Archive for 12 ottobre 2010

Laus

ottobre 12, 2010

Canterò l’uomo che ara, che naviga, che combatte (…) Canterò la grandezza dei mari e degli eroi (…) la guerra delle stirpi…. (Gabriele D’Annunzio, Laus vitae).

Ci sono e ci sono stati. Sono coloro che non hanno raccontato, ma hanno consapevolmente posto la scrittura al servizio della propria convenienza. Suscitatori di odio, e di follia.
Sto rileggendo D’Annunzio. La fascinazione che esercitò su una generazione intellettuale (e non) è impressionante. Quella generazione venne convinta ad andare al macello, sul Carso e sul fronte della prima guerra mondiale. Altri (Lussu) avrebbero raccontato dell’orrore che precedeva gli assalti alla baionetta, dei soldati che preferivano farsi saltare da soli il cervello piuttosto che andare a farsi maciullare gridando “Savoia”.
D’Annunzio celebrò la bella morte: “I feriti dell’assalto notturno, discesi dalle trincee scavate nelle petraie del colle, simili a un armento sublime giacciono sopra la paglia. […] Non si lagnano, non chiamano, non dimandano […]. Taciturni, aspettano che di strame in strame li trasmuti la Patria […].”
La prima guerra mondiale ha cambiato la visione del mondo. Molti scrittori (soprattutto inglesi, ma non solo) si sono fatti portavoce di quel trauma. Il nostro è tuttora sommesso. Tuttora inesplorato.
Non sarebbe male tornarci, in questi giorni fatti, ancora una volta, di odio.

Siamo trenta d’una sorte,
E trentuno con la morte.
Eja, l’ultima Alalà!
Eja Eja Alalà! Eja Eja Alalà! Eja Eja Alalà!
(Gabriele D’Annunzio, La canzone del Carnaro)