La notte di San Lorenzo e il fantastico

Il 22 luglio 1944 il Comando tedesco riunisce la popolazione di San Miniato nel Duomo. Sono le dieci del mattino. Il portone della chiesa viene serrato. Si apre il fuoco. Poi, il Duomo esplode. Muoiono in 55.
L’Italia della Seconda guerra mondiale è un’Italia fatta di tante stragi. In Sopdet ne ho raccontata una, quella di Meina. Ma quando scrivevo il libro ho cercato di documentarmi il più possibile sulle altre. Anche attraverso film. Ecco, uno dei film più belli che ho visto in rete è La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani. Racconta proprio quella strage.  Ma lo fa con il linguaggio delle fiabe. A suo modo, è un film “fantastico”: perchè i fatti reali sfumano nella visione. Cito solo una scena: una bambina di sei anni in un campo di grano assiste al reciproco massacro tra fascisti e partigiani. Un vecchio, lo stesso che le recitava i versi di Omero, viene ucciso da una camicia nera. La bambina, nel terrore, “vede” un antico esercito sorgere dal grano e vendicarlo. Per me, questo è raccontare.

 

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35 Risposte to “La notte di San Lorenzo e il fantastico”

  1. GL Says:

    Se ce la fai, guarda questo film. http://www.youtube.com/watch?v=L-Ro0SZf438&feature=related

  2. Lara Manni Says:

    Lo voglio!

  3. spiritodelsilenzio Says:

    Il film non lo conosco ma lo vedro’.

  4. Lara Manni Says:

    Merita davvero tanto. Quando lo vedrai, ti renderai conto come lo spirito (appunto!) di quel film abbia influenzato Sopdet.

  5. GL Says:

    Su Youtube c’è a pezzi sottotitolato in spagnolo (se non erro) ma tanto parlano pochissimo!

  6. Lara Manni Says:

    Perfetto, lo vedrò sicuramente!

  7. stefania Says:

    Ho visto la notte di San lorenzo da piccolissima, cosa che io adesso non farei mai con i miei bambini. però mi rimase impressa la scena in cui dal campo di grano emergevano gli opliti greci, e la morte del soldato, trafitto da mille pallottole che si trasformava in un oplita trafitto da decine di lance. E poi la notte, le stelle e il senso di attesa che pervade tutto il film, la luce e il calore del sole… la morte che devasta la cattedrale, il figlio mai nato che segna il padre che morirà sulle montagne. Sì, questo film è a tratti onirico, a tratti pieno di disperazione. Non sono più riuscita a vederlo, da allora. Forse questa è la volta buona che lo cerco e lo rivedo… da adulta.

  8. Lara Manni Says:

    E’ un film che insegna l’arte del narrare. A tutti noi. Riguardalo!

    • stefania Says:

      ricordo che inizia proprio così, con la madre che chiede la forza di narrare al proprio figlio ciò che accadde molti anni prima, nella notte di San Lorenzo di molti molti anni prima. Commovente.

    • Mario Says:

      Da un punto di vista narrativo è un capolavoro niente da dire. Peccato che la storia non sia andata così. Il padre dei registi fu tra coloro che contribui a scrivere la falsa verita e per questo il film vale solo come tentativo di falsificazione della memoria collettiva, da mostrare e diffondere come modello di inteligenza usata per fini propagandistici.

      • Lara Manni Says:

        Ovvero? Perdonami, Mario, ma sono interessata a capire. In che senso venne falsificata la strage di San Miniato?

      • Mario Says:

        cè un libro che si intitola 1944 San Miniato scritto da Paolo Paoletti. cè il fascicolo scritto da biscarini e lastraioli che si intitola La prova. questi due si basano su documenti conservati presso gli archivi dell’esercito di washinghtm e su perizie tecniche fatte da ufficiali dell’esercito italiano. poi cè anche la sentenza del tribunale militare di la spezia.

    • Mario Says:

      E’ stato appurato che lesplosione fu causata da un proiettile americano che per errore entro nella cattedrale da una finestra.
      Nella prima commissione d’inchiesta fu ipotizzata una bomba tedesca nascosta. Pero sul pavimento non ci sono tracce di esplosioni come si puo vedere da numerose fotografie. Successivamente fu ipotizzato un fumogeno americano e un proiettile tedesco che esplosero simultaneamente. La verita e che la verita nessuno l’ha mai cercata. Nemmeno i partigiani testimoni a distanza ebbero il coraggio di dire realmente cosa avevano visto. Per fortuna nel giornale di guerra americano qualcosa fu detto. Infatti viste le perizie degli ultimi 15 anni e le prove portate il tribunale militare di La Spezia ha archiviato il procedimento contro i militari tedeschi, rei di molti crimini ma non della strage del Duomo di San Miniato. Il padre dei Taviani era nella prima commissione d’inchiesta.
      Nel film c’e una scena in cui un uomo chiede ad un fascista se fa bene ad andare in Duomo. il fascista risponde che di questi tempi non si sa se si fa bene o si fa male. La situazione subito dopo il passaggio del fronte non doveva essere diversa. E qualcuno pensò di fare bene come ha fatto cioè incolpare i tedeschi per salvare la faccia agli americani liberatori che oltre alla strage del duomo combinarono diverse altre cose.
      Il film dei taviani cinematogaficamente parlando è un capolavoro. Da un punto di vista storico è una patacca.

      • Lara Manni Says:

        Mario, da chi è stato appurato? Quali sono le fonti? Non per provocazione, ma per semplice curiosità.

      • Mario Says:

        E stato accertato dal Tribunale Militare di La Spezia con decreto di archiviazione N. 262/96/R.IGNOTI del 20 aprile 2002.

      • Mario Says:

        Va bene come fonte? O vogliamo ancora stare a fare l’elogio ad un capolavoro di comunicazione al soldo della propaganda politica?
        E’ un caso che il padre dei due registi era all’interno della prima commissione d’inchiesta, nominata dal Comune di San MIniato che appurò la falsa-verità?

  9. Lara Manni Says:

    E’ un racconto nel senso pieno della parola, insieme nitido, fedele e visionario. Per me ha significato molto.

  10. Giobix Says:

    La notte di San Lorenzo ho avuto la fortuna di vederlo su grande schermo poco tempo fa(rassegna per i 150 dell’unità) e il campo di grano diventa quasi un personaggio.
    Ti segnalo pure questo che ha una bella contamizione tra guerra, commedia, e fantastico (si trova intero pure nei link a fianco;) http://www.youtube.com/watch?v=dow9SRj9A0g

  11. Lara Manni Says:

    Grazie Giobix, lo vedrò sicuramente! Su grande schermo dev’essere stato straordinario, tutta la sequenza del grano è da manuale. E la musica (non solo quella del campo di grano, che se non sbaglio è il Rex tremendae dal Requiem di Verdi), ma quella di Piovani è davvero bellissima.

  12. Giobix Says:

    Già, dimenticavo le musica! è continua e anche martellante su certe parti, lo spiegava l’attore che l’ha presentato (omero antonutti, il vecchio patriarca) è un film “musicale”.

  13. Lara Manni Says:

    Galvano. Meraviglioso.

  14. ziadada Says:

    Mentre recupero i film citati, mi permetto anch’io di segnalarne uno 🙂
    E’ “The sun also rises” di Jiang Wen: un racconto fiabesco, visivamente ricchissimo e decisamente onirico, che trasfigura, tra le tante altre cose, la rivoluzione culturale cinese, la sua sessuofobia, il confino degli intellettuali.
    Lo segnalo anche per una frase (per me) straordinaria, che si riferisce ovviamente alla sequenza in cui è collocata ma si applica meravigliosamente anche a tutto il film con la sua bellezza e complessità:
    “Anche se non l’hai capito, non puoi dire di non averlo visto”
    🙂

  15. Lara Manni Says:

    Recupero anche questo, ziadada. E, a proposito, il film del tuo avatar è anche molto, molto raccomandabile.

  16. Lara Manni Says:

    Mario, un decreto di archiviazione, mi scusi, non è sufficiente come fonte.

  17. Mario Says:

    Non è sufficiente? E’ un atto pubblico!
    Siccome era stato aperto un procedimento contro “ignoti militari tedeschi” nelle motivazioni del decreto di archiviazione si afferma che non sono stati ignoti tedeschi bensi un proiettile proveniente dalle linee delle truppe alleate.
    Quale fonte desidera?

  18. Lara Manni Says:

    Quella di più storici, non di un commentatore di parte.

  19. Mario Says:

    Io quindi sarei un commentatore di parte?
    Il Tribunale Militare di La Spezia è di parte?

  20. Mario Says:

    Oppure sono i fratelli Taviani di parte?
    Io ho un’unica parte: la verità, qualunqur essa sia.

  21. Mario Says:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_del_Duomo_di_San_Miniato
    In fondo alla pagina ci sono anche i riferimenti bibliografici.
    Prima del 1995 si trovano solo pubblicazioni con la falsa-verità.

  22. daniela@nuovoweb.com Says:

    Mi sfugge un punto: La notte di San Lorenzo è un film del 1982. A quella data, la versione corrente e largamente condivisa dei fatti era quella cui fa riferimento anche il film. Il quale film, poi, sottolineo, non è un documentario ma un’opera poetica. Non vedo come una diversa ricostruzione della realtà storica, affermatasi definitivamente più di vent’anni dopo, possa in qualche modo togliere retroattivamente valore artistico al film. Il quale valore artistcio e simbolico, ritengo fosse l’oggetto del post.

  23. Lara Manni Says:

    Appunto. Grazie Daniela.
    Quanto al “di parte”: l’idea che esistano commentatori che googlano cercando blog dove intervenire su un unico punto, prescindendo dal contesto e prescindendo dalla discussione, mi respinge. Limite mio, certo. Mi riservo di cercare altre fonti e altra documentazione, per mio interesse personale: che nulla toglie alla bellezza del film. Chiusa qui.

  24. Mario Says:

    Dimenticate cosa ho scritto nel mio primo commento e di come si sia sviluppata la discusione. Sentitevi respinte cosi come respingete la verita. Cioè che i Taviani probabilmente conoscevano molto bene i fatti. In questo caso il fine è stato giustificato dal mezzo?

  25. G.L. Says:

    La verità giudiziaria non sempre è verità storica. Continuare a battere sullo stesso tasto dopo che si è fatto chiaramente capire come la si pensa sa di invadenza.

  26. Mario Says:

    “La verità giudiziaria non sempre è verità storica.” Infatti è quello che è accaduto dal 1944 al 1995 circa. Grazie per i modi gentili con i quali fate capire a chi la pensa diversamente che non merita di essere ascoltato.

  27. Giobix Says:

    I Taviani volevano dare tutta la colpa ai poveri nazifascisti, sempre ingiustamente bistrattati dalla storia, e solo per questo hanno fatto il film.
    Brutti felloni che non sono altro, echeccazzo!

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