1943/3

La Leibstandarte, la Guardia del corpo di Hitler, nasce nel 1933 a Norimberga, nell’ambito del congresso delle SS.  A capo delle medesime  (i “gruppi di protezione”, che esibivano un teschio sul braccio sinistro a “monito ai nostri nemici e simbolo del dono che noi facciamo della nostra vita al Führer e al suo ideale”) c’era Heinrich Himmler. Hitler stesso le aveva affidate a colui che riteneva “il nostro Ignazio di Loyola”: l”uomo che identificava la nascita e il destino del mondo con la luce del Nord. Per Himmler,”un appartenente alle SS non può rifiutarsi di eseguire un ordine”.
Dunque, siamo nel 1933, a Norimberga. La Stabwache, la prima compagnia della Guardia del corpo di Hitler, assume il nome di Leibstandarte SS Adolf Hitler. E’ quest’ultimo a consegnare alla sua Guardia il nuovo vessillo, mentre le torce ardono e i proiettori formano la cattedrale di luce sfolgorante da lui amata.
Da quel momento, gli uomini della Leibstandarte non lo lasceranno mai solo. Sono “soldati politici”. Sono il fiore della razza tedesca: altissimi, fedeli. Molto spesso, fanatici. Sono loro a formare il plotone di esecuzione delle SA nella notte dei lunghi coltelli del 1934. Sono loro, a guerra scoppiata, a raggiungere la Polonia. Cosa fecero, venne ricordato dallo stesso Himmler:
“Fummo costretti a trovare la forza – ascoltatemi bene, ma dimenticatelo subito – di fucilare migliaia di dirigenti polacchi e ci dimostrammo inflessibili perché altrimenti si sarebbero presi la rivincita su di noi, più tardi. In molti casi è molto più facile condurre in battaglia una compagnia di fanteria che sopprimere una popolazione di basso livello culturale, che ostacola il progresso, fucilare gente, trascinarla via a forza, o buttare fuori dalle loro case donne urlanti e isteriche”.
Dopo la campagna di Polonia, la Leibstandarte partecipa alla campagna di Russia: ma viene richiamata dal fronte alla caduta del fascismo, dopo il 25 luglio 1943.  Per venire in Italia. Subito dopo l’8 settembre, il 1° battaglione del Secondo Reggimento è sul lago Maggiore.
E una parte di quel battaglione bussa alla porta del cantoniere.

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10 Risposte to “1943/3”

  1. Andrea Says:

    Per curiosità: un solo battaglione di questi assassini fanatici è stato stanziato sul lago Maggiore? Quindi stiamo parlando di quanti, 400 uomini circa?

  2. Lara Manni Says:

    Meno. Centocinquanta. Ma furono sufficienti.

  3. Andrea Says:

    Immagino proprio di sì, soprattutto se sono 150 fanatici.

  4. Lara Manni Says:

    Vedrai…

  5. Paolo E Says:

    Per maggiori informazioni su questo drammatico periodo, mi permetto di segnalare “Storia della repubblica di Salò” d F.W. Deakin, che per purissimo caso (Giuro! 🙂 ) sto leggendo in questo moento.

    Un poderoso volume molto ben documentato che descrive a fondo cause e caratteristiche della guerra parallela, della caduta di Mussolini e della guerra civile.

  6. Lara Manni Says:

    Adoro le coincidenze. E me lo procurerò al volo!

  7. Andrea Says:

    A proposito delle SS “Adolf Hitler”, ecco un paio di foto interessanti. La prima (http://bit.ly/crCnUE) ritrae in primo piano e al centro del palco Zarah Leander – una nota cantante svedese che si è arricchita lavorando per la propaganda di Goebbels -, di sfondo un gruppo di bizzarre ballerine. Perché bizzarre è presto detto. La Leander era molto alta e, all’epoca, in Germania era difficile trovare ballerine altrettanto alte da poterle stare accanto e così arriviamo alla seconda foto: http://bit.ly/9JHAUx Sbarbati, truccati e vestiti da ballerine c’erano proprio gli uomini delle SS “Adolf Hitler”. Del resto per Hitler erano disposti a tutto… avessero continuato a fare le ballerine saremmo stati tutti più contenti!

  8. Lara Manni Says:

    Interessanti davvero, Andrea….

  9. Andrea Says:

    A proposito di propaganda, diciamo anche che le SS “Adolf Hitler” erano le comparse preferite dall’Ufa per le scene di massa coi soldati del Reich. In diversi film tedeschi dell’epoca li si può vedere sfilare in uniforme da combattimento tutti impettiti e orgogliosi. A quanto si dice erano molto fieri di queste loro esperienze nel mondo del cinema e dello spettacolo, si sentivano delle star e, col tempo, per questo branco di pazzi disgraziati il confine tra finzione e realtà è diventato sempre più sottile e hanno cominciato a recitare sempre il ruolo dell’implacabile e spietato soldato tedesco.

  10. Lara Manni Says:

    Io penso che fossero dall’inizio compresi nel ruolo. Venivano scelti per questo. Sono stati i più feroci ed esaltati fra le SS. Ed è significativo che siano stati loro ad essere mandati in Italia…

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