2007/7

In quell’autunno 2007 frequentavo un forum. Si parlava di manga, di anime, ma anche di fatti di attualità. Ho conosciuto, in quel forum, molte belle persone. E qualche persona decisamente sgradevole. Me ne ricordo, in particolare, una. Una giovane donna della mia età. Dopo l’omicidio Reggiani, litigammo ferocemente. “Gli zingari – scriveva lei – rapiscono i bambini”. Ma dove, ma quando, dammi una prova, replicavo io. “L’ha visto mia madre”, rispondeva. Visto con i suoi occhi? “Non proprio, ma una sua cara amica l’ha visto”.
Funziona così.
Le zingare compiono il crimine più odioso, rapire i figli (bianchi e rosei e addormentati nei loro passeggini) degli italiani e li fanno sparire nel nulla, per condannarli a una vita di elemosine. Chiedete, e vi risponderanno che, davvero, l’hanno visto con i propri occhi.
C’è un antropologo. Si chiama Leonardo Piasere ed è uno dei massimi esperti europei in materia di rom. Ha lavorato su vent’anni di casi e sentenze (ne ha tratto un libro, “La zingara rapitrice. Racconti, denunce, sentenze 1986-2007”, Cisu editore). I risultati? Nessun bambino è mai stato veramente rapito dai rom.
In ogni vicenda ci sono elementi comuni. Innanzitutto sono quasi sempre le madri ad accusare una donna rom di aver tentato di rapire il proprio bambino, non ci sono testimoni del fatto e gli eventi si verificano spesso in luoghi affollati, come mercati o vie commerciali. «L’analisi comparativa dei casi», spiega l’antropologa Sabrina Tosi Cambini che ha concretamente realizzato la ricerca, «ci porta a poter affermare che laddove vi è la presenza di un infante, l’avvicinamento di una persona rom è subito vissuto come un pericolo per il proprio figlio: lo stereotipo “gli zingari rubano i bambini” risulta essere molto più potente di qualsiasi altro».
“Molto spesso  – aggiungono i ricercatori – i media denunciano il “fatto” dando come provato e “vero” il tentato rapimento ignorando poi le dichiarazione anche ufficiali che lo smentiscono. Se poi qualche volta tornano sulla vicenda, non è per comunicare che i Rom non c’entrano niente, ma è perché l’esito scioglie in sé altri eventi: truffe, fatti drammatici, situazioni che suscitano ilarità”.
Nessun caso.
Ricordate Ponticelli? Dobbiamo fare un salto avanti di qualche mese, dall’autunno 2007 al maggio 2008. Il presunto rapimento di una neonata da parte di una sedicenne rom, Angelica, scatena l’assalto ai campi nomadi. Viene fatta passare per rabbia popolare. Era camorra. E non c’era stato nessun tentativo di rapimento.
Volete venire a vedere le fiamme, i sassi gettati su vecchi e bambini, la devastazione? Volete capire perché avvenne e perchè nessuno, se non i giornali stranieri, ne ha parlato?
Seguitemi.

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5 Risposte to “2007/7”

  1. Paolo E Says:

    Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla.

    – Albert Einstein

    Grazie, Lara.

  2. Eleas Says:

    un fenomeno simile avvenne in USA con i neri, normalmente l’accusa era che volevano farsi le donne dei bianchi, alcune ricerche dimostrarono che spesso era il contrario i bianchi volevano farsi le loro schiave, cosa che spesso avvenne. Darwinianamente fu un bene, ma non so se le schiave sarebbero d’accordo.

  3. Laurie Says:

    Io ho sentito anche gente affermare con molta convinzione che gli “zingari” si introducono nelle case (!) per rubare bambini. Non nego che alcuni gruppi di nomadi ricorrono ad attività non perfettamente legali per sopravvivere, ma queste accuse sfiorano l’insenato e il ridicolo.
    Spesso poi si confondo tra rom e rumeni… non mi pare siano sinonimi.

  4. M.T. Says:

    Il male è nella mente di chi guarda e giudica: chi agisce in questa maniera non dovrebbe scagliare rabbia e odio su altri, ma guardarsi allo specchio e scoprire cosa c’è che non va in lui.
    I rom, e così chiunque è diverso perchè adotta costumi e stili di vita differenti, viene visto come qualcosa di sbagliato, come un fastidio: perché il diverso fa porre domande, “scuote” il solito modo di vedere, fa riflettere. E questo è un fatto a cui molti vogliono rifuggere.

  5. Lara Manni Says:

    La storia che racconto oggi è proprio quella di una “zingara” che si introduce in una casa e rapisce una bambina. Ma c’è qualche particolare che sui nostri quotidiani, chissà come, non è apparso. O è apparso molto, molto dopo…

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