Differenze

Ho letto Eternity, di Rebecca Maizel. Sì, è un romanzo sui vampiri e, sì, la protagonista ha sedici anni. Qual è il problema? E’ che è il romanzo è alquanto diverso dagli altri. Primo, la protagonista è spietata: quasi una Lestat in gonna,  con un pizzico di Louis per la  disperata nostalgia dell’umanità che, in un certo qual senso, ne causerà la rovina. Secondo: qui si uccide. Uomini, donne, bambini, teneri amanti, non sono altro che prede. Terzo: pur senza fare spoiler, la conclusione non è quella che ci si attende.
Ora, la domanda è molto semplice: come si fa a percepire la diversità di una storia in mezzo a mille altre? In questo momento? O anche: cosa sarebbe accaduto se questo libro fosse uscito, mettiamo, quattro anni fa?
Non ho risposte.

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11 Risposte to “Differenze”

  1. Laura Costantini Says:

    Una risposta la dai tu, parlandone. Credo che leggero’ Eternity.

  2. Stregatto Says:

    si evidenzia come lo fai tu:
    – io conosco te e so che abbiamo gusti simili
    – tu suggerisci un libro
    – io lo prendo in considerazione
    – probabilmente passerò l’informazione ad altri con gusti simili

    social book search!

  3. zeros Says:

    Ribaltiamo la domanda, con un po’ di cinismo: quattro, cinque anni fa, prima della moda dei vampiri in amore (o in calore?), questo libro sarebbe riuscito ad uscire? Sarebbe riuscito ad essere portato in Italia così presto?
    Cinicamente direi di no.
    Forse negli USA lo avrebbero pubblicato lo stesso, ma temo che da noi, senza una moda su cui appoggiarlo, gli editori avrebbero detto: “No, non è abbastanza commercializzabile, ma che gliene frega ai ragazzini di una vampira centenaria che torna umana?”
    Su come si faccia a percepire la differenza di una storia in mezzo a tutte le altre… difficle, soprattutto visto quante sono le altre! Fa molto “ago nel pagliaio”… Temo che l’unico modo sia spulciarle tutte alla ricerca dell’ago, ma il rischio è di farsi due tenerini così e di farsi venire un certo odio per il genere…

  4. Lara Manni Says:

    Tutto vero.
    In particolare, zeros sottolinea giustamente che cinque anni fa un editore italiano non avrebbe pubblicato questo tipo di libro.
    Passaparola. Appunto.

  5. Giobix Says:

    secondo Stephen King, il vero appassionato di film horror è uno che scava tra la spazzatura in cerca di tesori nascosti. Ecco, ora sta diventando così anche per la letteratura horror 🙂

  6. Mel-chan Says:

    Quando ho letto il tuo post su Uno certo tipo d’intimà mi sono incuriosita molto, così l’ho comprato: finito ieri e ci ho fatto sopra gli incubi (ho dei problemi, lo so), oltre a passare in modo un tantino schizofrenico da un sentimento all’altro nei confronti di Annie man mano che andavo avanti.

    A questo punto, con tali premesse e paragoni simili, come posso non prendermi anche quetso? èOé

  7. Ele Says:

    D’altra parte, c’è gente che non coglie la benché minima differenza tra le prime due stagioni di Skins e le altre. Né tra la musica di Gigi D’Alessio e quella di Battiato. Sicuramente c’è un sacco di gente che non la coglierebbe tra questo libro e Twilight. Pace.

  8. CosinoNero Says:

    Proprio quello che dicevo alle mie amiche quando fissavamo la montagna di libri v-vampireschi con uno sguardo molto, ma molto, perplesso.
    A me viene istintivo snobbare questo genere di libri, ho troppo paura di finire in un nuovo Twicoso.
    Invece se a parlare di un libro così è una persona che stimo, cerco di superare i pregiudizi… ed è un bene che sia così.

  9. Lara Manni Says:

    Io ripeto che non è un capolavoro e non è all’altezza di Un certo di intimità. E’ comunque un romanzo che comincia a proporre delle anomalie rispetto al canone: per questo è interessante. Speriamo 🙂

  10. Ireland Says:

    Oh cielo, è quello che ho preso a caso da una pila e ho letto copertina, retro e quarta alla mia amica. In tutta sincerità, il dentro dici che è buono ma quello che sta fuori…d’accordo, devi accalappiare le ragazzine alla tuaifail ma è una cosa oscena. Oscena. Il mio commento è stato “ecco, non lo comprerei mai”. Chi devo odiare, tuaifail o chi mi fa quarte copertine così?

    Sì, dovrei arrabbiarmi anche con me stessa, direte, ma il genere non mi attira, e spendere alla cieca per un libro che mi fa questa iniziale impressione proprio no.

  11. Lara Manni Says:

    Qui si aprirebbe un lungo discorso sulle copertine: pensa a quella di Redenzione, che è totalmente discordante dal contenuto.
    Non è, ripeto, un gran romanzo. Però diverso dal solito sì.

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