Non leggete questo post

Sono Lara Manni e sono una fumatrice.
Fumo da quando avevo quattordici anni e non ho mai smesso. Sono consapevole dei danni che apporto alla mia salute, ma rispetto quella degli altri. Non fumo nelle stanze dove ci sono non fumatori, mi prendo dieci bronchiti a stagione andando a consumare la mia sigaretta in balconi ventosi,  ricaccio indietro il desiderio finché non ho la possibilità di fumare dove ci sono soltanto io, o altri esiliati come me.
Scrivo questo post sull’onda  di una discussione che si è svolta ieri su Facebook. Punto di partenza: un manifesto.

Inizialmente mi ha infastidito quella parola, libera.  Era come se lo slogan facesse il verso alla vecchia idea che associa l’emancipazione femminile al fumo. Giustamente Elvezio Sciallis mi ha fatto notare che quell’equivalenza ha un senso, ricordando come il nipote di Freud, Edward Bernays, abbia ideato, su richiesta delle multinazionali del tabacco, una campagna di persuasione occulta rivolta alle donne. Se libere e moderne, dovevano fumare.
A pensarci molto bene, quell’idea è ancora più vecchia di Bernays. Basti pensare a Carmen, che non solo lavora in una fabbrica di sigari, ma fa uso dei medesimi in quasi tutte le immagini che conosciamo: e Carmen è una delle pochissime donne libere della letteratura (e dell’opera lirica). Forse la sola che osi sfidare la morte cantando: Libre elle est née et libre elle mourra!
Fumavano le eroine di Fitzgerald, bellissime e dannatissime, e fumavano le dark ladies dei noir, le dalie nere destinate a una fine pessima.  Poi, certamente con la complicità dei produttori di sigarette, hanno cominciato a fumare un po’ tutte, e tutti.
Guardate questa pubblicità.

Il fumo è sexy, maschio, induce dipendenza erotica. E guardate quest’altra pubblicità, molto più recente.

Al contrario, il fumo rende impotenti, e nella migliore delle ipotesi fa puzzare l’alito, altro che indurre al bacio.
Stessa procedura per quanto riguarda le donne. Ai tempi, teneri bebé invitavano la mamma a fumare tranquillamente.

Oggi, si disperano perchè la mamma muore di cancro.

Cosa voglio dire? Non sto dicendo che fumare faccia bene. Niente affatto. Fa male, così come fanno male le patatine fritte (pare che aumentino, fra le altre cose, il rischio di cancro al seno), i cellulari (notizia di oggi), il consumo compulsivo di televisione, di Internet, di videogiochi, di sesso, di vino. Per non parlare delle cose mortali che ci circondano senza che vengano affissi manifesti terroristici:  poche settimane fa  c’è stata – quasi in silenzio – la giornata mondiale dell’amianto. Undici morti al giorno, 90.000 morti l’anno secondo la rivista scientifica The Lancet; 500.000 quelli annunciati per la sola Europa nei primi 30 anni del XXI secolo. Quanti edifici, anche scolastici, sono oggi a rischio? Molti più di quello che immaginate. Su questo, nessun cartello terrorizzante?
Non difendo il fumo.  Ma sono sgomenta dall’aggressività con cui, spesso, i fumatori si sentono apostrofare: una commentatrice di Facebook, ieri, sembrava quasi voler venire alle mani perchè sostenevo che in un luogo aperto è possibile fumare. Ecco, perchè scatta questa reazione violenta? Perchè non si verifica su tante altre consuetudini che sono persino più dannose del fumo?
Perchè il fumo puzza! Fa schifo! Dà la nausea! Non sempre. Uno dei ricordi più belli della mia infanzia è l’odore di sigaretta e di dopobarba che aveva l’abbraccio di mio padre. A volte, occorrerebbe riflettere su quanto l’intolleranza verso i fumatori abbia radici più complesse, e radici culturali anche, di quello che immaginiamo. E riflettere anche – ma questo è un altro discorso – sul perchè i nostri corpi stiano diventando l’unico bene da difendere. Con il coltello fra i denti, anche.
Sono Lara Manni, sono una fumatrice, fumo perchè mi piace,  ho scritto un post politicamente scorretto. Non vogliatemene.
(Però letto il post medesimo, leggete quello di GL)

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64 Risposte to “Non leggete questo post”

  1. Francesco Falconi Says:

    Ed io mi accodo, purtroppo, benché stia fortemente pensando di smettere. Per le ragioni più ovvie, che anche tu hai scritto.
    come sempre, ci sono dei limiti da rispettare. Luoghi chiusi, d’accordissimo. All’aperto, mi pare un’esagerazione.
    Allora proibiamo anche le automobili, che ci intasano le strade e ci fanno fumare 10 pacchetti al secondo. E proibiamo altre mille schifezze che mangiamo ogni giorno.
    Insomma, c’è sempre una via di mezzo per il vivi e lascia vivere.

  2. Lara Manni Says:

    Sì. Quel che mi turba è l’ossessione per l’integrità corporea. Che è evidentemente un’utopia. Il che non significa che dobbiamo ingozzarci di patate fritte. Significa solo che la persuasione occulta funziona anche alla rovescia 🙂

  3. Andrea Says:

    Ho fumato tanto e per tanti anni e, anche io, credo di fumare perché era piacevole. Invece no, si comincia per mille motivi poi – con una rapidità studiata al centesimo di secondo dai produttori di tabacco – scatta la dipendenza fisica e psicologica. La più forte è sicuramente quella psicologica. Nella mia “carriera di fumatore” ho convinto molte persone a provare a fumare e molte di queste persone ancora oggi fumano. La verità è che i migliori testimonial del fumo sono i fumatori stessi, persone di cui i non fumatori si fidano e che stimano e che prendono a modello. E’ verso queste persone che mi sento responsabile. Ognuno sceglie liberamente se fumare o no? Sarà poi così vero? Sopportare i danni che ci si infligge è facile, ma quelli che si sono inflitti agli amici, no. Quella è la cosa più difficile.

  4. Lara Manni Says:

    Mai convinto qualcuno a fumare, giuro. Ho sempre considerato il fumo come un’abitudine solitaria, esattamente come leggere. Però ho convinto molte persone a leggere. 🙂

  5. chiara Says:

    Sono Chiara palazzolo, ho fumato tutta la vita e ho smesso di botto tre anni fa. Adoravo fumare. Adesso me ne sono del tutto dimenticata, e mi fa piacere aver smesso (mi faceva male).

    Penso che le campagne pro e contro siano sciocchezze, Lara, e obbediscano a interessi altri. Hai perfettamente ragione – forme di isterismi contrapposti manipolati per puri interessi economici, nell’un caso come nell’altro.

    In conclusione cito una frase – splendida! – che pronuncia un’anziana attrice di teatro in “Tutto su mia madre” di Almodovar, accendendosi l’ennesima sigaretta dopo uno spettacolo:
    “Fumare è stata la mia unica patria”

    Sottoscrivo – adesso sono un’apolide…

  6. Lara Manni Says:

    Chiara, che meraviglia!!!! La frase di Almodovar, e la tua.
    Io so che prima o poi smetterò. Lo farò quando il mio corpo, ma davvero e non per induzione, mi dirà che è il momento di farlo, così come ora mi sta dicendo a chiare lettere che è ora che io torni in palestra, e da domani infatti comincio. Ma, appunto, è un dialogo a due: il mio corpo e la mia “me”. 🙂

  7. Andrea Says:

    Mai offerto una sigaretta a qualcuno che non fumava, Lara? Sei proprio brava allora! 😉

  8. Giobix Says:

    io ho fumato brevemente a 15 anni, finchè ho cominciato ad avvertire il bisogno di farlo quando avevo finito il pacchetto. è stato per semplice scelta opportunistica, preferivo spendere la paghetta in birra, libri e fumetti. Molto più appagante.
    eppure qualcosa di incredibilmente forte è rimasto a livello inconscio, ancora adesso, a quasi 20 anni di distanza. magari davanti al pc, metto in bocca una penna istintivamente pensando alla sigaretta, mimo pure la boccata e poi la tengo con due dita scrollando cenere immaginaria(da ricovero?)
    Sono daccordo con Ozzy Osbourne (che se di eccessi e porcherie se ne intende) quando si chiede che senso abbia fumare sigarette: “fa male, e non ti sballa neanche!” 🙂

  9. Vale Says:

    Non ho mai fumato. Ma non sono il tipo di persona che aggredisce i fumatori.
    Pensando a quanto mi piace il whisky torbato e il tè gunpowder immagino che se avessi iniziato, sarei stata da una o due stecche al giorno…

  10. Lara Manni Says:

    Infatti, Giobix: questo non è affatto un post che invita a fumare, ma che spiega perchè a me piace farlo, come ad altri piace la birra scura e ad altri ancora andare a correre tutte le mattine o a terzi le famigerate patate fritte.
    Andrea: no, mai! Ognuno deve scegliere da solo i propri vizi 🙂
    Vale: il tè…cosa?

  11. Glauco Says:

    Hai tutto il diritto di fumare, così come io ho il diritto di mangiare patatine fritte. Ammetto pure che, spesso, i fumatori vengono aggrediti a sproposito a causa del loro vizio (i forti bevitori non credo subiscano un martirio simile, a parte il costante rischio di perdere la patente quando escono dai locali pubblici) Però…

    Guardo per terra, in un qualunque angolo della città, e trovo decine e decine di mozziconi di sigaretta schiacciati, a volte anche a pochi passi dai cestini, tutti dotati di posacenere (ottima iniziativa del comune che, però, non è stata recepita, probabilmente, dai fumatori).
    Mi danno fastidio i fumatori che ti sbuffano il fumo in faccia quando sei alla fermata dell’autobus, prima (ovviamente) di gettare a terra la cicca e salire. E mi capita spesso, molto spesso.

    Non ho mai detto nulla a un fumatore. Non gli ho mai fatto storie sulla questione salute e quant’altro. Non mi piacciono le polemiche. Basterebbe il buon senso… Però mi rompe vedere tutte quelle cicche a terra. In casa, un fumatore, la sigaretta la butta per terra? Non credo.

    Finché questi comportamenti saranno radicati, dubito che i toni si ammorbidiranno. Mi spiace. Ma certi comportamenti radicati nei fumatori, danno fastidio.

  12. stefania Says:

    Ohi cara. Ho iniziato a fumare a sedici anni, e ho smesso a diciassette. Motivo? (che nessuno si metta a ridere) Troppi pochi soldi in tasca. Oggi sono felice di non fumare. Avrei compromesso una delle cose che amo di più al mondo, cioè il nuoto. Come ho già detto ieri su Fb, credo che fino a che una persona non entra in collisione con l’altrui diritto alla salute, possa disporre del proprio corpo. Sono per il rispetto nella libertà. Così trovo giusto che non si fumi in un luogo chiuso ma trovo giusto e corretto consentire ai fumatori di intossicarsi 😄 liberamente all’aperto. Ricordo una particolarità che mi colpisce sempre, ogni volta che mi reco nella mia terra del cuore ( 😄 ) ossia La Gran Bretagna. Fuori dai locali pubblici, pub, uffici, ristoranti o centri commerciali c’è sempre un’area per fumatori, con posacenere da parete e sedie. Nessun ostracismo folle, ma rispetto. Trovo giusto che chi fumi non sia costretto a gettare le cicche per terra o restare in piedi saltellando per il freddo.
    Trovo – abbiate pazienza – molto più criminale che mi si debba dire come devo fare un figlio se non riesco a farlo come Madre Natura vuole. E che mi si debba costringere ad emigrare se una legge idiota mi impedisce di ricorrere alle cure mediche del caso.

  13. Lara Manni Says:

    Glauco, hai ragione. Ma questo, più che al fumo, è legato alla maleducazione. Di più: all’ognun per sè, all’abitudine a pensare come se si fosse soli sulla terra. Tu parli di cicche e io aggiungo kleenex, bicchieri di carta e quant’altro. In Esbat, durante il volo notturno di Hyoutsuki e Ivy, ho inserito un particolare reale: un tetto cosparso di vecchi cd, buste di plastica, immondizia varia che gli inquilini dei piani superiori gettano dalla finestra. Ne ho visti.
    E te lo dice una che fa chilometri con la carta della pizza in tasca per trovare un dannato cestino, a Roma. 🙂

    Stefania: quoto tutto.

  14. Andrea Says:

    Urca che brava ragazza! Non hai mai voluto condividere i tuoi vizi con altri (magari per sentirti un po’ meno colpevole): io l’ho fatto e non ne vado per nulla fiero. Ma è la vita, e si fanno anche un sacco di cose sbagliate prima del “grande salto”! 😉 Fammi fare un po’ l’avvocato del diavolo… Cosa ne dici del fatto che tu sei Lara Manni, molti ti stimano come persona e come scrittrice (volente o nolente hai un ruolo pubblico) e seguiranno il tuo esempio e magari cominceranno a fumare. Non è colpa tua? Non ti riguarda?

  15. Lara Manni Says:

    Mi riguarda tutto, Andrea. Ma non credo che con un post dove metto in chiaro che il fumo fa comunque male ci saranno persone che si sentiranno invogliate ad accendere una sigaretta. Sinceramente non lo credo.

  16. Andrea Says:

    L’ultima frase che si legge in questo post è: “Sono Lara Manni, sono una fumatrice, fumo perchè mi piace, ho scritto un post politicamente scorretto. Non vogliatemene”.
    Sei proprio sicura, sicura, sicura che non ci saranno persone che si sentiranno invogliate ad accendersi una sigaretta? 😉
    Non mi fraintendere, io credo sia inevitabile influenzare nel bene e nel male gli altri (e il fumo è solo uno dei casi, ce ne sarebbero tantissimi altri… mi viene in mente l’alcol e su questo argomento si potrebbe aprire un discorso molto interessante), questo non fa di noi cattive persone o brave persone: siamo semplicemente umani e funzioniamo così. Penso sia però corretto prenderne atto, essere consapevoli delle conseguenza (anche sugli altri) delle nostre scelte. Poi, secondo me, ha ragione GL quando cita Veronesi: “io e te siamo pari, maggiorenni, assennati, capaci di intendere e di volere: questo è quanto la mia esperienza professionale mi ha portato a pensare – poi fai tu”. Tutto qui. Prendine atto fra quattro, tre due, uno… ok, ora puoi continuare a fumare in santa pace! 🙂

  17. Lara Manni Says:

    Continuerei a risponderti di no: ma non perché non voglia assumermi responsabilità, semplicemente perchè non concepisco che qualcuno voglia imitare proprio me. 🙂
    (lo so, lo so, sono una delle pochissime scrittrici con l’ego al minimo: un panda, in pratica)

  18. Andrea Says:

    Sì, sei proprio un inguaribile panda! Ma non posso insistere oltre, i panda sono così carini! ^_^

  19. Glauco Says:

    @Lara:
    In effetti hai ragione. La mia terrazza si riempe di cose lanciate fuori dalla finestra dall’inquilina del piano di sopra. Lo ammetto, spesso sono sigarette. Una volta, però, ho trovato un perizoma… va be’!

  20. Lara Manni Says:

    Un perizoma? Hai una vicina caliente. 😀

  21. demonio pellegrino Says:

    Sull’uso della parola “libera”, o liberta’, ci sarebbe da scrivere un libro. Le ultime risate me le sono fatte con De Magistris che parla di Napoli finalmente liberata. ora, indipendentemente da chi si si voti, e’ possibile non far notare che Napoli e’ governata da politici di sinistra da decenni. Quindi sarebbe liberata da che cosa? Tant’e’.

    Venendo al punto. Non c’e’ cosa peggiore che un fascista salutista o ambientalista. io non fumo, bada bene, e non sopporto il fumo passivo. Ma sopporto ancor meno privazioni cretine alla liberta’ personale. E’ OVVIO che devi avere il diritto di fumare in luogo pubblico. Ed e’ per questo che l’interdizione a fumare nei parchi recentemente entrata in vigore a New York e’ una cosa che mi fa andare il sangue alla testa, da non fumatore.

    Gli estremisti – in ogni campo: religioso, salutista, ambientalista – sono il male assoluto.

  22. Lara Manni Says:

    Immaginavo che New York fosse diventata una città proibita, per chi fuma. Tristissimo (per me ma forse non solo per me, appunto).

  23. Giobix Says:

    anche a Los Angeles in molte zone non si può fumare per strada (nemmeno bere, tantomeno camminare ubriachi, e se ti pescano insieme a un minorenne ubriaco sei responsabile) Detto questo, vedi in giro un sacco di gente con i sacchetti di carta o che beve da improbabili bottiglie di aranciata.
    Nei sobborghi c’è una pulizia che fa impressione, sembrano finti, e mi hanno creato un certo disagio.

    • Vale Says:

      La pulizi mi piacerebbe. Sopra il mio piccolo giardino passa una strada (il paese in cui vivo è fatto a scale) e dalle case che ci si affacciano c’è qualcuno che si fa le sue brave sigarette e poi getta i mozziconi di sotto. E ‘ndo coje, coje, per dirla alla romana. Coglie il mio giardino. Una volta ho spazzato via un mucchietto alto così di mozziconi.
      Eppure anche a me capitano ospiti fumatori, ho un po’ di posacenere e quando mi dicono che vogliono uscire a fumare non mi spargono mozziconi in giro.

      DI contro c’è la signora del piano di sopra, non fumatrice per carità, che mi sporca davanti alle finestre con i fazzolettini usati della nipotina, tanto caruccia sta bambina. Che magari non diventerà una fumatrice, ma sicuramente verrà su maleducata come nonna.

      Non accostiamo la pulizia al fumare o non farlo.

    • Vale Says:

      La pulizi mi piacerebbe. Sopra il mio piccolo giardino passa una strada (il paese in cui vivo è fatto a scale) e dalle case che ci si affacciano c’è qualcuno che si fa le sue brave sigarette e poi getta i mozziconi di sotto. E ‘ndo coje, coje, per dirla alla romana. Coglie il mio giardino. Una volta ho spazzato via un mucchietto alto così di mozziconi.
      Eppure anche a me capitano ospiti fumatori, ho un po’ di posacenere e quando mi dicono che vogliono uscire a fumare non mi spargono mozziconi in giro.

      DI contro c’è la signora del piano di sopra, non fumatrice per carità, che mi sporca davanti alle finestre con i fazzolettini usati della nipotina, tanto caruccia sta bambina. Che magari non diventerà una fumatrice, ma sicuramente verrà su maleducata come nonna.

      Non accostiamo la pulizia al fumare -non fumare.

      • Giobix Says:

        nessuna intenzione di accostarla al fumare…mi sono allargato coi ricordi. Ci sono pure zone sporchissime, comunque. I tipici sobborghi hanno uno stile prefabbricato che rende tutto uguale e sembra di stare in caserma.

  24. Silvia Pareschi Says:

    Ciao Lara, io vivo part-time negli Stati Uniti e proprio pochi giorni fa ho scritto un post su questo argomento – versione Usa. Se ti interessa lo trovi qui:
    http://ninehoursofseparation.blogspot.com/2011/05/fumatori-di-tutto-il-mondo-unitevi.html

  25. isabellamoroni Says:

    La violenza dei non fumatori nei confronti dei fumatori si manifesta quando la tendenza “ufficiale” passa dal “fumare è figo, sexi e potente” a “fumare ammazza te e chi ti sta vicino”.
    Fino ad allora era stato il contrario: chi non fumava si sentiva un reietto. Ed in particolare (ahimè) le donne che sembravano potersi emancipare con un pacchetto chic (ricordo una marca che aveva sul pacchetto un bosco autunnale dalle foglie rosse e sul sentiero una coppia molto charmante, abbigliata in puro stile anni ’70 che donava subito un tocco di classe alla signora che lo posava sul tavolo) ed un accendino che definiva l’appartenenza sociopolitica della proprietaria…
    Poi il fumo è stato criminalizzato, hanno inventato le scatoline porta pacchetto che nascondevano le scritte terroristiche e contenevano anche un modesto accendino bic. Una tristezza infinito.
    E come al solito da un opposto all’altro.
    Il fumo fa male.
    Certamente.
    Ma ancora di più fa male l’esasperazione, l’aggressività, l’incapacità di accettare chi non è uniforme.
    E poi credo che chi ama davvero la propria salute, non passi la metà del proprio tempo a giudicare gli altri o, peggio, a segnarli a dito.D’altronde si smette di fumare quando le diverse coincidenze di vita e di necessità tolgono al fumo qualsiasi “appeal”.
    Altrimenti non si smette. Oppure si resta “a rischio ricaduta”.
    Personalmente non fumo più da 20 anni, non bevo più da 10, non mangio carne e cerco di non rompere le scatole a nessuno. 🙂

  26. Vale Says:

    Ehm, mi è partito un commento doppio, scusa Lara!

  27. Lara Manni Says:

    E’ interessante come una discussione sul fumo poi si allarghi fatalmente a un discorso sulla convivenza. In Italia e- grazie Silvia, bel blog! – negli Stati Uniti….

  28. Silvia Pareschi Says:

    Nel frattempo ho postato anche la copertina del New Yorker di questa settimana, che guarda caso è perfettamente in tema!

  29. Lara Manni Says:

    Notevolissima, e arguta 🙂

  30. Elisa Says:

    Il fumo è causa di molteplici patologie, non solo del tumore ai polmoni.
    Perché tanto accanimento contro il fumo?
    Semplicissimo. Il costo sociale delle cure per le patologie connesse con il fumo è esorbitante. Combattere il fumo è un modo concreto per ridurre la spesa sanitaria pubblica.
    Meno fumo, meno malati, meno spese.

  31. G.L. Says:

    GRAZIE ELISA! E GL VINCEEEEEEEE!!!!

  32. Lara Manni Says:

    Elisa: con lo stesso principio si parlò di razza ariana, da qualche parte…

  33. Elisa Says:

    M no Lara che vai a pensare ?! Dai. Guarda che è un discorso serio- e niente affatto provocatorio – che si fa giornalmente nella sanità. I soldi non sono infiniti e si cerca di fare di tutto per trovare risorse. Lo sai che non si investe nella ricerca sulle malattie rare perché non ci sono soldi e quelle persone – che non se la sono cercata quella malattia- muoiono ? Chi fuma accetta liberamente il rischio di ammalarsi e sottrae risorse che potrebbero aiutare altre persone che invece la malattia non se la sono affatto scelta. Non credi che il non fumare o lo smettere sia , oltre ad una cosa giusta per se stessi , anche un gesto di generosità in questa prospettiva?

  34. Ale Says:

    Beh, sì, ha ragione Elisa, non mi pare c’entri niente la razza ariana.

  35. G.L. Says:

    Per non parlare degli obesi…

  36. Lara Manni Says:

    Appunto. I grassi sono soggetti a malattie. Ergo, che ne facciamo? I fumatori portano via soldi ai “sani”, dunque, via, rottamare. Poi ci sono i vecchi, che non sono produttivi e sono la maggior causa di spesa sanitaria. Non ci servono.
    Ragazze. Fermatevi almeno a pensare, vi prego.

  37. Ale Says:

    Non so. C’è una libertà di scelta, appunto. Nella libertà di scelta è compresa la consapevolezza di possibili conseguenze di questa scelta. La demonizzazione, la guerra santa, come la negazione delle responsabilità individuali, mi sembrano entrambe vie non percorribili. Il discorso di Elisa non mi pare eugenetico o nazistoide, ma realista.

  38. Lara Manni Says:

    A me sembra che siamo in guerra santa, invece: una società deve tutelare gli individui più deboli (inclusi quelli che scelgono volontariamente di fumare, bere e mangiare), non espellerli. Altrimenti, sì, è eugenetica. 🙂

  39. Ale Says:

    Uhm. Ma perché chi sceglie di fumare ecc. sarebbe più debole? Questo non lo capisco.

  40. Elisa Says:

    Lara , scusa, ma sei fuori strada davvero. Che c’entrano i vecchi, gli obesi e il resto ? Parlare di “eugenetica” poi mi sembra francamente fuori luogo in un banalissimo discorso di sanità pubblica ove gli ospedali sono ormai aziende e devono sbattere fuori la gente prima del necessario se no non ci stanno con le spese. Questa è la realtà : il rapporto costo\beneficio è alla base della nostra sanità pubblica, che piaccia o non piaccia. Non dico che sia giusto, ma è così. E poi nessuno vuole espellere nessuno. Non mi sembra che le campagne contro il fumo vogliano “eliminare” i fumatori . E’ solo un tentativo di stimolare i “deboli” – come li chiami tu – a trovare un po’ di forza ad autotutelarsi cercando di educarli alla salute privata e pubblica.
    La stessa cosa si fa, in modo diverso, per l’obesità e l’anoressia, per l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti, per l’ipercolesterolemia, etc……
    E che male c’è , scusa, se nell’educare alla salute si fanno risparmiare dei soldi allo stato che possono essere impiegati utilmente per altri pazienti ( vedi il caso di quelli affetti da patologie rare che muoiono perchè non si fa ricerca sulle loro patologie) ?
    Chi vuole fumare fumi, chi vuole bere beva, chi vuole diventare obeso mangi, ma che, almeno, non si nasconda dietro un dito e che sappia come stanno le cose. Sarà sempre curato ovviamente, ma sia consapevole che ha una alternativa che altri, invece, non hanno ( leggi pazienti tumorali, con malattie metaboliche, con patologie congenite, ……). E poi ‘sta debolezza…non è un po’ una comoda scusa a volte ?

  41. G.L. Says:

    Scusate, ma siete seri? No, perchè io credevo scherzaste…

    • Elisa Says:

      Sinceramente io sono piu’ che seria. Quando c’è di mezzo la pelle delle persone , sinceramente, non mi viene molto da scherzare….

  42. G.L. Says:

    Ma il meccanismo di esclusione non lo vedi?

    • Elisa Says:

      Scusa l’ignoranza GL ma quale sarebbe ‘sto meccanismo di esclusione?

      • G.L. Says:

        Quella cosa per cui si trovano sempre e comunque dei motivi più che validi per escludere una categoria o un’altra dal corpo della società…

      • Elisa Says:

        GL ti assicuro che che per carattere – e professione- faccio esattamente il contrario. Credimi. La società è fatta di persone, non di categorie. E ogni persona puo’ arricchire l’altra. Anche solo in una conversazione su un blog, come stiamo facendo noi.
        Credo che il confronto, se fondato sul rispetto reciproco, apporti sempre qualcosa di positivo. Ciascuno di noi ha dei difetti . Io ne ho talmente tanti che ci vorrebbe un’enciclopedia per contenerli tutti.
        Ma non mi dò per vinta e cerco di migliorarmi sempre di piu’, anche ascoltando e confrontandomi con gli altri.

  43. Lara Manni Says:

    Elisa, siamo in disaccordo su un punto: quando tu dici che è così, piaccia o non piaccia. Per me le cose che non piacciono occorre cambiarle. Il che non significa che io giustifichi il fumo o sostenga che fumare fa bene. Fa male come CENTINAIA di altre cose. Sostenere che chi fuma, beve (l’alcool fa molti morti in più del fumo, per esempio) è dannoso per la società a me spaventa. Troppo romantica? Troppo ingenua? Mi sa.

  44. Elisa Says:

    Non ho detto che non vanno cambiate. Anzi. Il piaccia o non piaccia è riferito allo stato delle cose così come sono attualmente. È solo una constatazione, non una rassegnazione. Domani potrebbero essere diverse. Ma il mondo ideale non esiste , se non nelle favole ( e parla una che vive nel mondo delle favole perché non si adatta alle brutture di quello reale ) , e si devono fare i conti, in tutti i sensi , con la realtà. Chi fuma e chi beve danneggia innanzitutto se stesso e solo secondariamente gli altri ( un discorso a parte meriterebbero quelli che guidano sbronzi e ammazzano i ragazzini per strada in bicicletta….) Ma mi chiedo e senza alcuna retorica davvero se una persona sa che fumare fa male sul serio ( e si parla di tumori, non di influenza ) possibile che non gli venga voglia di smettere ?
    Comunque non ti deve spaventare il fatto che alcune cose di noi possano essere dannose per la società : ciascuno di noi è a volte utile e a volte dannoso per gli altri. La cosa importante è cercare di esser più utili che dannosi. E tu con il tuo blog sai a quanti potresti essere utile se decidessi di non fumare più e di fare un altro post contro il fumo ?
    Ora credo sia arrivato il momento di non tediarti più con questo argomento.
    Comunque pensaci. Potresti davvero fare qualcosa di grande.

    Ciao

    Elisa

  45. Lara Manni Says:

    Amianto: 4000 morti l’anno.
    Alcol: 20.000 morti l’anno
    Sedentarietà: 75.000 morti l’anno-
    Fumo: 80.000 morti l’anno
    Obesità: 70.000 morti l’anno
    Inquinamento: 8200 decessi l’anno solo nelle 13 città italiane più grandi.

    Possiamo aggiungere le malattie da aria condizionata (in aumento: bronchiti, polmoniti, patologie respiratorie). L’incremento delle allergie da conservanti. Le leucemie (IN AUMENTO) riscontrate sotto il trasmettitore di Radio Vaticana, a Roma.
    Sono dati riferiti all’Italia, Elisa. E li conosci, visto che fai parte di un’associazione di patologi. Dati dove, in alcuni casi, esistono dei responsabili: amianto, inquinamento, leucemie. Che vanno puniti. Altri (fumo, obesità, alcol) dove entra in gioco la responsabilità PERSONALE.
    A me, sono sincera, fai un po’ paura. Mi fanno paura gli ammonimenti predicatori. Ti assicuro che non ho alcuna intenzione (e se avessi avuto la pazienza di leggere i commenti, te ne saresti accorta) di fare proseliti. Ho parlato di me, del fatto che non impongo a nessuno il mio fumo, ma che rivendico la possibilità di fumare negli spazi liberi o a casa mia).
    Non credo che farei qualcosa di grande predicando contro il fumo. Ognuno di noi può fare qualcosa di grande se smette di pensare che le cose non cambiano: il diritto all’assistenza sanitaria va salvaguardato dai tagli, per esempio. Così come il diritto all’istruzione. Poi c’è la responsabilità individuale: che è un’altra cosa. E la rivendico. Così come rivendico il diritto di poter, eventualmente, disporre di quando e come la mia vita possa terminare.

  46. Elisa Says:

    Lara non mi permetto mai di fare ammonimenti a nessuno e per nessun motivo. Sul pulpito mi ci trovo male. Non è il mio posto.
    Tu, come tutti, sei libera di vivere come credi e hai tutto il diritto di fumare, bere , mangiare, etc…..
    Il mio era solo un invito da parte di chi ha visto morire tante persone ad un’altra che essendo nota a molti potrebbe influenzare positivamente , sul tema ( il fumo) , l’opinione di tanti.
    E quanto al fare qualcosa di grande , sicuramente lo hai già fatto, almeno una volta, con Autori per il Giappone.

    Quindi non sottovalutarti !!!

    Ciao

    Elisa

  47. Lara Manni Says:

    Elisa: semplicemente, non direi mai a qualcun’altro – adulto, informato, cosciente – cosa fare o non fare di se stesso. Tutto qui.

    • Elisa Says:

      Io non dico a nessuno quello che deve fare di se stesso Lara. Esprimo solo la mia opinione su un certo argomento. Poi uno puo’ farne quello che vuole, anche buttarla nel wc.
      Se ti sei sentita offesa da quello che ho detto, sappi che non era certo mia intenzione farlo. E mi dispiace, perchè l’intento, invece, era esattamente il contrario.
      Forse perchè non sono abbastanza adulta, abbastanza informata, abbastanza cosciente su tutto ciò che c’è al mondo, a me , invece , interessa quello che gli altri hanno da dirmi . Perchè imparo sempre qualcosa.
      Dalla tua risposta , per esempio, ho imparato che non è così per tutti.

  48. Lara Manni Says:

    Ma non sono offesa. Un po’ turbata, questo sì 🙂

  49. Elisa Says:

    Lo so che a volte sono un po’ dura e entro a gamba tesa negli argomenti che mi appassionano. Questo è uno dei miei ( tanti ) difetti. In parte è per carattere e in parte per le esperienze lavorative che ho vissuto che definire “dure” è un eufemismo.
    Spero però che tu non me ne voglia, perchè nelle mie parole non c’è mai stata intenzione nè di offenderti nè di turbarti in alcun modo.
    Comunque questo è il tuo blog e sei tu la padrona di casa : quindi non è mia intenzione intervenirvi piu’ se la cosa non ti è gradita.

  50. Lara Manni Says:

    Elisa, io non ho mai detto a nessuno di non commentare, ma scherzi? Semplicemente, mi sembra che stiamo facendo due discorsi diversi: tu vorresti da me che io diventassi una testimonial anti-fumo, mentre io ho scritto un post sull’ossessione anti-fumo. Tutto qui 🙂

  51. Ale Says:

    Comunque un grazie a Elisa lo volevo lasciare perché ha detto esattamente le cose che volevo scrivere io ma che son troppo pigro per articolare. E complimenti a entrambe per la civiltà della discussione.

  52. Elisa Says:

    Un grazie a te Ale per l’apprezzamento e a Lara per la sua disponibilità.
    Bella discussione davvero.

    Alla prossima allora.

    Ciao a tutti

  53. G.L. Says:

    Grazie a Elisa (e ad Ale) per il confronto.

    Elisa: Non sei stata “dura”. Se lo fossi stata ti avrei già mandata a quel paese, credimi 🙂

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