Non sei mai al di sopra del sesso, diceva Roth

Il sesso, dunque. Bestiaccia nera degli scrittori, perchè nulla è più difficile da mostrare, raccontare, restituire.
Naturalmente in Twin Peaks non c’è sesso mostrato: eppure, la serie rimanda continuamente al medesimo. Non solo perchè, quando si parla di piccole città, l’ingrediente è indispensabile, da Peyton Place in poi: ma perchè, in quel caso, l’allusione ai segreti e alle trasgressioni dei personaggi costituisce un altro dei varchi fra il noto e l’indicibile.
Non so se sia l’elettricità lynchiana ad aver influenzato Stephen King: sta di fatto che nell’abitualmente sobria produzione del medesimo (le scene di sesso ci sono sempre state, ma descritte piuttosto rapidamente e virate al malinconico o all’inquietante) si inserisce uno degli episodi più torridi fin qui affrontati. Parlo del sogno di Mike Noonan in Mucchio d’ossa: un sogno sensualissimo e malato dove si trova a desiderare tre donne, di cui due morte, e che per numerose, fittissime pagine intreccia orrore, dolore ed eccitazione crescente. Mucchio d’ossa, peraltro, è uno dei romanzi dove King si interroga a lungo sul desiderio maschile. Solo un esempio:
“Per gli uomini, credo, l’amore è costituito in parti uguali da cupidigia e stupore. Lo stupore è una parte che le donne capiscono. La cupidigia è la parte che credono solo di capire. Poche, forse una su venti, ha idea di che cosa sia veramente e da quale profondità sia originata. Per i loro sonni e la loro pace interiore probabilmente è meglio così. E non sto alludendo alla cupidigia dei satiri, dei violentatori e molestatori; sto parlando della cupidigia di impiegati e presidi”.
Qui, come in Lynch, il “genere” è già sparito da un pezzo.

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16 Risposte to “Non sei mai al di sopra del sesso, diceva Roth”

  1. luigi milani Says:

    Mi consenti un’affermazione che potrebbe scatenare gli strali di molti fan di Lynch? Ecco, credo che quest’ultimo sia largamente sopravvalutato. S. King al contrario è davvero “The King” (da non confondersi con l’altro King, il mitico Jack Kirby…).

  2. Ale Says:

    Il problema di Lynch può essere in soldoni ricondotto a quello di Fellini. Entrambi talenti dell’onirismo visionario ossessionati però da loro fissazioni umbilicali, dall’immaginismo catto-ciccionico del Federico alle perversioni psico-sessuali del David. Per esempio, Inland Empire, a momenti di pura, inquietantissima abissalità si mescolano brani sinceramente imbarazzanti e prolissi. Non negando il genio di Lynch, trovo molti più labirinti nella sensorialità esplosa di Michael Mann, per dire.

  3. Giovanni Arduino Says:

    Non per niente, e questo lo racconta lo stesso King, Ramsey Campbell – o forse Peter Straub, ora non ricordo esattamente e dovrei aprirmi un varco tra gli strati di tomoni tipo geologo per scovare la fonte precisa- amava prenderlo bonariamente in giro con frasi del tipo “Stevie non ho ancora scoperto il sesso”, nonostante lui mostrasse orgoglioso la prole a riprova del contrario. Piccolo aneddoto sciocco, però sull’influenza di Twin Peaks non saprei. David Lynch in più interviste (ne ricordo una molto bella durante un vecchio Festival di Cannes, con il regista rosso come una pummarola per una domanda appena osé) ha sempre svicolato se si parlava di sesso, quando Eraserhead è pieno zeppo di riferimenti, metafore e paure (malattia, contagio, morte e perdita del sé, soprattutto) a questo legate. Insomma, il sesso come “cosa sporca”, non come piacere o gioco (pure in Velluto blu, ad esempio, e magari anche nell’ultimo Stephen King, why not, ma qui avrei bisogno di tre altri post come minimo ;).

    @ Luigi: David Lynch non è sopravvalutato o sottovalutato, imho. David Lynch è un archetipo, in *tutti* i sensi del termine (vedi voce dello Zingarelli, se ti va di compusarlo 😉 A rischio di essere tautologici, David Lynch è David Lynch.

    E buona tarda mattinata, Lara! 😀

  4. Giovanni Arduino Says:

    Sorry per i refusi Tastiera maledetta.

  5. Mele Says:

    E pensare che una volta quella “cupidigia” era roba da donne.
    (Un flash del liceo sulle baccanti, eh, nulla di che.)

  6. Lara Manni Says:

    Tre post, Giovanni! Magari. Ma infatti, in Mucchio d’ossa il sesso “è” una cosa sporca. Mike non avrà mai un rapporto sessuale con Mattie, pur desiderandolo. Nè il sesso coniugale con la moglie – che viene rievocato in modo “kinghiano” – è paragonabile con il fascinoso, perverso erotismo di quel sogno. L’aneddoto è delizioso, non lo conoscevo 🙂
    Quanto a Lynch: per me, soprattutto Twin Peaks ha modificato profondamente non solo l’idea di serial televisivo. Ma anche l’idea di genere, che è quel che affascina me. 🙂 Ma ci torno, eh.

  7. Giovanni Arduino Says:

    “Stevie non *ha* ancora scoperto il sesso”.
    “Compu*l*sarlo”.

    E già che ci sono, giusto per non inviare un post striminzito, Richard Kelly (quello di Donnie Darko, ma anche dei tanto malcagati Southland Tales e The Box) *e* David Lynch *e* Stephen King? Qui sì che ci sarebbe materiale per… per tutto. Tra l’altro, Kelly ha più volte dichiarato (vedi The Donnie Darko Book della Faber) di essere un grandissimo fan di King e Lynch – e pure di Pynchon, Camus e Kubrick, vabbe’.

  8. Giovanni Arduino Says:

    Imho Twin Peaks è una soap opera che accoglie e assieme rifiuta e distorce (fino all’autoparodia) gli elementi del genere e del formato. E come soap opera l’astuto Lynch l’aveva venduta ai finanziatori, forte anche dell’appoggio di un solido sceneggiatore come Mark Frost (quello di Hill Street giorno e notte e autore di almeno un interessantissimo romanzo anni Novanta, La congiura dei sette; anche su di lui bisognerebbe tornare, mannaggia!).

  9. Lara Manni Says:

    Donnie Darko….accidenti Giovanni! E hai proprio ragione. Su Camus, alzo la mano e mi prenoto. C’entra, eccome…
    Sulla soap opera: anche qui, l’astuto DL usa i canoni e li stravolge. Della serie, nulla sarà mai più come prima.

  10. Ale Says:

    L’adorabile Donnie Darko è un Lynch light, sì.

  11. Giovanni Arduino Says:

    @ Ale: Teen Lynch? 😉
    Beh, qualche recensore americano in effetti descrisse Donnie Darko come un incrocio tra David Lynch e il sempre compianto John Hughes – altro “ribaltatore” dei generi, in questo caso all’interno della commedia (giovanilistica?). Esempio massimo: Una pazza giornata di vacanza.

  12. Ale Says:

    Perché no. L’Eighties Flavour fa molto Hughes, col suo tocco new wave virato al dark.

  13. Lara Manni Says:

    Stasera qui si rivede Donnie Darko.

  14. Ale Says:

    Under the mily way tonight…

  15. Ale Says:

    (milky)

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