1977/3

A piazza San Pantaleo, per esempio, c’era il redattore del Messaggero Renato Gaita. Nota i reparti della celere schierati sotto Palazzo Braschi. Nota, dall’altra parte della piazza, duecento ragazzi che commentano quel che sta succedendo. Nota il funzionario di polizia, dottor Luongo, che improvvisamente irrompe fra loro e trascina via un ragazzo. Alla richiesta, pacifica, di spiegazioni, fa partire la carica: i lacrimogeni vengono sparati ad altezza d’uomo. E’ in questo momento che avviene il pestaggio delle ragazze e della donna cinquantenne. Gaita si sposta. A piazza della Cancelleria vede sfilare una colonna della celere. Sul marciapiede c’è un ragazzo, solo. La colonna gli passa davanti. Dall’ultima camionetta un agente solleva il telone, punta il fucile col lacrimogeno innestato, spara. Il candelotto prende in piena schiena il ragazzo, lo scaraventa a terra dopo un volo di cinque metri. La colonna si ferma, dalla jeep scendono quattro agenti che circondano il ragazzo caduto e lo prendono a manganellate, mentre uno di loro gli sferra un calcio in piena faccia.
Ma Gaita nota altro, in quella piazza. Un agente che “estrae rapidamente la pistola e spara a braccio teso”. Nessuno, in quel caso, viene colpito.
Nel frattempo.
Una madre e una figlia tredicenne, Anna e Susanna, si stanno dirigendo verso piazza Navona. Alla fine di via Zanardelli un cordone di carabinieri chiude la strada. La madre si rivolge alla figlia per decidere cosa fare, si gira per andarsene. Viene inseguita da un sottufficiale che la colpisce alla schiena con un manganello e le urla “vai a casa a lavorare la calza!”.
Nel frattempo.
Sandro ha parcheggiato la macchina in un vicoletto prima di Palazzo Braschi. Cerca di spostarla a braccia. Attraverso il vetro vede un poliziotto in borghese ma con l’elmetto aprire la giacca, prendere la pistola, sparare verso di lui. Il proiettile si conficca in un cartello stradale.
Nel frattempo.
Silvia è in un negozio di Corso Vittorio, tra piazza San Pantaleo e la Cancelleria. Vede il lancio di lacrimogeni. Esce per cercare il figlio. Passa vicino agli agenti. Ode distintamente un funzionario di polizia mentre afferma: “Appena si forma un altro gruppo, gli spariamo”.
Nel frattempo.
Augusto e Gaetana, marito e moglie, sono a piazza San Pantaleo. Anche loro passano accanto ai poliziotti. Vedono distintamente “un giovane tarchiato in borghese, con la pistola in pugno e più lontano un altro in borghese con un mitra a canna corta, entrambi rivolti verso il corso Vittorio, alle spalle dei poliziotti in divisa. Abbiamo notato che questi ultimi erano piuttosto irrequieti…un signore di mezza età cercava di tenerli calmi ripetendo ‘Calma ragazzi, aspettate, non è ora’”
Non sono ancora le 16.30. Alcune pallottole si conficcano nell’insegna dei negozi.
Il giorno dopo, rispondendo alla Camera, Cossiga dirà che “la polizia ha dimostrato d’aver grande senso di prudenza e di moderazione”.

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5 Risposte to “1977/3”

  1. Ema Says:

    Delle pistolettate non lo sapevo proprio. Lara, riesci a pubblicare pure qualche fonte?
    E ancora grazie, penso che di queste cose ci sia proprio bisogno. Il revisionismo storico non è puntato solo sul ventennio…

  2. Andrea Says:

    Purtroppo la strategia di Cossiga ha fatto scuola e certi settori delle forze dell’ordine tendono a riproporla anche oggi. Nel recente passato, un orrendo esempio degli effetti di quella strategia, li abbiamo visti a Genova per il G8. Bisogna dire però che, grazie al cielo, molti dirigenti delle forze di polizia non condividono questi metodi e si rifiutano di applicarli. Comunque la trovata di infiltrare provocatori e guastatori dietro “le linee nemiche” era una tattica tipica dei reparti SAD/SOG statunitensi (leggi CIA): l’hanno impiegata più e più volte in Vietnam, per esempio. Non c’è da stupirsi di questa coincidenza, no?

  3. Lara Manni Says:

    Certo Ema. La fonte è il libro bianco sul 12 maggio realizzato con tutti i testimoni, giornalisti, deputati e semplici passanti, e corredato da fotografie impressionanti e non contestabili.
    Andrea, infatti: quando ho consultato le fonti sul 1977 ho trovato anche io impressionanti analogie con il G8 di Genova.

  4. zeros Says:

    Dei, quanto fa male leggere queste cose… Ancora grazie per averle scritte.
    Domanda: il libro bianco l’hai trovato in libreria, biblioteca o internet? Sarebbe una lettura interessante, anche se da ulcera, temo…

  5. Lara Manni Says:

    L’ho, in realtà, ereditato da un caro amico che sapeva che stavo cercando informazioni sull’argomento. Secondo me, però, i Radicali dovrebbero averne copie.
    Grazie!

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