I sentieri si costruiscono viaggiando 3.

Era difficile tornare, così come era stato difficile morire. Roberta ricordava solo l’oppressione sul petto, il sasso che schiacciava i polmoni, le scintille d’argento che danzavano davanti agli occhi. E la musica, certo. Ripetuta fino all’ossessione, quella canzone di Caterina Caselli che un tempo le piaceva, Insieme a te non ci sto più, guardo le nuvole lassù.
Le nuvole. Il suo corpo aveva la stessa consistenza, ora.
Eppure, bisognava scuotersi, dimenticare il tradimento, la ferocia, l’ombra che l’aveva accolta, infine, cullandola.
Tempo di andare.
Scoprì che le era di nuovo possibile camminare. “Certo che puoi”, le disse la ragazza che – da quando? – era accanto a lei. La ragazza con gli stivaletti di camoscio e un bicchiere fra le mani.  La ragazza  che profumava di vento. Vento di scirocco.
“Andiamo pure”, disse Roberta. Anche ridere, era di nuovo possibile.

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2 Risposte to “I sentieri si costruiscono viaggiando 3.”

  1. Paolo E Says:

    Questo sembra davvero bello, e devo dire che non lo riconosco. A che opera fa riferimento?

  2. Lara Manni Says:

    Anteprima: “Arrivederci amore ciao” di Massimo Carlotto 🙂
    Mentre la ragazza con gli stivaletti è Lara da “Scirocco” di Girolamo De Michele.

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