1977/10

1981. Il 9 maggio il giudice istruttore Claudio D’Angelo chiude l’inchiesta sull’uccisione di Giorgiana Masi con la dichiarazione di impossibilità di procedere poiché rimasti ignoti i responsabili del reato.
1985. Francesco Cossiga diventa Presidente della Repubblica. Lo resterà fino al 1992.
1998. In seguito alla riapertura delle indagini – da anni sollecitate da più parti, e affidate al Pm Giovanni Salvi della procura di Roma,  venne riesaminata la pista che riguardava la pistola. L’ex presidente della commissione stragi, Giovanni Pellegrino, ipotizza che quel giorno sia stato cercato un omicidio deliberato.
2007. Cossiga dichiara al Corriere della Sera:  “Gli agenti in borghese c’erano ma contro la mia volontà”. Alla domanda su chi fu a sparare, rispose: “La verità la sapevamo in quattro: il procuratore di Roma, il capo della mobile, un maggiore dei carabinieri e io. Ora siamo in cinque: l’ho detta a un deputato di Rifondazione che continuava a rompermi le scatole. Non la dirò in pubblico per non aggiungere dolore a dolore”.
2008. Cossiga dichiara: “Un’efficace politica dell’ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti[…]l‘ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita[…]io aspetterei ancora un po’ e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti.” (dalla lettera aperta alle forze dell’ordine dell’8 novembre 2008)
In seguito a quest’ultima dichiarazione è stata depositata in Parlamento una proposta di legge per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla morte di Giorgiana.

Un anno prima, nel 2007, nella mente degli italiani viene instillata una parola: paura.
La parte contemporanea di Sopdet è ambientata in quello che è già un passato: tre anni fa, appunto.
2007: un anno con cui occorre fare i conti. Proverò a dire perché.

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2 Risposte to “1977/10”

  1. CosinoNero Says:

    Leggendo questi post mi viene solo da pensare “che schifo”. E mi fa ancora più schifo pensare che il colpevole non sia stato mai trovato grazie a gente che sta “in alto”.

  2. Lara Manni Says:

    Già. E purtroppo non è finita…

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