Ricordare, ricordare

“Perché gli scrittori ricordano tutto.  Specialmente quello che fa male. Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse, anche della più piccola. E dalle più grandi avrai romanzi, non amnesie. Un briciolo di talento è un buon sostegno, se si vuol diventare scrittori, ma l’unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice2.

So di aver già citato questo passo di Misery, ma ogni volta che riprendo in mano Lavinia, o Mietitura che dir si voglia, mi si riaffaccia alla mente. Specie nelle giornate di pioggia, come queste.

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6 Risposte to “Ricordare, ricordare”

  1. Laurie Says:

    Ma Lavinia non si chiamerà… Lavinia?
    Peccato, mi piaceva come titolo.

  2. Giobix Says:

    “mietitura” da un po’ l’idea del gotico rurale alla Baldini, mi aspetterei
    credenze rurali e fasi lunari 🙂

  3. Morna Says:

    Hai ragione! In fondo Montaigne diceva: Scrivere non provoca tormento, ma nasce dal tormento…
    Sono d’accordo con te!
    ps ma piove ovunque?? 🙂

  4. Lara Manni Says:

    Piove ovunque. 🙂 Sul titolo, nulla di definito, ci sto giocherellando mentalmente.

  5. Lidia Perfinta Says:

    Ah, quanto, quanto mi piace Misery. E quanto amo quel particolare punto del libro. Di Re Stefano non mi stancherò mai. 🙂

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