Personaggi/Max

Qui sorge una domanda: come mai il maschile “accudente” che descrivo nelle mie storie è sempre quello destinato a soccombere, metaforicamente o meno? E’ una domanda che, ai tempi di Esbat, mi ero posta con Masada e che, allora e anche con Sopdet, mi pongo con Max.
Max è un ragazzo meraviglioso. Ha conosciuto Ivy su un forum, se ne è invaghito a distanza, come avviene a volte, intuendo qualcosa di amabile e prezioso dietro la timidezza. In Esbat, le dà consigli, la protegge, la va a cercare a Roma, sappiamo che passeranno un’estate insieme. In Sopdet, cerca di aiutarla con tutti i mezzi che ha.
La ama, e per questo è vulnerabile, e per questo può essere manipolato anche dai nemici di Ivy.
La ama, ma non è riamato come vorrebbe, e forse non lo sarà mai.
Come Masada con la Sensei.
Dunque, la domanda che mi pongo è: come mai questi uomini affettuosi, premurosi, presenti, non ottengono in cambio l’amore che meritano?
Una delle risposte che mi dò è che la vita che offrono alle proprie amate è troppo semplice, e forse non si modella sui loro desideri reali.
Ma è solo una delle possibilità.
La mia tenerezza per Max nasce anche dal destino che io stessa ho tratteggiato per lui.

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13 Risposte to “Personaggi/Max”

  1. Andrea Says:

    Forse non sono corrisposti proprio perché sono affettuosi, premurosi e presenti nella speranza di ottenere in cambio qualcosa (nella fattispecie l’amore). Comunque, secondo me, non dovresti dispiacerti per Masada (di Max, non conoscendo il suo destino, non saprei dire…), meglio amare (fino a morirne) e non essere corrisposti piuttosto che non amare affatto. La sparo grossa, ma per me la morte non è la cosa più brutta che può capitare, non amare affatto è decisamente peggio…

  2. Lara Manni Says:

    Non la spari grossa. Probabilmente è così.

  3. zeros Says:

    Forse Masada e Max finiscono delusi perché amano troppo? O forse perché, accecati dall’amore, hanno fatto troppi viaggi mentali?
    A volte quando ami tanto, ti fai un’idea dell’altro che non corrisponde alla realtà, e quando l’idea si scontra con la realtà tutto crolla.
    Max mi ha dato quest’impressione, in Esbat: che fosse innamorato di una Ivy che esisteva solo nella sua testa e che incontrare per la prima volta la Ivy vera fosse un trauma. Mi ha più che altro dato fastidio, vedere crollare le sue aspettative.
    Forse perché ho avuto fare con uomini convintissimi di avermi capito ma che avevano di me un’immagine distorta, quasi aberrante per quanto era diversa da come mi sento e vedo io? Boh…
    Spero che a Max non vada troppo male, ma a volte l’amore “rende deboli”. Però, Dei, quanto è bello essere deboli perché innamorati! 😉

  4. Giobix Says:

    Masada lo capisco, a suo modo, Max per niente. In esbat mi è sembrato più che altro un personaggio con la funzione di approfondire il discorso sulla wicca, ma non ho capito come mai si sia innamorato tanto di ivy. Ho immaginato problemi grossi di relazione, altrimenti non me lo spiego.
    Andando un attimo ot, ti consiglio di dare un occhio a Vallanzasca perchè è un filmone gangster come se ne sono visti pochi in italia, e il personaggio è un maschile oscuro che lascia ammaliati.

  5. Lara Manni Says:

    Dunque, bingo per Zeros: l’immagine che Max ha di Ivy non corrisponde alla vera Ivy, o corrisponde solo in parte.
    Giobix. Non ci si innamora forse di donne (e uomini) che nella realtà non esistono? 🙂

  6. M.T. Says:

    L’idealizzare porta a non vedere l’altra persona come realmente è e l’immaginazione crea aspettative che nella realtà non trovano riscontro. Ma c’è un altro fattore: l’uomo gentile e premuroso non viene ricosciuto come vero uomo, come individuo forte capace di proteggere. Viene visto come confidente, come spalla, ma non un supporto forte dove trovare riparo nei momenti di difficoltà: è un aiuto, ma non una protezione.
    Ma come detto nel post, è solo una delle possibilità.

    • Andrea Says:

      Praticamente sostieni la “regola dell’amico”? 🙂

    • Lara Manni Says:

      La regola dell’amico ha il suo peso. Però non è solo questo. Ha centrato bene il punto Zeros quando parla di un fraintendimento, di qualcuno che vede una donna diversa da come è, e vicina a come vorrebbe. La Sensei non era quella che Masada desiderava. E Ivy non è quella che Max pensa che sia…

      • Andrea Says:

        In effetti, come dici in un commento precedente, “Non ci si innamora forse di donne (e uomini) che nella realtà non esistono?” Sì, ma di solito, male che vada, si rimane delusi (un po’ più che delusi, ma minimizziamo i danni…). A Masada è andata piuttosto male perché la Sensei aveva l’hobby di ammazzare il prossimo, soprattutto se si frapponeva tra lei e l’oggetto del suo desiderio. Succede, l’amore è una cosa pericolosa che ci spinge ad esporci e a correre rischi (ecco la vulnerabilità). Ma io Masada lo capisco e azzardo anche questa ipotesi: credo che, se potesse tornare indietro, rifarebbe tutto nello stesso identico modo.

  7. M.T. Says:

    Vedevo il punto di vista nel come ci si pone verso l’altro e da come questa scelta iniziale il resto sia solo una conseguenza.

  8. zeros Says:

    Direi che avevo sentito giusto allora, mi fa piacere ^_^ Anche se mi spiace per il povero Max e le sue illusioni infrante, e per l’ancora più povero Masada, ucciso dalla donna che ama così tanto. Masada alla fine mi è sembrato un personaggio tragico, Max quasi patetico, ma sulla strada buona per la tragedia.

    @ M.T.: ti dirò, come donna, che alcuni dei miei innamoramenti sono nati da amicizie. Erano uomini gentili e premurosi, con cui avevo molto in comune e con cui stavo bene.
    Per assurdo, l’uomo “più maschio” che ho avuto era pieno di attenzioni e di gentilezze, ma fermo a un concetto della relazione a due in cui il maschio può tradire ma la donna deve essere fedele eternamente, anche a relazione finita.

  9. Lara Manni Says:

    Max è più giovane di Masada, in effetti: considera che anche il suo è un amore “totale”, di quelli mai più ripetibili nella vita. 🙂

    • zeros Says:

      Max è un adolescente, se ricordo bene, quindi è solo giusto che il suo sia un amore irripetibile e totale 😉 E’ anche questo che, secondo me, lo acceca nel valutare cosa e come sia Ivy veramente. Povero lui… 😉

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