Through the darkness of future past

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27 Risposte to “Through the darkness of future past”

  1. Martina Says:

    Twin Peaks!!!!!!! ç_ç Che ricordi!
    (welcome back Manni)

  2. FrancescoFalconi Says:

    quanti ricordi…

  3. Lara Manni Says:

    E che serie!

  4. Diana Says:

    hell yeah!

  5. Matteo Mazzuca Says:

    A me manca. In compenso ho passato due serate intense con Mulholland Drive e INLAND EMPIRE.

    (Non è che qualcuno può schiarirmi un po’ le idee, in merito?)

  6. Lara Manni Says:

    Su Twin Peaks? Complicato da riassumere in un commento. Parte come un giallo e diventa un abisso. Forse, un giorno, ci dedicherò un vero e proprio post.

  7. Matteo Mazzuca Says:

    No, no. Su Twin Peaks farò domande solo dopo averlo visto. Mi riferivo agli ultimi due film di Lynch (e neanche quelli sono riassumibili in un commento, temo).

  8. Lara Manni Says:

    Confesso la mia ignoranza e chiedo scusa: non li ho visti e rimedierò. Twin Peaks è stata una delle mie grandi passioni, invece: forse non ho più provato tanta fascinazione per una serie televisiva.

  9. Matteo Mazzuca Says:

    E che c’è da scusarsi? 🙂
    Comunque poi facci sapere che cosa ne pensi. Mulholland Drive nasce come serie tv, tra l’altro, poi abortita perché troppo complessa secondo la produzione. Da qui, il film.
    Ah, a questo punto attendo anche (soprattutto) il post su Twin Peaks.

  10. Fabrizio Valenza Says:

    Twin Peaks è una meraviglia. Da lì parte una curva che, attraverso X-Files, arriva fino a Lost. Tre bellissime serie, molto criticate ma tutte e tre “abissali”.

  11. Lara Manni Says:

    Sono le serie che hanno aperto il famigerato “varco fra i mondi”, più o meno esplicitamente. X-Files era un’altra delle mie droghe. Lost è intellettualmente ancora più sofisticato.

  12. Fabrizio Valenza Says:

    Sì. Con queste serie la televisione acquista la stessa profondità della narrazione scritta, capace di non esaurire le sue possibilità di lettura.

  13. Lara Manni Says:

    Diciamo pure che sono in grado di influenzare la narrazione scritta, almeno secondo me. Dimostrano quel che sta già avvenendo – anche se ancora con scarsa percezione all’interno – nel mondo letterario: i confini fra i generi stanno crollando. Ne discutevo poco fa con critici e scrittori esterni al mondo del fantastico: l’idea degli steccati fra romanzo storico, horror, fantasy, fantascienza eccetera è vacillante e in moltissimi casi già superata. Naturalmente, il mondo editoriale ci arriverà in ritardo. Ma, tornando al già molto citato Tullio Avoledo, o a Chiara Palazzolo, nei loro romanzi il superamento è già, per fortuna, avvenuto. Twin Peaks lo aveva presagito con molti anni d’anticipo.

  14. Fabrizio Valenza Says:

    Vero, anche se faccio fatica a immaginare la praticità di un totale abbattimento degli steccati. Nel senso che un autore scrive (quasi sempre) senza pensare a un genere ben specifico, soprattutto se sono la storia o i protagonisti a condurlo, mentre a un editore e a un libraio il genere serve, devono sapere su quale scaffale andrà il libro.
    Credo che il cammino sia soprattutto degli autori, che devono ancora sviluppare la mentalità di scrivere per la storia e per i personaggi, anziché per gli editori che devono vendere. Soprattutto nel mondo della narrativa fantastica vedo che ci sono ancora grandi problemi, a tal riguardo. Molti scrittori scrivono per rispondere a una determinata esigenza di collocazione (e di vendita): più che legittimo, ma credo sia una pratica che rende più difficile l’abbattimento degli steccati.
    Che ne pensi?

  15. Lara Manni Says:

    Penso che sarebbe cosa buona, a parere mio almeno, scrivere per la storia che si sta scrivendo. Leggendo i giornali, oggi, noto che al terzo posto dei libri più venduti c’è “Le luci di settembre” di Zafón. Che viene venduto e probabilmente letto come un mainstream “popolare” e che è un “gotico”. Penso che, mantenendo il fantastico dentro lo steccato, si perdano delle possibilità, e non solo di vendita. Dopo di che, resto nonostante tutto fiduciosa (qualche giorno fa avrei detto ottimista, ma non è tempo di ottimismo): l’attenzione al fantastico, in Italia, è relativamente giovane. C’è tutto il tempo per maturare.

  16. Fabrizio Valenza Says:

    Sono perfettamente d’accordo. Però ti faccio una domanda, giusto per capire come la pensano altri scrittori di fantastico: tu riusciresti a parlare dei tuoi romanzi senza ricorrere a categorie di genere appartenenti al fantastico?

  17. Lara Manni Says:

    Sì, o almeno credo di sì. Per me non è importante l’aspetto soprannaturale in sè, ma il modo in cui si intreccia con il nostro mondo.

  18. Fabrizio Valenza Says:

    Mhm… mi costringi a una riflessione. Grazie.

  19. Lara Manni Says:

    Per così poco? 🙂

  20. Giobix Says:

    Che genere fa Lansdale?…tutti? 🙂 tempo fa è uscito “Londra tra le fiamme” che è stato presentato come steampunk, ora esce “Cielo di Sabbia” e si parla di narrativa classica americana. Di sicuro è un grande storyteller.

  21. Lara Manni Says:

    Per esempio 🙂
    Vogliamo parlare del signor McCarthy?

  22. Giobix Says:

    Di McCarthy me ne parlano tutti, ma devo ancora leggerlo 🙂 In La strada ho adocchiato che c’è una specie di Itto Ogami in un mondo apocalittico, questo mi fa ricordare Il Tempo dei Lupi, film autorale fantastico di Haneke (niente di facile) e La fine del Mondo storto di Corona, che però sconsiglio. Poteva essere romanzo apocalittico con un punto di vista originalissimo, invece sembra abbia pubblicato il taccuino degli appunti 😦

  23. Lara Manni Says:

    Se accetti un consiglio, non leggere solo “La strada”. Ma anche “La trilogia della frontiera” e “Meridiano di sangue”. Meritano davvero molto. Corona devo ancora leggerlo, me lo consigliano in parecchi e altrettanti me lo sconsigliano. Dunque, dovrò leggerlo. 🙂

  24. Giobix Says:

    Accetto tutto 🙂 Corona consiglio L’ombra del bastone, sobrio e gotico viaggio nell’abisso nero del protagonista, poi Storia di Neve, seguito che allarga la visuale alla comunità e sbraca nell’horror più sgangherato.
    Ti dirò che in Sopdet c’è l’episodio della vecchia Ghita, e lì hai pescato nello stesso immaginario in cui pesca Corona.
    Ah, twin Peaks è un gran bel deja vu 🙂

  25. Lara Manni Says:

    Segno. Sai che Ghita è una miscellanea geografica? 🙂 La leggenda della panca è siciliana, in realtà: ma era troppo bella per non usarla.

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