Leggende/7

Essere in bilico significa attribuire sempre una doppia valenza alle figure femminili della leggenda.  E temere la loro rabbia, specie dopo un tradimento.
La vendetta delle donne è una questione molto antica, ma spiega perché tante spettatrici abbiano amato profondamente Kill Bill.
Perchè prima c’erano le Erinni.
Figlie della Notte e di Acheronte, rappresentano il rimorso e torturano l’assassino fino alla follia. Ma contemporaneamente spingono alla vendetta: sono loro a stringere il polso di Medea affinché cali la lama sui propri figli.
E come vengono chiamate, anche, le Erinni? Semnai o Potnie (“venerabili”), Manie (“folli”) e Ablabie (“senza colpa”). Potnia era, lo ricordate, uno dei nomi della Dea madre.
Perché anche le Erinni sono ambigue: una delle tre, Tisifone, si innamorò di un uomo, ma lo uccise col morso di uno dei serpenti che ornavano la sua chioma. L’uomo si chiamava Citerone, come il monte su cui un’altra dea, Artemide, fece sbranare Atteone, reo di averle mancato di rispetto.
Sono un ulteriore potere divino, quello di Atena, può trasformare le Erinni in Eumenidi, benevole, e convincerle a rinunciare alla vendetta in favore della giustizia.
Ma il mito della vendetta femminile sopravvive.
Una delle creature che lo incarna meglio, a mio parere, è una figura secondaria del mito: Isotta dalle bianche mani, la moglie di Tristano che mai la sfiorò, per restare fedele all’altra e amatissima Isotta la Bionda.  Ferito gravemente durante una spedizione, Tristano capisce che solo Isotta la Bionda può guarirlo e la manda a chiamare, chiedendo che vengano messe vele bianche alla nave con cui verrà, se lei accetta di venire, e vele nere se si rifiuta. Ella accetta, ma Isotta dalle bianche mani guarda le vele candide in arrivo e riferisce al marito che sono nere come la notte, determinando la morte di lui e della rivale.
Non è l’unico caso.

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7 Risposte to “Leggende/7”

  1. Giobix Says:

    In Italia, penso che recentemente il maggior cantore della vendetta femminile sia Mauro Corona, che in L’Ombra del Bastone e Storia Di Neve mostra un livello di feticismo quasi patologico su questo tema.
    Soprattutto il secondo è una sarabanda di vendette femminili incrociate, streghe, adultere, spiriti dell’acqua, con una spiccata simpatia per le più trucide. E una presenza femminile soprannaturale scissa in due avatar, uno benigno (Neve) e l’altro malvagio(Melissa) a tirare i fili della storia.

  2. Lara Manni Says:

    Sai che io devo proprio cominciare a leggerlo? Sono enormemente incuriosita da Corona, ma ancora non ne conosco neppure una riga. Rimedierò col 2011, promesso!

  3. M.T. Says:

    Le vendette delle donne, umane o divinità che siano, sono sempre tremende, come nel mito di Aracne, attraverso il quale i greci davano una “spiegazione” sul perché i ragni tessevano in continuazione e un monito sul non avere superbia dei doni posseduti.
    La fanciulla Aracne aveva una gran abilità nel tessere, stimando le sue capacità superiori a quella di Atena, anche lei famosa per la dote nel tessere. La dea, furiosa per l’affronto, la sfidò e perse la gara: Aracne era orgogliosa della vittoria e Atena per la sconfitta e l’affronto si vendicò e la trasformò in ragno, condannandola a tessere per sempre.
    Un insegnamento che mostra come le persone che sono in alto non accettano d’essere superate da chi considerano stare in basso: la necessità di rispettare le classi “gerarchiche”.

  4. Lara Manni Says:

    E del come le dee greche fossero insieme terribili e meravigliose.

  5. M.T. Says:

    più umane di quanto volessero ammettere 🙂

  6. zeros Says:

    Il bello degli dei greci (maschi e femmine) è proprio nel loro essere troppo umani, essere umani all’eccesso. Si mischiano con gli umani, li incontrano, li sfidano, li apprezzano e forse anche invidiano, fino al momento in cui li distruggono. Anche quando amano sono troppo pericolosi per l’umano, come Zeus che mostrandosi appieno a un’amante (non ricordo quale) che insisteva per vederlo, la incenerisce col proprio splendore e potere ultraterreno.
    Era è il più grande esempio di gelosia e vendetta, Zeus non sa fare a meno di accalappiare ogni femmina che gli passa vicino, Atena è intelligentissima ma incapace di resistere alla gelosia per Aracne. Nessuno degli dei greci è calmo e pacato, tutti hanno problemi a gestire la rabbia, tutti sono vendicativi, violenti, sanguigni. Rare le punizioni non-violente, per gli sgarbi reali o immaginari. Qualcuna è una condanna poetica, come quella di Eco (che si ritrova a ripetere le ultime parole dette dagli altri visto che non ha voluto dire a Era se ha visto passare Zeus con l’ennesima conquista) o di Cassandra (che ha voluto la preveggenza da Apollo, ha visto che lui l’avrebbe tradita, lo ha respinto e quindi ora non sarà mai creduta).
    Ma di norma gli dei uccidono, squartano, trasformano in bestie, maledicono per l’eternità.
    Sono più umani degli umani, e per questo fanno paura.

  7. Lara Manni Says:

    Semele 🙂 Non a caso l’ho citata in Esbat….
    (e, sì, la mitologia greca è molto, molto presente nelle mie storie, sia pure mascherata)

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