1977/2

C’è una cosa che stupisce nelle cronache e nei dossier che riguardano il 12 maggio 1977, ed è il valore testimoniale della stampa. Tutti i giornalisti presenti alla manifestazione scrivono cronache dure, precise e corredate da prove fotografiche: e tutte smentiscono la versione ufficiale dei fatti. Questo è il dato positivo: quello negativo è che, nonostante questo, non sia accaduto nulla e nessuno è stato, infine, dichiarato colpevole.
Per esempio, Luigi Irdi, cronista del Corriere della Sera, racconta con dovizia di particolari il primo pestaggio di passanti e militanti radicali a cui ha assistito:
“Ho visto personalmente picchiare con i manganelli e con i calci dei moschetti, con estrema, quanto inutile e ingiustificata violenza (…) Ho visto tra gli agenti di polizia numerosi personaggi in borghese (anch’essi poliziotti) che stringevano in mano bastoni, tondini di ferro, qualche sampietrino. Oltre, ovviamente, alle pistole”.
Fabrizio Carbone, redattore de La Stampa, viene fermato alle 14.30, nonostante l’esibizione del tesserino, viene messo faccia al muro, perquisito, infine lasciato andare. Ma mentre arriva davanti al Senato sente un agente dire a un collega “ai giornalisti ci pensiamo noi”.
Sono le 15. Il giornalista de La Repubblica Carlo Rivolta arriva a piazza Navona, assiste al pestaggio del deputato Mimmo Pinto al grido di “Vai a lavorare” e “Mi fai schifo”.  Pinto lo implora: “Hai visto cosa mi hanno detto? Scrivilo”. Un carabiniere replica: “Scrivi un cazzo, tanto non ci potete fare nulla”. Il collega del Messaggero, Leandro Turriani, cerca di fermare il pestaggio. Un funzionario lo allontana: “Lei fa politica, vada via”. “Sono un giornalista”, risponde, con il tesserino fra le mani. Viene portato nel cellulare. Ai fotografi si chiede di consegnare i rullini.
Alle 15.45 parte la carica a piazza San Pantaleo e, come per un segnale concordato, a Sant’Andrea della Valle. Si sparano lacrimogeni ad altezza d’uomo anche a piazza delle Cinque Lune. E’ il panico.
Alle 16, un reparto militare si ferma in piazza della Cancelleria. Gli agenti in borghese hanno anche pistole mitragliatrici.La polizia carica: quindici ragazze e una donna anziana vengono travolte, cadono, vengono colpite con calci e manganeli. Candelotti vengono lanciati anche contro le finestre e le persone che si affacciano. Due vengono centrate, in via dei Baullari e in vicolo dell’Aquila.
Francesco Cossiga dichiara:
“Alle 15.45, con azione improvvisa, circa 300 manifestanti hanno attaccato le forze di polizia in piazza S.Pantaleo con il lancio di bottiglie molotov e sassi. Contemporanemaente, altri nuclei di polizia venivano fatti oggetto di aggressione da parte dei manifestanti nella zona di piazza delle Cinque lune e di piazza Tor Sanguigna”.
I cronisti, puntuali, smentiranno ogni parola.

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