2007/4

Bello, il sangue.
Divertente. Rassicurante. Conforta la pancia. Ci tranquillizza, perché non è nostro, e il pericolo è scampato. E’ toccato a qualcun altro. E quando possiamo persino individuare un colpevole, e sfogarci su di lui, ci sentiamo meglio. Ci sentiamo virtuosi. Bravi. Buoni. Le risate e le pacche sulle spalle di chi è con noi, dalla parte giusta, ci fanno bene.
E’ quello che succede in quell’autunno del 2007. Ma è successo anche prima, più e più volte.
Ricapitoliamo.
Guerra di Libia. 21.123 i libici uccisi dalle truppe italiane fra il 1911 e il 1932. I i processi avvenivano spesso all’aperto. Gli imputati indigeni venivano il più delle volte condannati a morte e le sentenze immediatamente eseguite.
Guerra di Etiopia. In due mesi, nel 1936, furono lanciati sul fronte nord duemila quintali di bombe, per una parte rilevante caricate a gas tra cui l’iprite, come detto ieri.  Vengono inquinati i terreni con aggressivi chimici, abbattuto il bestiame. Molti uomini sono bruciati vivi, altri lapidati o squartati.  Dichiarazione del generale Graziani: « Spesso mi sono esaminato la coscienza in relazione alle accuse di crudeltà, atrocità, violenze che mi sono state attribuite. Non ho mai dormito tanto tranquillamente quanto le sere in cui questo esame mi è accaduto di fare. So dalla Storia di tutte le epoche che nulla di nuovo si costruisce se non si distrugge in tutto o in parte un passato che non regge più al presente».
Dalmazia, Slovenia, Montenegro. Nell’aprile del 1941 il regno di Jugoslavia viene occupato dalle potenze dell’Asse. Le insegne scritte in croato vennero sostituite da scritte in italiano, proibiti giornali, manifesti, vessilli croati; sciolte le società culturali e sportive, imposto il saluto romano, ripristinati i cognomi italiani con lo stesso decreto emanato durante l’impresa fiumana. Un’ordinanza del 7 giugno 1942 stabilì che tutti coloro i quali avessero abbandonato i comuni di residenza per unirsi ai ribelli sarebbero stati iscritti in apposite liste, compilate da ogni comune. Gli iscritti alle liste, non appena catturati, sarebbero stati passati per le armi; le famiglie degli iscritti sarebbero state considerate ostaggi e non avrebbero potuto, per nessuna ragione, allontanarsi dal comune di residenza. In Slovenia vengono deportati civili, la protesta repressa nel sangue. Fiamme e morte per la resistenza montenegrina. Dai documenti redatti dall’Alto Commissario Emilio Grazioli:  “è necessario eliminare: tutti i maestri elementari, tutti gli impiegati comunali e pubblici in genere , tutti i medici, i farmacisti, gli avvocati, i giornalisti, … i parroci, … gli operai, … gli ex-militari italiani, che si sono trasferiti dalla Venezia Giulia”.
Perchè racconto tutto questo? Qual è il mio scopo?
Non ne ho alcuno, se non quello di interrogarmi su di noi, su chi siamo, su perché agiamo come agiamo.  Non serve, è naturale. Ma io ho soltanto le parole. Ho voglia di ragionare sulle parole. Di capire come tutto quel che siamo stati influenzi il nostro essere, oggi.
Torno a quella parola.
Atzinganoi.
E la parola greca da cui deriva il termine “zingari”. Significa “intoccabili”.


Advertisements

Tag:

4 Risposte to “2007/4”

  1. Giobix Says:

    non so se hai visto il film “Il Leone Del Deserto”, non è mai uscito in italia e credo sia ancora proibito proiettarlo. Negli anni 80 intervenne la digos a Trento per bloccarne la proiezione.
    é un film holliwoodiano finanziato da Gheddafi sull’eroe della resistenza libica. Non Bellissimo, un kolossal esotico vecchio stile con Anthony Quinn. Solo che al posto dei soliti inglesi cattivi ci sono gli italiani.
    è curioso e mi ha fatto una certa impressione vedere Gastone Moschin vestito da alpino che ordina di sparare su donne e bambini. Talmente ci hanno inculcato una visione salvifica e innocua dell’alpino.

  2. Lara Manni Says:

    Ho sentito molto parlare di quel film e mi sarebbe piaciuto vederlo. Proprio perché propone l’altra versione. Ora, che la Storia sia parziale è quasi scontato. Però, a maggior ragione, bisognerebbe sempre porsi dubbi, e andare a cercare l’altra versione. Non voglio unirmi anche io al coro, spesso retorico, di chi ricorda Monicelli. Ma la grandezza di Monicelli è stata proprio quella di aver sfatato il mito degli Italiani, brava gente. Credo che dovremmo tentare di seguire quella strada. Spero, almeno.

  3. Andrea Says:

    Monicelli era un gran rompiscatole e lo è stato persino nella morte. Probabilmente capiremo solo tra molti anni la portata del suo lavoro o forse non capiremo mai: noi italiani siamo professionisti nel fare orecchie da mercante quando conviene. Un giorno un inglese dirà: “Monicelli era l’equivalente nel cinema di Michelangelo” e noi faremo finta di averlo sempre saputo… Lui però non si è limitato a sfatare il mito degli “italiani, brava gente” ha anche detto “o fate qualcosa o altrimenti potete andare tutti alla malora”. Che strada avrà voluto indicare? Be’, scusate l’Off-topic…

  4. Lara Manni Says:

    Non è off topic, Andrea. Penso che una delle strade, o almeno l’inizio di una delle strade, sia il riconoscimento degli errori, e degli orrori.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: