Scrivere come un’autrice horror

Giustamente nei commenti qui sotto mi si dice: “ehi, fanciulla: ma anche tu hai parlato di argomenti consimili a quelli di cui il Terribile Gruppo Pratolino discuteva. Verissimo. Infatti, li ho citati esattamente per questo. Perchè la domanda che mi ponevo ieri, formulata fino in fondo, recita:
“Di questo vorreste che scrivessimo? Di questo, e rimanendo chiusi nelle quattro pareti sempre più basse della realtà, per cui la sindrome premestruale è cosa di cui si chiacchiera fra amiche e non, per esempio, il trampolino per scivolare in un’ossessione, e quell’ossessione, oh no, non diventerà il caso di stalking al femminile di cui gli esperti discutono in televisione, ma diventerà la molla che incrinerà un universo intero e farà vacillare gli dei?
Questo. Un’emozione così domestica che fa crollare il cielo. Così come Elena (la cagna  di cui ridacchiava il Terribile Uomo Pratolino) fu la donna per cui due mondi vennero in collisione, e uno dei due scomparve.
Perchè, e ancora una volta ha ragione G.L., la consapevolezza è ciò che dobbiamo perseguire.  Perchè se, sul Venerdì di oggi, il regista del film tratto da La solitudine dei numeri primi dichiara che l’ha virato in chiave horror perchè l’horror serve a capire e dilaniare e rendere più evidente la realtà, un motivo ci sarà. Perchè nel macrogenere del fantastico, se proprio è necessario dichiarare la propria appartenenza, non potrei dichiararne una diversa da questa.  Ebbene sì, mi sento una scrittrice horror, se l’horror è quello che sviscera le passioni, pone la mano del lettore sulla forma sotto il lenzuolo e ricorda che paura non è solo lo spavento della porta della cripta che ciiiigola. E’ paura di quel che siamo nel pozzo nero, paura dei nostri desideri, della mancanza d’amore, della morte. Questo è l’horror, per me, e non mi importa se corrisponde o meno alle definizioni canoniche.
Quindi, mi unisco alla rivendicazione. Anzi, mi ci appaio, in toto, e specie in questi tre punti:

“Rivendico il diritto a portare alla luce ciò che fa storcere il naso. Rivendico il diritto a scrivere ciò che vedo e ciò che vedo non sono doloretti da due soldi, è la Guerra che verrà. Rivendico il diritto a rovesciare lo status quo, in tutte le sue forme.”

Inoltre.
Rivendico di essere una donna che scrive horror, e di essere per ciò stesso un’anomalia. E di essere felice di esserlo.

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19 Risposte to “Scrivere come un’autrice horror”

  1. Valberici Says:

    Concordo…ma attenti miei cari scrittori poichè infine scriverete più di quanto avrete deciso di scrivere, perchè anche l’abisso vi darà una sbirciatina.

    Comunque non spaventarti, a casa mia ho una scorta di Rimedio Universale Anti-Abisso 😉

  2. Lara Manni Says:

    L’Abisso è un vecchio amico (spero) 🙂

  3. giulia Says:

    Bella coppia tu e Gl. Siamo sicuri che siete due persone diverse? 🙂
    Perchè una donna che scrive horror è un’anomalia? Intendi in generale o in italia? La mia è pura curiosità, ovviamente.

  4. Lara Manni Says:

    Direi in Italia soprattutto. Se escludo Chiara Palazzolo (la grandissima), non mi vengono in mente altre scrittrici esplicitamente horror.

  5. giulia Says:

    Sì, in Italia soprattutto, concordo.
    Sempre che tu non sia un alter ego di Gl. O viceversa. Nel qual caso sareste comunque un’anomalia…pazzesco 😉

  6. Lara Manni Says:

    E chi può conoscere la verità? 😀
    (Lara sfodera il suo miglior completo nero da metallara, infila gli anfibi e afferra la chitarra)

  7. G.L. Says:

    In realtà siamo entrambi… http://www.youtube.com/watch?v=uoDbHhYn2uY

  8. giulia Says:

    Uh…Gl, hai proprio due belle gambe, complimenti. Non l’avevo notato all’incontro di Bologna, forse perchè eri seduto.

  9. Andrea Says:

    Paura e desiderio sono due facce della stessa medaglia e, probabilmente, anche gli elementi più importanti (?) della letteratura fantastica. Non so se siano scindibili, non credo ci si possa dirigere verso la Paura senza raggiungere anche il Desiderio e questo forse è il bello della letteratura fantastica. Ma riconoscere il proprio “polo d’attrazione” (nel caso di Lara e GL l’orrore) è una specie di dichiarazione d’amore (ecco che torna il desiderio…) folle, pazza e proprio per questo bellissima e necessaria.

    @GL Potevi dirlo subito che tu (e il tuo alter ego Lara) alle presentazioni dei tuoi libri balli come un ossessa in preda a una crisi “mistica” vestita come un incrocio tra Sailor Moon e Maria Antonietta. Mi sarei presentato così: http://bit.ly/23gKFy 🙂

  10. Jessica Says:

    dico solo questo: gli opposti si attraggono. quindi tu e Gl potreste essere perfettamente la stessa persona.
    lo stesso principio, come sottolineato da Andrea qui sopra, può essere applicato a Passione e Paura. due forti emozioni, cosi primitive nella loro umanità, che noi tutti proviamo e che per questo, non possono che girare a braccetto…

  11. Caska Says:

    “Direi in Italia soprattutto.”
    Comunque, ad un’occhiata generale, pure all’estero…insomma, diciamo che i presunti horror scritti da donne sono perlopiù varianti più o meno esplice del paranormal romance xD”” SOno convinta che le autrici horror esistono, ma già il fatto che non abbiano il risalto delle compari romanticone è indicativo.

  12. Melmoth Says:

    Scusate, OT: articolo di Magrelli su Repubblica a proposito di Drood di Dan Simmons. Prima considerazione: ne scrive perché è un romanzo meta-letterario su Dickens, ed è ‘un giallo’ (siii?) o un metagiallo. Seconda considerazione: è il primo articolo che leggo su Simmons da mai. Terza considerazione: è pubblicato da Eliot, CE che esiste da appena due anni. Fine considerazioni.

  13. Melmoth Says:

    Oh, and another thing. Citi l’intervista di Costanzo jr. Mi ribolle nel sangue da quando l’ho letta. Riporto a memoria un pezzo in cui il sopramensionato dice di non rimasto stato molto colpito dal libro di Giordano e di aver temporeggiato sulla produzione, fin quando le vendite hanno raggiunto le soglie delle 800.000 copie. Alchè, l’aulico cineasta commenta: “allora ho calato le brache”.

    Ecco, questo è per me il mainstream.

  14. Lara Manni Says:

    Allora, comincio da Melmoth e dal giovane Costanzo: anche a me ha fatto orrore quella dichiarazione. Va anche detto che, quanto meno, ha avuto l’onestà di esplicitare, invece di chiamare in causa le Muse.
    Ho letto anche l’articolo su Drood e, naturalmente, ho ghignato. 🙂
    Caska. Grazie alla Dea le autrici horror ci sono, altrove. Audrey Niffenegger (nel secondo), Tabitha King, in un certo qual senso Anne Rice, Sarah Waters, Sarah Langan. Sì, sono poche rispetto ai colleghi maschi, perchè nella maggior parte dei casi (non quelli citati qui sopra) mischiano sovrannaturale e rosa vero e proprio, con happy end finale.
    Jessica e Andrea: Passione e Paura sono le molle primordiali, credo. Leggevo un articolo sulla presunta fine del desiderio: non sono convinta di ciò. Penso che il desiderio sia – Hannibal Lecter alla mano – quel che muove gli uomini. E le donne. Dunque, quello che può provocare la più tremenda delle Paure.
    G.L.: no, la Santacroce no! Perchè invece non riveli che tu e io siamo Dan Simmons che si è fatto un’operazione per ringiovanirsi e trasformarsi in ermafrodito? 🙂

  15. Giobix Says:

    bella questa consapevolezza. Io per adesso ho capito che qualsiasi cosa tenti di scrivere, prima o dopo c’è qualcosa di malsano che esce dal buco. Non ho molta scelta.
    Quanto al libro di Giordano, forse pure lui è più portato per l’horror ma non lo sa. I primi capitoli erano cupi e funzionavano bene, poi si perdeva nel mainstream più insensato.

  16. Lara Manni Says:

    Malsano, oppure, semplicemente, non canonico. 🙂

  17. Melmoth Says:

    in UK ci sono un sacco e una sporta di scrittrici horror donna.
    Have a look at this: www. britishfantasysociety.org.
    Il prossimo evento è e Ottobre credo. They are nice people, mostly.

  18. Lara Manni Says:

    They are.
    They.
    Ahimé.

  19. Melmoth Says:

    Vacci, conosci, ‘mingle’. Io ci son stato anni fa, divertito tanto, parlocchiato con Barker e Gaiman nel lounge bar (Barker è proprio figo). Niente di trascendentale ma c’è una bella atmosfera. Per inciso: chi conoscesse Sandman a memoria i meeting del BFO hanno ispirato il raduno dei serial killer in Sandman (Casa di Bambole) per intenderci quello dove il Corinzio fa una brutta fine.
    A bien tot.

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