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1915/6

ottobre 25, 2010

Il 28 luglio 1915 Cadorna dichiara reato militare denigrare le operazioni di guerra, vilipendere le forze armate, diffondere notizie “diverse da quelle portate a conoscenza del pubblico”, “atte a turbare la pubblica tranquillità e a deprimere lo spirito pubblico”.
Le punizioni: fino a  quattro anni per aver dichiarato che gli articoli sui giornali erano bugiardi.
Di fatto, lo erano.
Dalle corrispondenze di guerra: “Qui la vita è sana, la guerra è mite. Qui anche la morte è bella”. Luigi Barzini, star del Corriere della Sera, sugli ufficiali che escono dai colloqui con Cadorna: “Ricompaiono trasfigurati, armati di una non so quale forza nuova, con una certezza negli occhi, con una fermezza serena nel viso, la fronte alta e come schiarita…Le loro preoccupazioni sono dissipate, i loro dubbi sono svaniti, si sente che ognuno di loro ha trovato oltre quella porta magica la soluzione del suo problema”.
Qualcuno, comunque,  si ribellava. Molti vennero fucilati.
Nel luglio 1917 i soldati della Brigata Catanzaro si rivoltarono al grido di “morte a D’Annunzio”. In ventotto, quasi tutti contadini meridionali,  vennero messi al muro. D’Annunzio in persona si affrettò ad assistere all’esecuzione.  Annotò del caldo e delle allodole che cantavano. Descrisse la scena.  I ventotto pregarono. Poi, il plotone sparò. D’Annunzio continuò a prendere  appunti: “Sotto le foglie vidi i berretti, gli elmetti, i brani delle cervella coperti dalle mosche a nuvoli, le righe del sangue già risecco fra gleba e gleba”.
Il 1917 fu l’anno delle decimazioni: pochi mesi prima, nove uomini della Brigata Ravenna vennero estratti a sorte per l’esecuzione dopo che il loro reggimento aveva protestato per l’annullamento delle licenze.
Scrisse Ugo Ojetti alla moglie: “Se non fanno dieci o dodici fucilazioni clamorose di pavidi e di fuggiaschi, non si ristabilisce l’equilibrio. I soldati son come cavalli: sentono il cavaliere che dice avanti, ma pensano indietro: e non saltano”.
Qualcuno di quei cavalli riuscì a gridare “Viva l’Italia” mentre i suoi compagni facevano fuoco.