1915/7

Già, i barbari. Ovvero i “germanici, austriaci, bulgari e turchi, purtroppo anche i luridi turchi” contro cui l’esercito italiano era chiamato a battersi. Questo concetto tornerà comodo molti anni dopo, nell’altra guerra, quando vennero aperti i campi italiani. Ci arriveremo.
Ad ogni modo, è interessante dare uno sguardo ai meccanismi. Cosa fanno i barbari? Uccidono gli uomini. Stuprano le donne.
La propaganda italiana si basa su immagini molto semplici e molto note: nei giornalini di trincea il “barbaro” è rappresentato come violentatore di italiane. Le quali venivano disegnate nel gesto di lanciarsi dalla finestra piuttosto che cedere al disonore. “Soldato d’Italia proteggile: se cedi, anche la tua donna subirà l’oltraggio”, era l’invito.
Spesso a essere oltraggiata era l’Italia stessa, di bianco vestita. Lo scrittore Robert Musil osservò con stupore le cartoline e le immagini interventiste che rappresentavano l’Italia con certo languido erotismo: “una ragazza giovane, tenera, un po’ triste”.  L’Italia era la fidanzata ideale di chi si trovava al fronte.

Le cartoline erano supportate dalla scuola. Dopo Caporetto, una maestra elementare di Mantova aveva imposto agli alunni della sua scuola questo tema: “Perchè l’Italia vinca, dobbiamo resistere fino alla fine”. I ragazzi  erano in gran parte figli di contadini e criticarono il titolo. Uno di loro scrisse: gli ufficiali (“quelli che danno gli ordini”) “non sono ancora stanchi di uccidere tanta povera gente che non ha colpa; per fare la guerra giusta bisognerebbe fare così: 1) mandare tutti quelli che vogliono la guerra perchè già che la vogliono devono farla loro; 2) mandare avanti i ricchi che danno fondi al prestito nazionale di guerra; 3) mandare a casa i poveri. Così sarebbe una guerra giusta!”.
La maestra denunciò il bambino ai carabinieri.

Tag:

20 Risposte to “1915/7”

  1. Andrea Says:

    La saggezza dei bambini 🙂

  2. Lara Manni Says:

    Come vedi, Andrea, spesso essere saggi serve a molto poco. Anzi, si ricevono meno danni non essendolo.

  3. Andrea Says:

    Lara, il tuo è un ragionamento molto saggio 😉

  4. Lara Manni Says:

    Appunto. 😀

  5. Gabriella Mariani Says:

    Più che saggezza onestà. Non sempre essere onesti, soprattutto in certi contesti “mostruosi”, equivale ad essere saggi.

  6. Giobix Says:

    peccato che le italiane, dopo Caporetto, siano state violentate dagli stessi soldati italiani in ritirata.

  7. Andrea Says:

    Gabriella, giustissimo.

  8. Lara Manni Says:

    Il tema del bambino può dare l’idea di quella doppia visione della guerra: che dalla maggior parte dei cittadini era subita e non voluta.

  9. Paolo E Says:

    Pur non partecipando perchè non abbastanza preparato, volevo ringraziare lara per questi bellissimi posto. Addio alle armi e Lussu entrano in pila!

  10. Lara Manni Says:

    Ne sono felice!!! Ma non devi essere preparato, lo giuro! 🙂

  11. demonio pellegrino Says:

    Molto interessante. Anche perche’ immagino che persone piu’ competenti di me abbiano fatto studi sul fatto che da sempre il barbaro, l’invasore, e’ rappresentato come lo stupratore di donne indifese.

    Se non ricordo male, ai tempi degli stupri etnici nelle guerre balcaniche degli anni 90 del secolo scorso, si era discusso su come lo stupratore serbo rappresentasse un cambio di sistema notevole rispetto agli stupratori delle guerre passate: il serbo stuprava per dare vita a nuovi serbi. Un concetto che nella maggior parte degli stupri di guerra non era mai apparso, mi sembra (prima si stuprava per scempiare le vittime, non per dare nuova linfa alla propria causa).

    comunque continua!!!

  12. G.L. Says:

    Demonio: no, quello degli stupri etnici è perfettamente in linea con quanto mostrato da molti studi. L’ultimo, interessantissimo, è “Il Mito del Centauro” (di Zoja – se non erro), te lo consiglio.

  13. demonio pellegrino Says:

    Grazie GL, prendo nota!

  14. Lara Manni Says:

    Eh sì. Tra l’altro la questione dello stupro etnico torna anche nella seconda guerra mondiale (e, a sorpresa, nel “presente” di Sopdet: 2008).
    Prendo nota anche io, GL!

  15. G.L. Says:

    E’ un libro agile, ma molto interessante!

  16. palanmelen Says:

    OMG, cos’è successo a GL e Demonio? Non litigano?? Occielo, prepariamoci, Larù, sta per succedere qualcosa di terribile! Ho paura!

  17. imp.bianco Says:

    Il nemico è sempre un “barbaro”, un “incivile”, è interessante vedere com’era la propaganda di guerra allora, molto ipocrita e falsa. Mi ricorda Starship Troopers che ho rivisto proprio ieri… La Prima Guerra Mondiale è stata un guerra terribile, orrenda, noi italiani, come in tutte le ultime guerre, abbiamo fatto scelte strategiche degne di un cesso rotto e poi le conseguenze vere le hanno subite i poveri soldati che sono andati al fronte…

    (Riflettevo su una cosa… e se fossimo noi i barbari e loro quelli civili?)

    X-Bye

  18. Lara Manni Says:

    Il problema grosso è il modo in cui ci è stata tramandata, infarcito ancora oggi di retorica patriottica…
    Mele: 🙂

  19. imp.bianco Says:

    @lara: la nostra entrata nella Prima Guerra Mondiale è stata una cazzata, retorica patriottica a parte, avrà anche unito la nazione contro un nemico comune, fatto “nascere” l’Italia, ma il prezzo è stato altissimo, troppo alto, una generazione spazzata via….

    X-bye

  20. Lara Manni Says:

    …e ben poche lezioni messe a frutto per il futuro, come si vedrà…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: