L’uomo nero fuggì nel deserto

L’uomo nero cammina nel buio che gli è consono, da solo, per strade che nessuno percorre. L’uomo nero non ha linee sulle mani. C’è fuoco nei suoi occhi e gelo nel suo cuore. Le donne che possiede sono destinate a non potersi più riscaldare dopo quell’unico amplesso. L’uomo nero è inafferrabile: eppure, è fatto per essere sconfitto. Perché, se non ci fosse, non avremmo la nozione di Bene.
L’uomo nero non è Randall Flagg che striscia fra il granturco. L’uomo nero non è un dio nè un servitore di dei. E’ alto e ha la carnagione scura come  Nyarlathotep, come lui semina distruzione e morte e si lega a terribili fratellanze. Ma è umano.
Umano come Nikolas Stavrogin ne “I demoni” di Dostoesvkij: perché gli uomini hanno bisogno di pensare che esista il Male assoluto e che quel male si concentri in un solo essere.
Con un certo stupore, queste erano le mie riflessioni ieri, mentre leggevo le notizie sulla morte di Osama Bin Laden. Questo dicono i giornali, le televisioni, i siti: “Il mondo è più sicuro”. O, addirittura, “il diavolo è stato cacciato”.
Possibile che sia così semplice? Possibile che gli esseri umani si comportino come i lettori di un romanzo, che hanno bisogno che l’Uomo Nero esista e che venga sconfitto? Possibile che non sappiano che il Male non si incarna mai in un solo individuo?
Così, rileggo “I demoni”. Fatelo anche voi. Cercate questo punto:

“Voi pensate, forse, che io dubiti ancora che il personaggio che mi appare nell’allucinazione sia io stesso e non sia davvero il diavolo”
“E… lo vedete realmente? Vedete realmente una figura ben definita?”
“Sì lo vedo, lo vedo così, come vedo ora voi… e talvolta lo vedo e non sono persuaso di vederlo, benché lo veda… talvolta non so chi dei due realmente esista: io o lui…”

Questo è il motivo per cui i romanzi, che siano grandissimi come quelli di Dostoesvkij o che siano ugualmente grandi ma meno letterariamente celebrati come quelli di King, parlano del mondo in cui viviamo oggi. E della sua stupefacente ingenuità.

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16 Risposte to “L’uomo nero fuggì nel deserto”

  1. Valberici Says:

    Il popolo è bue…. 😦

  2. Lara Manni Says:

    Sì. Ma fino a questo punto?

  3. Valberici Says:

    si…e anche oltre…bisogna farlo incazzare ‘sto popolo castrato dai media, altrimenti continuerà a tirare l’aratro dei potenti di turno.

  4. il Solito Filippo Says:

    L’uomo, nella sua concezione totalmente duale del mondo, necessita di un avversario. Concreto o inventato che sia (anto ad un certo punto la differenza tra i due sfuma). Non è necessaria una “realtà”oggettiva (che per altro non siamo in grado di percepire, semmai di filtrare), ma è necessario che venga “avatarizzato”, se mi si consente il neologismo, il bersaglio di turno. Per dirlo alla eroica, Osama vivrà per sempre, e la conditio sine qua non per l’immortalità è proprio la trasfigurazione.

  5. Lara Manni Says:

    Vedi quanto è importante che si conoscano le storie? Questo è il meccanismo di una storia che diventa cronaca giornalistica mondiale. Inclusa la trasformazione in eroi epici degli uomini che hanno compiuto il blitz.

  6. Il solito Filippo Says:

    Li chiamiamo eroi culturali: sanciscono il passaggio di un’ epoca. Le storie sono tutto, letteralmente.

  7. Paolo E Says:

    Sono d’accordo che gli uomini, soprattutto se presi collettivamente, hanno bisogno di personificare il male. E quanto sia ingenuo quest’atteggiamento lo dimostrerà il mondo che resterà insicuro esattamente allo stesso modo di prima se non peggio.

    A livello molto più basso: che nessuno pensi che una volta sparito B. l’olezzo di marcio della nostra vita politica e culturale sparisca. B. ne è la personificazione ed il risultato ultimo, non la causa.

    Detto questo, Satana esiste. E la convinzione della sua inesistenza è la sua più grande vittoria.

  8. Il solito Filippo Says:

    Osama (di più) e B. (di meno) si sono tratti dall’inconscio dei loro rispettivi popoli, più che esser giunti come messia. Trattasi a tutti gli effetti di zeitgeisten ( sarà questo il plurale?).
    io ogni tempo e in ogni luogo si materializzano queste figure in realtà assolutamente neutre, che però vengono “vestite” di volta in volta da santi o da peccatori. Essi sono eggregori delle necessità del momento. Si potrebbe star qui a disquisire per ore sulle meccaniche psicologiche che partecipano a questa che può essere ben definita una mitopoiesi. La sola arma che vorrebbero farci usare per bandirli è la damnatio memoriae, il più esecrabile dei crimini che, per assurdo li fisserebbe in eternità nel tempo, trasformandoli in mito.
    No Lara, questo mondo non è stupefacentemente ingenuo. È banalmente umano (e perciò preda del terrore).
    Mi trovo sempre a pensare alla prima regola del mago, in questi casi: «Le persone sono stupide: date loro una motivazione appropriata e quasi tutti crederanno a quasi tutto ciò che direte loro. Proprio perché le persone sono stupide, esse crederanno ad una menzogna perché lo vogliono, o perché hanno paura che possa essere vera. La testa delle persone è piena di fatti, notizie e credenze che nella maggior parte dei casi sono false, tuttavia continuano a crederci. Le persone sono stupide: raramente riescono a distinguere tra il vero ed il falso, tuttavia hanno tanta fiducia in loro stessi che credono di poterlo fare sempre, ecco perché è così facile ingannarle.»

  9. Lara Manni Says:

    Bellissima la regola del mago. Però, Filippo, io penso che ci sia anche qualcos’altro. La paura di non avere una direzione. L’esigenza di sentirsi raccontare una storia lineare. C’era un cattivo, il cattivo non c’è più, tutto è tornato a posto. E dov’è finito il mondo complesso dell’altro ieri? Credo che le persone, prima ancora che stupide, siano terribilmente spaventate.

  10. Il solito Filippo Says:

    Esattamente! È per questo che creiamo eroi e cattivi. Il singolo umano può essere intelligente, ma in branco è una bestia stupida e preda delle emozioni. e cosa fa una bestia, oltre che seguire il capobranco / pastore? Stabilisce dei confini. Traccia una rotta il più lineare possibile.
    Siamo gregari e abitudinari da eoni. La gente ha bisogno di storie. Ha bisogno di un nemico da sconfiggere. Ha bisogno della testa del cattivo ficcata su una picca per dimenticare che la testa ce l’ha ficcata lui. E noi (che siamo la gente) ce la diamo, questa testa infilzata e ci diamo in omaggio pure un eroe.
    Sono miti più veloci, sono dinamiche più rapide ma sotto il sole non c’è nulla di nuovo.
    Nessuno penserà a quei poveri cristi che si sono fatti un mazzo tanto per progettare e costruire la Morte Nera, una volta che Darth Vader sarà ucciso.

  11. Lara Manni Says:

    No, non c’è niente di nuovo. L’illusione è stata quella di avere più strumenti per capire. Ma vedo che non è così.

  12. Giobix Says:

    non vedo in giro tutta questa illusione di sconfitta del male (anzi, vedo al contrario uno scetticismo che sfocia già in leggende metropolitane alla “mafiguaratiseeraluicheinrealtàèvivoegiocaacarteconJimMorrison
    sull’isoladelPacificoaccantoallostudiodovehannosimulatolosbarcosullaLuna”)
    per conto mio vedo pure la banalità della realtà rispetto alla fantasia:
    dove stava Provenzano latitante da 40 anni? A Corleone…(e più banale di così)
    dov’era l’introvabile sceicco del terrore? In qualche impenetrabile canyon afgano che sfugge ai satelliti? O nella misteriosa zona tribale del Pakistan, simile all’Area 51?
    No, vicino alla capitale. Zona tranquilla, soleggiata, sede dell’esercito. Qualche archivista ha lavorato anni a incrociare nomi e posti, l’operazione si è conclusa con uno sfondamento tipo cacciatori di taglie.
    (seppellito in mare? Mah, e chi se lo prendeva a casa? Le foto? Probabilmente il cervello e parte del viso sono ancora sul muro)
    No, decisamente è troppo banale per un racconto di fantasia.

  13. Melmoth Says:

    Scusate l’OT: oggi ho letto King in classe. Quasi mi ero dimenticato quella qualità di silenzio. Che goduria. Questo è quello che mi piace del genere: il divertimento è GRATIS, senza pagar pegno a niente che non si il proprio dannato piacere. E- in questo caso- quello degli altri. Chiuso l’OT.

  14. Lara Manni Says:

    Giobix, non è detto che il lettore-spettatore ci creda. Di fatto, è quel che gli viene proposto. Non manca nulla: neanche la coincidenza con la notte di Valpurga 🙂
    Melmoth: non è così OT.

  15. Il solito Filippo Says:

    Ah, consiglio immediata visione del film “in compagnia dei lupi” di N.Jordan.
    Aiuta parecchio.

  16. Lara Manni Says:

    Visto 🙂

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