Io, Annie

C’è un’altra cosa che fa paura, e anche questa esce dai binari.
Sto pensando a lei, Annie Wilkes.
Lo spunto è un altro romanzo che sto leggendo in questi giorni:  Un certo tipo di intimità, di Jenn Ashworth. Un romanzo che fa davvero paura anche se non rientra nei canoni del fantastico.
Anche la protagonista di questo libro si chiama Annie, e più ci penso più mi convinco che la scelta non sia affatto casuale.  Come Wilkes, è una donna che si potrebbe definire sbrigativamente sociopatica (o addirittura si può sostituire il suffisso con “psico” e chiuderla qui). Come Wilkes, è fisicamente respingente: massiccia la prima, obesa la seconda. Anche Annie2 vive sola, dopo un episodio che qui non si racconta. Anche Annie2 sogna sui libri: non sulle avventure di Misery Chastain, ma sui manuali di autostima per single. Anche Annie2 ha un’ossessione: non il suo Scrittore Preferito, ma il vicino, a cui ugualmente si crede destinata, e di cui fraintende ogni parola e ogni gesto, inclusa una goccia d’acqua che scivola dall’unghia.
La differenza è che Annie2 racconta in prima persona e, gente, non si può non amarla, pur avendo consapevolezza del pericolo che rappresenta. I mostri hanno una storia, un dolore, molti sogni. Raccontarli richiede un coraggio infinito: soprattutto se sono donne. Perchè Patrick Bateman, il protagonista di American Psycho, ha un suo fascino sinistro. Una donna – specie se brutta – no.
Leggete questo libro.

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24 Risposte to “Io, Annie”

  1. Aislinn Says:

    La scelta dei nomi dei personaggi raramente è casuale… vero?;-)
    Sto leggendo “On becoming a novelist” di John Gardner e a pag. 31 si dice “the novelist ought to be able to play advocate for all kinds of human beings, see through their eyes, feel with their nerves, accept their stupidest settled opnions as selfevident facts (for them)”. Personalmente amo indossare i panni dei personaggi, anche di quelli più, come dire, fastidiosi: i reietti, gli antagonisti. Solo comprendendoli a fondo si possono dipingere a tutto tondo e dargli davvero “vita”, non solo “esistenza”.

  2. Lara Manni Says:

    Sì, vero. In questo caso il passo è ulteriore: è come riscrivere “Misery” dalla parte di lei…

  3. Vale Says:

    Uhm, allora non sono l’unica che fa una faticaccia improba nella scelta dei nomi?
    Questo mi consola un pochino.

    Ora torno al libro dei nomi di Fruttero e Lucentini (lol)

  4. Lara Manni Says:

    Vale, il nome evoca, no? 🙂
    Indovina indovinello perchè ho scelto Lavinia come nome della mia attuale protagonista?

  5. boscodisera Says:

    Lara,grazie.Ieri in libreria ho visto questo libro e anche senza leggerne la trama mi ha attratta,ma avevo già fatto acquisti e ho dovuto trattenermi dal comprarlo.Ora però so che ne vale la pena.Thank’s.

  6. Lara Manni Says:

    Di niente! E’ un libro terribilmente disturbante. E stimolante.

  7. Vale Says:

    Sul libro di Fruttero eLucentini c’è un capitolo dedicato all’onomanzia, vale a dire l’oroscopo legato alle lettere del nome. Una cazzata, ma mi ci sono abbastanza divertita.
    Lavinia è una donna possessiva, abile nel catturare la preda, avida al punto di non riuscire a separarsene neppure a rischio della vita (cit), predisposta all’amore e alla concordia ma capace di terribili scenate, ha momenti di lunaticità, cerca la perfezione nelle cose che fa e sente una certa affinità con gli animali notturni.

    Inoltre, lui: http://www.fishbase.org/images/thumbnails/jpg/tn_Laexi_u0.jpg si chiama Lavinia.

    (sì, non ho risposto all’indovinello)
    (ok, la pianto con le cazzate 😄 )

  8. Aislinn Says:

    Mmm. A me vengono in mente due Lavinia: quella della “Piccola principessa”, e quella di “L’incredibile storia di Lavinia” della Pitzorno. Ma non penso di averci azzeccato come con Chris!

  9. Lara Manni Says:

    Vale, sono sconvolta. Non conoscevo la definizione, ma corrisponde in modo impressionante. Comunque, per tutte e due, acqua!

  10. ziadada Says:

    … l’unica Lavinia che ricordo è quella dell’Eneide… :-O

  11. Lara Manni Says:

    Guarda, ziadada: è molto pertinente l’accostamento. Moltissimo. Ma non è quella 🙂

  12. Vale Says:

    Vino?
    http://www.lavinia.fr/LaviniaFR/

    Lo so, la pianto!

    In realtà non sono sicura di voler sapere sta cosa prima di leggere il romanzo…
    (cosa che non vedo l’ora di fare)

  13. Lara Manni Says:

    Allora mantengo il silenzio 🙂

  14. Vale Says:

    La Lavinia cattiva di “Lovely Sara”?
    La Lavinia Fontana pittrice tardomanierista?
    Lavinia l’innamorata della commedia dell’arte?

    *scappa*

    Perdono, Lara! 😄

  15. Lara Manni Says:

    http://it.wikipedia.org/wiki/L%27orrore_di_Dunwich

  16. zeros Says:

    Rassicurante… La tua Lavinia avrà a che fare anche lei con zio Yog-sototh? Perché se è così… non posso perdermela! E se non è così, non posso perdermela lo stesso! ^_^

    P.S. link per prendersi meno sul serio sulla Lavinia di Lovecraft: http://www.goominet.com/unspeakable-vault/vault/14/Yogzotot/

  17. Lara Manni Says:

    Zeros, sì: la mia Lavinia è ispirata all’altra, anche se è molto, molto, molto diversa. 🙂
    Ps. Link STREPITOSO!

  18. zeros Says:

    Felice che ti sia piaciuto, l’Unspeakable Vault (of Doom) è un gran sito per farsi risate su Lovecraft, ma con stile! 😉
    Intanto attendo Lavinia… ^_^

  19. CosinoNero Says:

    Ho comprato La casa stregata e L’orrore di Dunwich al mercatino dell’usato (50 centesimi, fuuu), ma se dici che l’origine di Lavinia è legata a quel racconto, allora me lo leggo bene bene prima di partire *_*

  20. Lara Manni Says:

    Ma tanto per Lavinia ci sarà molto tempo da aspettare. Sono neanche a metà della primissima stesura…:)

  21. Fabio Says:

    Qui si parla di Lavinia (che io ho iniziato a conoscere quando è nata in un posto governato da una certa Oca 😉 ) e che spero di aver aiutato spulciando la rete alla ricerca di librerie musicali e video del 2005. Sicuramente avrò un rapporto speciale con questo libro… So però che ci vorrà ancora un po’ di tempo!
    Tutto questo per chiedere qualche notizia in più su Sopdet (più che altro sulla data di pubblicazione se c’è già) e per farti notare che non ho mantenuto una piccola promessa fatta tempo fa per mail: di darti il mio giudizio su Esbat… Presto lo farò 😉

  22. Melmoth Says:

    Ah Gardner! Qualcuno ha letto mai “Grendel”? (tradotto “l’Orco” in Italiano, tratto dal Boewulf). Chissà perchè nessuno ha mai pensato che questo potesse essere un ‘fantasy’. Altra cosa strana Gardner e King si sono beccati un paio di volte sulle pagine di unarivista; la stranezza sta nel fatto che a me piacciono molto tutti e due…

  23. Camilla Says:

    Appena ne ho letto la trama, in libreria, avrei voluto prenderlo. Avendo una conferma del genere, desidero leggerlo ancora di più!

  24. Lara Manni Says:

    No, Melmoth, va ad aggiungersi alla lista.
    Fabio: Sopdet arriva a febbraio, ma non so ancora la data esatta. 🙂

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