Puntuale come lo Strega

Tutti parlano del premio Strega. Normale, succede una volta l’anno: però, anche se è scontato, non riesco a fare a meno di chiedermi che senso abbia. Se non ai fini delle vendite: si sa che una bella fascetta con su scritto “vincitore” reca in dote all’autore e all’editore parecchie decine (o centinaia) di migliaia di copie vendute.  Quest’anno c’era anche un romanzo fantastico nella rosa dei candidati, Bambini nel bosco di Beatrice Masini (che non ho ancora letto, ma provvederò). Naturalmente non solo non è entrato in cinquina, ma quasi nessuno ha fatto caso alla sua presenza.  Per il resto? Onestamente non mi attira nessuno dei finalisti: e non sono certa che i lettori d’Italia fremano per sapere se vincerà Avallone o Sorrentino o Pennacchi. E’ un gatto che si morde la coda, insomma: nessuno ama lo Strega ma tutti desiderano vincerlo. Oddio. Non tutti. Per fortuna. Credo.

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2 Risposte to “Puntuale come lo Strega”

  1. Luciana Says:

    Secondo me il punto della questione è: quanto valore può avere un premio assegnato da una giuria costituita da un numero limitato di persone? Senza nulla togliere alla competenza dei giurati e alla serietà del loro giudizio, ma il parere di un ristretto gruppo di persone non può essere indicativo della valenza di un’opera.
    E questo credo che valga per qualsivoglia premio letterario (e forse per qualsiasi concorso che riguardi delle forme d’arte). Del resto certi giudizi sono terribilmente soggettivi (per fortuna!)
    Il Premio Strega io l’ho sempre visto un po’ come il Festival di Sanremo della letteratura…

    (ps: Ciao Lara, è da qualche settimana che leggo il tuo blog. Da “scribacchina a tempo perso” trovo molto interessanti le tue riflessioni sul mondo letterario. Ho comprato Esbat ma non l’ho ancora letto, però è solo perchè ho da finire un romanzo di King XD)

  2. Lara Manni Says:

    Ciao Luciana, benvenuta! Sulla validità dello Strega ci sarebbe molto da dire: è anche capitato che siano stati premiati buoni romanzi, per esempio “Come Dio comanda” di Ammaniti. Devo anche dire che la presenza di Tullio De Mauro faceva ben sperare in un rinnovamento del premio. Ma il fatto che abbia vinto Pennacchi e non Acciaio apre uno spiraglio di ottimismo. 🙂
    (ps. King ha SEMPRE la precedenza!!!)

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