Bloccati?

Vai con i consigli. Quelli che vi propongo oggi sono di Margaret Atwood. E servono in casi estremi. Ovvero, in quella sciagurata circostanza che si chiama blocco dello scrittore. Ecco.

1.Uscite a fare una passeggiata, fate il bucato, o mettetevi a stirare, o piantate dei chiodi. Andate a fare una nuotata in piscina, fate uno sport, qualunque cosa che richieda concentrazione e comporti una ripetuta attività fisica. Al limite: fate una bella doccia, o un bel bagno.

2.Prendete in mano il libro che rimandavate da tempo.

3.Scrivete, ma in qualche altra forma: anche una lettera, o una pagina di diario, o la lista della spesa. Lasciate che quelle parole fluiscano attraverso le vostre dita.

4.Formulate con precisione il vostro problema, e quindi andatevene a dormire. Il mattino dopo potreste avere la risposta.

5.Mangiate del cioccolato. Non troppo. Deve essere scuro (almeno il 60% o più di cacao), organico, biologico.

6.Se state scrivendo fiction: cambiate il tempo verbale (dal passato al presente, o viceversa).

7.Cambiate la persona (prima, seconda, terza).

8.Cambiate il genere (maschile/femminile).

9.Pensate al vostro libro in progress come a un labirinto. Avete incontrato un muro. Tornate al punto dove avete sbagliato direzione e ripartite da lì.

10.Non siate arrabbiati con voi stessi. Fatevi, anzi, un piccolo regalo di incoraggiamento.

Se nessuno di questi consigli fa effetto o funziona, mettete il libro in un cassetto. Potrete sempre tornarci su più avanti. E iniziate qualcosa d’altro.

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11 Risposte to “Bloccati?”

  1. Andrea Says:

    “Qualunque cosa che richieda concentrazione e comporti una ripetuta attività fisica”… Mmmm 😉

  2. Mele Says:

    UH, ma io le ho provate tutte!
    1: il bel bagno. Per me funziona in maniera spettacolare, divento un vulcano. Peccato che quando esco dall’acqua mi dimentico cosa avevo architettato.
    (ripetuta attività fisica. Cos’è “attività fisica”?)
    2: Per me significa smettere di scrivere finché ho finito il libro, però. E significa anche che dopo mi metterò a scriverci su una fanfiction, dimenticandomi del tutto di quello che stavo facendo prima.
    3: In genere i miei blocchi si manifestano con attacchi di parafasia fulminanti, e in quelle condizioni anche scrivere la lista della spesa diventa impossibile (Tono lacrimoso: -Mamma!! Si dice “grissini” o “gressini”?-).
    4: Anche qui. Il mattino so di aver trovato la risposta (mi sento totalmente realizzata al risveglio), ma me la sono dimenticata.
    5: Ormai sono assuefatta, purtroppo.
    6, 7: Sì!! …Poi per scegliere il tempo e/o la persona della stesura definitiva divento scema (Classico: -Oooh! Ma sta *così bene* al presente!-).
    8: E’ un po’ impraticabile per chi scrive slash XDDD…
    9: Dov’è? Quello è il vero problema.
    10: Forse lo faccio troppo spesso.
    Insomma, sono senza speranza XD. L’ultima volta mi sono fermata quando ho iniziato a mettere il sintagma nominale del complemento prima del verbo e la preposizione dopo. C’è voluta una settimana e tre stesure su carta prima che le parole tornassero al posto giusto (oltre ad un sacco di inseguimenti di mia madre -Mamma!! Come si dice quando fai qualcosa in questo modo e poi il risultato è così?- -Ehm… “bene”, tesoro?- -Mmmh… sì, penso sia quello.-)

  3. Ele Says:

    Oh, mamma, sacrosanti. Ci ho messo un sacco di tempo per rassegnarmi. Io per le cose lievi uso la doccia, funziona bene e subito, ma a volte devo resistere alla tentazione di mettere in sottofondo musica che fa pensare alla storia. Uscire aiuta tantissimo, anche solo andare al supermercato coi miei. E per le letture, assolutamente, ci sono due casi: ancora quello lieve, in cui leggo qualcosa vagamente simile a ciò che scrivo, per prendere esempio, mentre invece nei casi pesanti leggo cose che non c’entra un tubazzo, quindi fantasy fantasy fantasy. Mi sa che la cosa più difficile, col blocco, è rassegnarsi al fatto che è fisiologico, e che se t’impunti rischia di diventare permanente :\ a me viene una specie di forte paura, quasi panico, ho il terrore di accendere il portatile e scoprire che non riesco a scrivere una parola. Brutto, brutto, brutto. Da evitare.

