Web macabre

“Non c’è sito o blog dove si discuta di questo tema in cui gli scrittori (e, attenzione, soltanto loro) non vengano chiamati in causa.
Infatti, nessuno ha ancora chiesto agli editori “virtuosi” di boicottare le librerie Mondadori rifiutandosi di mandarci i libri che pubblicano, o di boicottare la distribuzione Mondadori non affidandole gli scatoloni. Del resto, anche gli editori concorrenti più “barricaderi” si guardano bene dal farsi avanti con un beau geste di questo tipo, che pure sarebbe molto più clamoroso e di sostanziale impatto della tanto reclamata diserzione di questo o quell’autore.
Nessuno ha chiamato in causa editor e capi-collana etc. Tutti i chiamanti in causa hanno chiamato in causa gli autori.
Che non si sono tirati indietro, e hanno fatto bene a rispondere, ciascuno a suo modo.
Come fanno bene a spiegare alcune cose che sfuggono al “general public” e, soprattutto, sfuggono ai Boycott Boys.”

Solo un pezzettino di un intervento dei Wu Ming che mi è stato segnalato ieri: ma ci sono un bel po’ di pareri interessanti su Carmilla.
Personalmente (da autrice non Mondadori) tutta la faccenda mi è sembrata fuori luogo, da quando è nata.

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17 Risposte to “Web macabre”

  1. Giobix Says:

    l’intervento più divertente e incazzoso l’ho trovato sul giornale di travaglio http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/01/caso-mondadori-corona-contro-mancuso-i-professionisti-della-coscienza-se-la-prendano-con-la-sinistra/55440/
    notare anche le centinaia di commenti di insulti del popolo risentito:)

  2. Lara Manni Says:

    Vado subito a leggere, grazie!

  3. Paolo E Says:

    La battaglia culturale va combattuta su altri fronti. Inutile che uno boicotti la mondadori se poi ieri sera stavano tutti con naso incollato al televisore a guardare X factor.

    Non dimrntichiamoci che stiamo parlando con un furbo matricolato che dentro a queste dinamiche ci sguazza: non a caso nel momento in cui si avvicinano le elezioni dopo anni di fair play finanziario il Milan si mette a comprare mezzo mondo.

    Segno tra l’altro che B. ha la convinzione che il livello medio del cittadino italiano sia molto basso. Ed il terribile sospetto è che abbia ragione.

  4. Giovanni P Says:

    Lasciare o non lasciare, questo è il problema.

    L’unica annosa questione rilevante non è stata affrontata: l’evasione fiscale.
    L’evasione fiscale che ha (e sta) cannibalizzando il paese.
    Meglio prendersela con gli scrittori che togliono la libertà ai loro figli e fanno arricchire B.
    Più semplice, no?

  5. Giovanni P Says:

    Scusate “tolgono” al posto dell’orrore “togliono”

  6. Andrea Says:

    Direi che la strategia berlusconiana è, come sempre, perfetta. Il dilemma è semplice: abbandonare Mondadori, pretendere che paghi il suo debito con il fisco e quindi condannarla al fallimento, oppure fare finta di niente per salvare il principale editore italiano? Da una parte la giustizia a tutti i costi, dall’altra l’interessa comune che un’azienda culturale così importante continui ad esistere. In ogni caso lui vince e noi perdiamo. Ha spostato su una delle sua aziende (la più amata dagli italiani che ancora considerano importante la cultura) l’attenzione distogliendola da se stesso. E’ stata una mossa geniale, ma la contromossa vincente però quale sarebbe: prendersela con la Mondadori? Ha senso, dopo aver subito scacco matto, sbraitare contro le pedine sulla scacchiera? Se non la Mondadori scomparisse che ci perderebbe di più: lui o noi?

  7. Giovanni P Says:

    Andrea, l’evasione fiscale, però, resta un problema, perché non riguarda solo Mondadori ma un modus vivendi tutto all’italiana. Di questo bisognerebbe discutere.
    Invece, si è ridotto tutto al solito: “Andatevene dalla mondadori, voi che avete il cuore a sinistra”.
    Poi si fanno tagli alla scuola, ecc. ecc.

  8. Giovanni P Says:

    Resta chiaro: che nessun scrittore dovrebbe andare. Come dicono wu ming, B scompare, l’Einaudi resta.

  9. Andrea Says:

    Giovanni hai assolutamente ragione. Mi correggo: Berlusconi ha spostato su una delle sue aziende l’attenzione distogliendola da se stesso e dai veri problemi del Paese.

  10. giulia Says:

    Io questa cosa di boicottare Mondadori la scopro adesso, e ti dirò che stavo meglio prima.
    Il solito giochino di prestigio: concentriamoci pure sulla mano destra, così il prestigiatore fa sparire la carta nella manica sinistra.
    E tutti che ci cascano, sempre.
    Poi, diciamocelo, a che serve boicottare Mondadori? Non è certo la sua fonte primaria di reddito.
    Mah…non capisco.

  11. Andrea Says:

    Una volta si diceva “buttare via il bambino con l’acqua sporca”: direi che, più o meno, chi propone di boicottare Mondadori pensi a una soluzione del genere… A chi gioverebbe?

  12. boscodisera Says:

    Dopo attenta valutazione-mi sono troppo infervorata asserendo che non avrei mai pubblicato per Mondadori, neppure se fossi certa di avere successo- ho capito che alla fine chi ci rimette, da boicottaggi del genere, sono i lettori.
    Se Saviano, o tanti autori dell’Einaudi, smettessero di pubblicare per le case editrici del Nano, ci priverebbero di un bel po’ di sana, feconda lettura.
    Se tu, Lara, avessi l’opportunità di pubblicare solo per Mondadori, pena l’impossibilità di leggerti, sicuramente ignorerei la casa editrice per godermi unicamente il romanzo.
    E allora?
    Allora c’è che se si vuole portare avanti una battaglia sono i generali a doversi mettere in prima fila, non i soldati.
    Che ci diano l’opportunità di leggere autori degni di nota per altre case editrici, non avrò problemi a lasciarmi dietro Mondadori e quant’altro.

  13. Laurie Says:

    Io trovo il dibattito esagerato, ci sono comportamenti peggiori tra le case editrici giusto per chiamare in causa l’etica. Non è corretto non pagare le tasse, peccato che qui c’entri una multa mai pagata e con vari ricorsi che si protraggono da anni, ma probabilmente la gente non lo sa.
    Di certo smetterò di prendere i suoi prodotti solo perché troppo cari (questo sì che non mi sta bene!) o perché non mi soddisfano… o perché mi divide i romanzi in tre tomi per farci più soldi, non di certo per una presa di posizione politica.

  14. Andrea Says:

    Non vorrei che passasse un messaggio sbagliato: l’evasione fiscale non solo è gravissima, è anche una delle ragioni per cui l’economia italiana è così sottosviluppata rispetto agli altri Paesi europei. Oggi poi, vista la condizione di crisi economica che stiamo attraversando, è un reato ancora più grave. Detto questo il caso Mondadori, secondo me, va trattato diversamente esclusivamente perché l’azienda ha un’importanza strategica per la cultura italiana. Per questo non condivido il boicottaggio. Per quanti non sono al corrente dei fatti vi segnalo questo specchietto riassuntivo del Corriere della Sera: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2010/08/23/pop_mondadori.shtml

  15. Lara Manni Says:

    Segnalo anche i Kai Zen, però…
    http://kaizenology.wordpress.com/2010/09/09/e-voi-altri-voialtri-con-mondadori/
    🙂

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