (sì: illuderti. Perchè lo scopo è questo: autostima) di essere uno scrittore. E il contatore di commenti è come l’indice della hit editoriale.
    Penso ci sia qualcosa che non va, nel modo che molti hanno di accostarsi ad una fanfiction. In fondo, come dici tu, è giusto così: che siano anim, manga, telefilm, libri o altro.
    Forse è normale che siano anime e manga e fumetti, visto che sono diventati un po’ la declinazione moderna dei libri e sono il cartaceo che passa più di frequente fra le mani di ragazzi e ragazzini (va bene: consideriamo un’età media di fanwriter bassa e una realtà principalmente femminile. E’ riduttivo, ma passami la generalizzazione) accanto a Moccia e Mayer (ad esempio), accanto a scempiaggini televisive. (chiarisco: non ho nulla contro le sciempieggini televisive; se uno vuole credere che il mondo sia una vetrina di demenza e atteggiamente, si accomodi. Non mi piace la mancanza di critica e di coscienza con cui la maggior parte della gente si siede sul divano e ride e piange per un Grande Fratello credendo che la vita e il successo e l’appagamento siano tutti lì. E non parlo di singole adiposi o casalinghe disperate; parlo anche – purtroppo- di ragazzi della mia età, che studiano e “dovrebbero” avercelo, quel guizzo critico. Avevo una compagna, in facoltà, invaghita di non ricordo quale reality. Ci credi? Quando abbiamo visto gli orari si è rifiutata categoricamente di venire a lezione perchè coincideva con il suo programma preferito. Registralo le abbiamo dette; apirti cielo, non lo avessimo mai fatto! Se ne stava a casa e non capiva come potessimo preferire la lezione al suo programma. Poi veniva, e chiedeva gli appunti).
    Sto divagando. Scusa.
    Per l’ultima: ti piacerebbe.
    Penso che tanto sia di interesse mediatico più che di interesse letterario.
    L’immagine più banale, invece, è: scrivi. Quando pubblicherai?
    L’immagine. Appunto.
    La nostra società di immagine, di apparire. A discapito del valore. Più facile che qualcuno sia pubblicato perchè ha una bella faccia piuttosto che perchè scrive bene.
    E meglio se non ti fa scervellare e rasenta il melodramma da telenovelas.

  4. Lara Manni Says:

    Avalon, parole sagge, come sempre. La questione del “ti piacerebbe” è quella che morde di più. La domanda dovrebbe, o comunque potrebbe, essere un’altra: “ti piace?”.

  5. Caska Says:

    La stessa mail l’hanno mandata a una mia conoscente così, a caso, e abbiamo riso abbastanza perché sembrava scritta dando per scontato che le fics le scriviamo in dieci o quindici XD Dai, ma come si fa a pensare che su più di 80000 utenti dell’efp tutti leggano un solo libro xD”? Comunque penso che tempo un anno (o due, visto che siamo lenti) le case editrici cominceranno a illudersi di far soldi facili coi ficwriter, li prenderanno praticamente a caso, satureranno il mercato, e ancora continueranno a non capire niente del fandom XDD

  6. avalon9 Says:

    Cosa vende? Quello che ha seguito.
    Cosa interessa? Quello che fa tendenza (e basta guardare l’andamento editoriale italiano: colpi di coda [scadenti] di filoni rinati a livello mondiale o prodotti semplicistici fino all’offesa. Non sono l’assoluto, ma sono quelli che si impongono. Perchè invece non si parla di Matteo Nucci o Silvia Avallone?).
    E’ scritto bene? Accessorio.
    E’ un fanwriter. Un cosa??
    Non lo so bene; ma era seguito. Tanti commenti.
    Bene. Aggiudicato.

    [Agghiacciante]
    P.S.
    E’ volutamente provocatorio. Non voglio offendere nessuno, sia chiaro.

  7. Lara Manni Says:

    Caska, già. E poi, insisto, “libro”. Come se “libro” fosse sinonimo di “buono”.
    Gli esempi che ha fatto Avalon sono indicativi. Io ho dato un’occhiata al libro della Avallone e penso che come fan fiction sarebbe stata pessima. 🙂

  8. Caska Says:

    Beh, quello era il tipico libro che poteva solo avere successo, perché offre la solita versione degli adolescenti che piace gli adulti, sì problematici ma comunque rassicurante comprensibile iperdrammatica e bla bla. Da questo punto di vista una cosa come 100 colpi di spazzola era molto più onesta e pregevole, almeno è effettivamente una cosa che se la rileggi tra dieci anni ripensi a quegli adolescenti e senti di capirli, mentre invece se leggi cose come Acciaio pare che gli adolescenti siano sempre uguali nei secoli dei secoli.
    E sì, già come fic se lo sarebbero filati in pochi. Una cosa bisogna ammetterla, nel riconoscere il già visto i lettori di fics sono avanti.

  9. Lara Manni Says:

    Adolescenza=trasgresssssssione e figaggine. Qualcuno se la ricorda davvero, la propria adolescenza? Io sì.
    Ps. Ti dò ragione sui lettori di fics, assolutamente!

  10. Melmoth Says:

    OT: la Lipperini su Moresco (Palazzolo, ‘Realismo’)
    =
    giù botte…

  11. Lara Manni Says:

    Appena letto. Ho visto che c’è il solito tipo delle alabarde, tal sascha, che parla di Gaiman come scrittore commerciale. Ah, ah.
    (io sto con Wu Ming 4: ieri, oggi e anche domani)

  12. Melmoth Says:

    Eh, commerciale, e quindi? King è commerciale, Dostojeskii pure, Dickens anche. E quindi? Mah mah mah.

  13. Lara Manni Says:

    E quindi, caro Melmoth, quando prendono la parola certi signori, io mi tappo la bocca. Chiamasi istinto di conservazione. 🙂

  14. EffeErre Says:

    Ieri ho visto in libreria un “orgoglio e pregiudizio” dal punto di vista di Darcy (http://www.ibs.it/code/9788850219827/aidan-pamela/per-orgoglio-per.html il link ibs per chi volesse saperne di più).
    E’ chiaramente un’opera di fanfiction, sul cui valore non so dire molto. So solo che Rosencrantz e Guildersten, per citarne un’altra, mi ha emozionato.
    Credo che la fanfiction sia interessante quando dice davvero qualcosa di nuovo e non si limiti a sopravvivere sull’ambientazione.

  15. EffeErre Says:

    Ops…era Rosencrant e Guilderstein sono morti. 😀

  16. Lara Manni Says:

    E’ chiaro che non tutte le fan fiction riescono col buco: e il discorso vale naturalmente per i romanzi, le poesie, i film e le primigenie ciambelle. Ed è verissimo che la fan fiction ha un valore qualora abbia la propria “voce”, e diventi una storia godibile quasi a prescindere. Questo, almeno, dal mio punto di vista.
    Quanto a Rosencrantz e Guildestern sono morti, concordo e gongolo: effeerre, il mio nick su Efp è Rosencrantz. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: