Scrivere come il napalm la mattina

Pancia all’aria, occhi al cielo, mani dietro la nuca: manca solo il filo d’erba fra i denti e il canone è perfetto.
Sono in un prato a guardare le cime degli alberi e le nuvole e a riflettere su non poche faccende che mi riguardano. Per un po’ ci riesco. Poi, dalla porzione di prato alla mia destra, arrivano voci. Socchiudo un occhio e guardo. Sono due donne intorno ai cinquant’anni, una con treccia e calzoncini e canotta identici a Lara Croft, un’altra con occhialini neri. E un uomo che urla al telefonino. E un bambino che urla al cane.
Colgo frammenti di discorsi. In ordine sparso: la menopausa, la secchezza vaginale, la fine della creatività emotiva portata dalla sindrome premestruale, e poi quel libro anche premiato che si chiama La cagna, hai presente, parla di Elena di Troia, e l’uomo del gruppo smette di parlare al telefonino e dice eh eh ehhh cagna e pure troia, e le donne poi dicono che i maschi parlano in modo razionale e le donne parlano di se stesse e questo è importante, bisogna tenerne conto, e poi lui al telefonino dice che quello specchietto retrovisore fa fatto aggiustare, e dal meccanico vacci a nome mio e il bambino dice Mamma vaffanculo cretina hai fatto scappare il cane e la simil-Lara Croft sorride benevola e dice un tempo mi hanno fotografata a un corteo femminista con le mani a V e sono finita sul giornale, hanno ripubblicato la foto di recente e mio marito ha detto “aò, chi ho sposato”.

E dentro di me, stringendo i denti, la stessa domanda: “di questo, vorreste che scrivessimo? Di questo?”.

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16 Risposte to “Scrivere come il napalm la mattina”

  1. Giovanni Says:

    Ai miei tempi il bambino che diceva alla mamma vaffanculo cretina finiva col lobro della signora su per lo sfintere anale, che forse sarebbe anche il suo posto visto il titolo e di secchezza vaginale non si parlava, mai, in nessun caso. Non so se sto invecchiando (l’incipit parrebbe confermarlo), se stiamo davvero andando a rotoli o se invece non siano vere entrambe le ipotesi. Sto invecchiando e il mondo sta andando a rotoli. Il che rende più sopportabile il fatto di invecchiare. Ci vorrebbe un bel virus di quelli tosti, tipo “The Stand”.

  2. Lara Manni Says:

    Ci vorrebbe. E, Giovanni, mi consola il fatto che siamo almeno in due ad essere esterrefatti. Ho letto l’articolo di Baricco su “i barbari due la vendetta” su Repubblica di oggi, dove parlava della fine della profondità e del trionfo del superficiale. Ma questo non è neanche il superficiale. E’ peggio: è “io”. Sto parlando di me, ascoltatemi tutti. E la conseguenza è: se scrivo, scrivo di me perchè sono l’unico soggetto interessante. The Stand. Ora.

  3. Jessica Says:

    Purtroppo la nostra società sta virando sempre di più verso l’egoismo irreversibile (del tipo: non si torna indietro, è impossibile!). Le tue parole Lara mi riconducono a uno degli ultimi post di GL d’Andrea, in cui si sottolinea questo concetto “io ho ragione. tutto il resto è noia” (riferito all’io di ognuno di noi).
    Davvero triste che non ci si sappia più ascoltare, che non si è più in grado di collaborare insieme. ognuno pensa solo per sè e che si fottano tutti gli altri.
    Urge The Stand. E poi, gettiamo per terra anche un po’ di sale. Non si sa mai.

  4. Lara Manni Says:

    Ma poi, penso a un’idea della letteratura soffocante, che dovrebbe narrare “il reale”. Dannazione, qual è il reale? Questo? Sicuri? io dico no.

  5. Mel-chan Says:

    *fa capolino*

    “di questo, vorreste che scrivessimo? Di questo?”

    Ma anche no. Proprio, NO.

    qual è il reale? Questo? Sicuri? io dico no.

    Ecco, questa è una domanda sacrosanta. E anche io dico di no, perché dire che “eh, la realtà è questa” e di consguenza che vuoi farci, c’è da adeguarsi (dio quanto odio questo termine XD), significa che uno può anche andare a buttarsi dal cavalcavia più vicino, tanto per vivere così…?

    Per il resto, non è per essere, ma io ho fatto vent’anni i primi di luglio, quindi palesemente dalla vecchiaia sono quanto di più lontano esista, ma allo stesso tempo se avessi detto vaffanculo cretina a mia mamma (così come se ora mis cappa un ‘fanculo a tra i denti quando ci litigo furiosamente), da piccolissima (quindi negli anni novanta), mi avrebbe… no, siamo sinceri: mi sarebbe anche solo venuto in mente di dire una cosadel genere a mia madre (che, peraltro, non avrebbe mai fatto scappare il cane, sappitaelo ù_ù)? Ma dove?
    E quanto alle vecchine, io quando sento discorsi come l’ultimo che citi, giuro che mi sento mancare il respiro dal terrore fottuto (scusa) che possa succedermi di ridurmi in uno stato simile.
    Non sto scherzando.

  6. Lara Manni Says:

    Condivido il terrore. Penso che non sia la menopausa, o le mestruazioni (creative eh? Ma dove e quando?) a dover essere l’argomento di un discorso sul femminile, santi numi. E soprattutto non di un discorso tenuto a voce altissima con il desiderio che qualcuno lo ascolti. Se a cinquant’anni andrò in giro con i pantaloncini alla Lara Croft, abbattetemi.

  7. Camilla Says:

    Non posso che quotare ogni singola parola dei commenti scritti qui sopra.
    E tra parentesi, io di anni ne devo fare 18 a Settembre, quindi sono nella stessa situazione di Mel-chan; a proposito, fidati che già per il fatto che pensiamo di NON voler diventare così, NON lo diventeremo 🙂
    (Almeno, io me lo ripeto come mantra, tutti i giorni appena sveglia XD)

    E Lara, no. Non vogliamo che si scriva di questo. Penso di parlare a nome di una buona fetta di amanti della lettura 😀

  8. Lara Manni Says:

    Grazie Camilla. E’ che leggendo i romanzi accreditati come letterari, sembra che di questo si debba parlare. E sarebbe come guardare l’ombra che si riflette sul fondo della caverna anzichè la luce del sole…

  9. ziadada Says:

    Poffarbacco, ma sono io l’unica a frequentare questo blog ed essere coetanea della nonna di Lara Croft? (però qui niente treccine, per mancanza di capelli, e niente braghette, per sovrabbondanza di gambe).

    Provocatoriamente: ma tu, Lara, *hai già* scritto di questo… non era così la mamma di Ivy? :-O
    … magari il punto è dove, come ed in compagnia di cosa si scrive del “questo”…

  10. ziadada Says:

    … (insisto nella provocazione 😉 )…
    … e pure tu parlasti di menopausa e di mestruazioni in un discorso sul femminile… E quindi… ?

  11. Vocedelsilenzio Says:

    Ecco, Lara, l’hai detto tu due post più sopra: romanzi ‘accreditati’ come letterari. Non è detto lo siano veramente, almeno è questo quello che spero.

  12. G.L. Says:

    La mamma di Ivy è uno dei personaggi migliori di Esbat, a mio parere. Ma non penso che sia un mio parere se dico che si vede l’orrore che Lara ha di certi personaggi. Secondari. All’interno di una narrazione massimalista, non una schifezzina minimal-letterar-cagona. A morte Lara Croft. Viva Allegra Geller! (vediamo chi la becca ‘sta citazione)

  13. ziadada Says:

    @ G.L.: sono completamente d’accordo con te (tranne che su Allegra Geller, di cui ignoravo l’esistenza fino a stamane…). Il senso della microprovocazione era introdurre sommessamente un “dipende”.
    E adesso ci infilo un altro “dipende” sul minimalismo e dico che minimalismo ed afflato possono coesistere nella stessa storia (la libagione in onore di Carlo Levi e Volontè in “Basilicata coast to coast” … ? )

  14. G.L. Says:

    Le provocazioni, micro o macro non servono a nulla. I discorsi propositivi, più o meno articolati, sì. Sul dipende: una pagina di HPL non vale tutta la bibliografia di Carver.

  15. giulia Says:

    Ma no, non vogliamo che scrivi di questo, già se ne parla con le colleghe in pausa pranzo, può bastare 🙂
    Allora, diciamo che bisogna sempre vedere come/quando/perchè/con chi si parla di questa “cose”.
    Ci sono momenti in cui si ha bisogno di leggerezza, o persone delle quali puoi sopportare la compagnia solo parlando nei termini da te riportati nel post.
    Io stessa qualche giorno fa ho disquisito per un buon venti minuti con una collega sulla differenza che ci può essere tra i nuovissimi Lines E’ e i normali Nuvenia con ali.
    Non vorrei mai leggere un romanzo che ne tratta, ma se all’interno di un romanzo comparisse una scenza nella quale due personaggi si confrontano sull’argomento non inorridirei di certo, ma mi farei un’idea dei caratteri e del rapporto che i personaggi hanno (va beh…dipende anche dal romanzo nel complesso, ovviamente, è solo un esempio).

  16. Lara Manni Says:

    E in effetti oggi ho chiarito. Perchè io USO questi dialoghi e questo spaccato. Ma con un altro fine. 🙂

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