1943/4

Tra il 12 e il 15 settembre gli uomini della Leibstandarte arrivano a Stresa, Baveno, San Maurilio, Meina e Arona. A Stresa espropriano l’ex villa Ducale dove ha sede il collegio dei padri rosminiani.  Solo il comandante decide di alloggiare all’Hotel Regina. Si chiama Hans Krüger. E’ alto, biondo, occhi azzurri. Apre le porte a colpi di stivale. Sorride in modo beffardo.
Sorride anche quando convoca un gruppo di soldati italiani, sbandati dopo l’8 settembre, rifugiati nell’ex villa Ducale. Gli fa da interprete un uomo vestito da bersagliere, Alfredo Proni. Ai soldati viene detto che, se ci sono ebrei, devono fare un passo avanti.
“Heute Juden-reiningung”, dice un uomo della Leibstandarte davanti alla villa. Un altro uomo lo sente. Conosce il tedesco e sa che la frase significa “Oggi pulizia ebrei”. Fugge per avvertire almeno una coppia di amici che riesce a salvarsi.
Il podestà di Stresa, Umberto Testa, riceve la visita di Krüger: anzi, vede la propria porta aperta dal calcio dello stesso, che esclama: “Da questo momento voi non contate più niente. Il padrone sono io”.
Il giorno dopo, dal suo albergo, Krüger (o un suo sottoposto) fa una telefonata al Comune: e richiede le liste degli ebrei residenti nel territorio comunale della cittadina. Tutti negano di averla mai fornita. Eppure, quella lista viene preparata e consegnata.
Il parroco di Stresa, don Angelo Ricci, denuncia il comportamento delle Ss. Viene arrestato, portato a San Vittore, a Milano, denudato e torturato. Poi inviato a Mauthausen.
Nel frattempo, quella stessa domenica 12 settembre, Mussolini viene liberato dall’albergo Campo Imperatore sul Gran Sasso.
La confusione è massima. Il vuoto di potere è vicino.

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2 Risposte to “1943/4”

  1. diciottobrumaio Says:

    la liberazione di mussolini faceva parte dello scambio tra la real casa e i tedeschi (oltre alla mancata difesa di roma da parte delle divioni italiane, che dopo breve conflitto furono disposte in modo da non nuocere ulteriormente). la sua liberazione fu una sceneggiata. alcuni giorni prima le due mitragliatrici pesanti poste sull’albergo vennero ritirate e pervenne da roma l’ordine di non reagire. infatti lassù non fu sparato un colpo.

    forse questi accordi, tra ambienti dei servizi segreti e della ss tedesca da una parte e la real casa dall’altra, furono presi all’insaputa di hitler. questo spiegherebbe la sceneggiata degli alianti.

    il convoglio reale passò indenne tra le truppe tedesche e raggiunse, con tutta calma, ortona, da dove s’imbarcò, scortato da un aereo tedesco. il fortissimo contingente tedesco presente a brindisi si ritirò immediatamente. quello di bari, invece, non interessato alla manovra, dovette combattere prima di potersi ritirare.

    è una storia tutta da riscrivere quella di quei giorni. perciò sostengo che quel caos fu creato ad arte. di solito sono alino da dietrologie, ma le cose strane e le ancor più ispigabili coincidenze sono davvero troppe. accompagnate da fatti acclarati.

  2. Lara Manni Says:

    Credo che sia probabile. La piccola storia di quel che avvenne a Meina ci dice che in quella finestra non si capiva più chi desse effettivamente gli ordini.
    E, sì, andrebbe ristudiato esattamente quel breve periodo, per capire.

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