  4. avalon9 Says:

    Ah, il caro blocco^^
    Ce l’ho ogni tre per due (nemmeno fosse in offerta al supermercato XD) e negli ultimi mesi ne sono stata talmente colpita che ho temuto fosse diventato una malattia cronica tanto da aver soppesato di rivolgermi ad uno specialista (salvo poi scartabellare le pagine telefoniche senza successo, ricercando blocchisti, bloccoligi e altri neologismi strampalati. In compenso ho trovato una marea di indirizzi di espreti di intimo e bricollage).
    I consigli, poi, li ho seguiti un po’ tutti dal bagni rilassante all’estratto di eucalipto (e NON sto scherzando) al cambio di persona (per la tesi: un disastro. Per le fanfic può tornare utile, però) passando fra digiuni da eremita ad abbuffate patagrueliche ( e il cioccolato, per me, per essere degno del nome deve essere 100% cacao). Mmm di solito, invece, evito di leggere un libro che mi seduce da tempo; mi conosco: continuo il libro e dimentico quello che dovrei scrivere. E poi, come Mele, inizio pericolosi voli pindarici.
    Alla peggio, ho il rifiuto completo della scrittura per cui vedere una penna (o una tastiera) anche solo da lontano mi procura l’orticaria e evito accuratamento liste della spesa (con buona pace della mia dispensa che si trova piena per metà di cose superflue e l’altra metà più desolata di un deserto).
    Personalmente, non faccio che continuare a cambiare e cambiare approccio, tenendo fermo l’argomento di cui voglio trattare. Ecco: non stacco mai, soprattutto se ho un blocco. E sono capace di fermarmi in mezzo alla strada (anche se sono in ritardissimo per un impegno superimportante) o con la forchetta a mezz’aria a cena (e la faccia decisamente perplessa di mia sorella davanti): formulo e riformulo nella testa, e le idee più convincenti le scarabocchio letteralmente dove capita (frigorifero compreso). E solo quando ho un bel bagaglio di possibili soluzioni mi rimetto al computer e parto.
    Il risultato è che quello che scrivo è completamente diverso da ogni possibile soluzione pensata, ma almeno, alla fine, ho ripreso a scrivere^^.

  5. Vale Says:

    Mi sento meno sola ^_^

  6. lela Says:

    I punti 1, 4 e 5 sono universali, sono le cose che faccio io quando ho un problema al lavoro (che non potrebbe c’entrare meno con la scrittura) che non riesco a risolvere 😀

  7. Luciana Says:

    Uhm…
    La 1, la 3 e la 4 le adotto sempre ma non mi servono a molto di solito (ma sono certa che è un problema mio, di “mente stitica”, in teoria sono ottimi consigli)
    La 2 invece spesso funiona 🙂
    La 5 mi piace un sacco! Non l’ho mai sperimentata ma rimedierò subitissimo 😄
    La 6, la 7 e la 8 non mi convincono molto, di solito il dover cambiare tempo, persona e genere (o anche uno solo di questi) mi fa bloccare ancora di più perchè mi fa sembrare il lavoro più lungo e difficolto di quanto non era già prima del blocco.
    La 9… no, grazie. Potrebbero venirmi gli attacchi di panico.
    La 10 a volte la seguo a volte no, dipende dall’umore (il mio è particolarmente lunatico).

    Comunque, sacrosanta la postilla finale (non ho capito se è tua o della Atwood, però secondo me è la cosa più giusta da fare, alle volte senza nemmeno tentare i dieci rimedi di cui sopra)

  8. Luciana Says:

    PS: a me le idee migliori e gli sblocchi vengono mentre sono in corriera, praticamente ogni cosa che ho scritto è nata a bordo di un autobus…

  9. giulia Says:

    ottimi consigli, a parte quello del cioccolato (io vado di gelato, ma credo aiuti in egual modo)

  10. zeros Says:

    Io sono n genio del punto senza numeero, quello dopo il 10: non mi viene una cosa e mollo lì tutto. Poi l’idea viene da sola senza cercarla, quando ci torno su tempo dopo. Ho una mente contorta, temo, e una musa che fa quel che vuole lei, quando vuole lei.

  11. Lara Manni Says:

    Confesso che per me funziona il nove, soprattutto.

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