1943/2

Si chiamava Albergo Pensione Zanetta, poi divenne Hotel Meina, assai ben frequentato da quando la cittadina era divenuta meta di villeggianti. Ancor di più da quando il cinema lo aveva utilizzato come set: lo fece Mario Camerini per Gli uomini che mascalzoni, e anche Amedeo Nazzari prese il volo sull’idrovolante dal lago che lambiva Meina per il suo Luciano Serra pilota.
Dal 1938 l’Hotel Meina era gestito da Alberto Behar e dalla sua famiglia. Le settanta camere erano tutte piene, in quell’estate del 1943. Molti degli ospiti erano dirigenti della Mondadori, nonchè scrittori, illustratori, sceneggiatori. Tredici erano gli ebrei profughi da Salonicco. Tre gli ebrei cittadini italiani: Lotte Froelich, moglie dello scrittore Mario Mazzucchelli, Vitale Cori e Vittorio Haim Pompas.
Mentre gli ospiti dell’Hotel Meina commentano dunque la notizia dell’armistizio, ignorano quel che è avvenuto nel pomeriggio, prima che la radio interrompesse la musica.
Alle quattro la Reuters batte la notizia. Il ministro degli Esteri tedesco, Joachin von Ribbentrop, telefona a Rudolf Rahn, ambasciatore tedesco a Roma, il quale telefona a sua volta al generale Mario Roatta, di cui abbiamo appena fatto la conoscenza. Roatta si indigna e bolla la notizia come “una sfacciata menzogna della propaganda inglese”. Alle 19, Rahn ha dal ministro degli esteri italiano, Raffaele Guariglia, la conferma. Rahn usa la parola “tradimento”.
Il 10 settembre, Adolf Hitler firma un’ordinanza “da non pubblicare” nella quale nomina Rahn plenipotenziario del Reich in Italia e “organizza” il territorio occupato dai tedeschi fino a quel momento.
L’11 settembre piove  a dirotto: qualcuno bussa alla casa cantoniera di Meina. Quando il capocantoniere Ernesto Giuliani va ad aprire si trova davanti tre soldati tedeschi. Sono le prime SS della divisione corazzata Leibstandarte Adolf Hitler.

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6 Risposte to “1943/2”

  1. demonio pellegrino Says:

    L’incompetenza della classe dirigente italiana dell’epoca (soprattutto dei savoia) nel gestire quelle fasi dimostrano che siamo governati da scalzacane da molto tempo.

    In ogni caso, come diceva la mia prof di storia del liceo, la vera arma segreta per sconfiggere il nazzismo fu l’Italia: senza il nostro “aiuto”, i tedeschi avrebbero probabilmente vinto la guerra e vivremmo in un mondo diverso. Lo so che la storia non si fa coi se, ma…

  2. Lara Manni Says:

    Già. Come leggerai, in quel vuoto di potere che si creò tra l’armistizio e Salò, avvennero episodi che testimoniano dell’esistenza di “due Italie”, già allora. 🙂

  3. diciottobrumaio Says:

    permettetemi di non essere d’accordo. la corona dimostrò di saper gestire e governare molto bene gli avvenimenti del 1943. più di quanto si creda comunemente.

    per quanto riguarda la possibilià germanica di vincere la guerra rinvio ad Adam Tooze, il prezzo dello sterminio. ascesa e caduta dell’economia tedesca.

  4. Paolo E Says:

    Demonio: purtroppo non sono d’accordo con te, la Germania avrebbe perso comunque, perchè attaccò ben due nazioni di fatto invincibili con una guerra convenzionale, sia pur per ragioni completamente diverse.

    La limitatezza territoriale e delle risorse necessarie per una guerra moderna ha attanagliato l’esercito tedesco sin dall’inizio.
    Le grandi vittorie dell’asse del 1939-1940 sono secondo me dovute a motivi strategici, in particolare all’applicazione perfetta del blitzkrieg, la guerra di movimento coordinata tra divisioni corazzate e motorizzate alla quale i generali alleati non erano per nulla preparati.

    L’attacco ad un paese sterminato come l’unione sovietica, che peraltro dimostrò una capacità di rigenerazione delle propria struttura produttiva quasi soprannaturale, rese di fatto nullo questo vantaggio, e di fatto condannò la germania ad una inevitabile sconfitta. Sconfitta che, va da se, fu tremendamente accelerata dalla seconda follia di Hitler ovvero la guerra contro gli USA. Visto il ruolo decisivo svolto dall’apparato produttivo alle spalle degli eserciti in un evento bellico come questo, gli Stati Uniti sono a loro volta un paese invincibile.

  5. diciottobrumaio Says:

    Paolo, sono d’accordo con te sui motivi indicati per la sconfitta della germania.

    per quanto riguarda l’urss, secondo me, bisogna tener presente che essa non dimostrò semplicemente “mostrò una capacità di rigenerazione delle propria struttura produttiva quasi soprannaturale”. essa era già, militarmente, una forza cospicua in termini non solo numerici ma in fatto di armamenti: carri e artiglierie, ma anche aviazione.

    per quanto riguarda il profilo tattico, essa l’apprese per imitazione dai tedeschi.

    è vero altresì che gli errori strategici e tattici di hitler furono innumerevoli, già dalla campagna di francia. egli comunque non cercò né volle la guerra con gli Usa.

    non dobbiamo comunque dimenticare il quadro economico internazionale prebellico: in esso va trovata la causa principale dell’ascesa di hitler e poi della guerra. è una situazione che per certi aspetti si sta ripetendo (ne scrivo in dettaglio spesso nel mio blog)

  6. Lara Manni Says:

    Ci fu però un momento in cui, in Italia, la confusione fu massima. Esattamente fra l’armistizio e Salò. Un vuoto di potere che aprì un varco terribile. Non essendo una storica, mi sono concentrata su quel – brevissimo – periodo. Scoprendo fatti decisamente sconcertanti.

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