In tenebris metuunt

Ps. Avere paura del crac. Avere paura del punto di crisi. Aspettare la crisi come momento di purificazione. O nulla di tutto questo. E’ pertinente con la letteratura fantastica? Forse sì.

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16 Risposte to “In tenebris metuunt”

  1. G.L. Says:

    🙂

  2. Lara Manni Says:

    E ride lui 🙂

  3. In_mezzo_alla_segale Says:

    O propiziarla, per fare tabula rasa e avere una seconda opportunità?

  4. Lara Manni Says:

    Dipende da quello che accade in quella tabula rasa…
    Consiglio un link:
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=4655#more-4655

  5. G.L. Says:

    Certo che rido!

  6. Giorgio Sperti Says:

    Fuor di polemica, ma se penso alle persone (tutte le persone) non vedo che cosa ci sia da ridere.

  7. Lara Manni Says:

    Non voglio essere io a interpretare quel che intendeva GL, Giorgio. Certamente il dolore e la rabbia dei truffati non sono AFFATTO motivo di risa: se ho postato il trailer del film sul crac Parmalat c’è, evidentemente, un motivo. E riguarda la possibilità della narrativa fantastica di raccontare i punti di crisi, piccoli e grandi, della storia.
    Il “riso” riguarda, semmai, chi crede che questo non sia possibile, e che sia inutile e snob occuparsene.
    Spero di aver chiarito i tuoi dubbi, ti ringrazio.

  8. G.L. Says:

    (nota a piè pagina di GL)

    Il riso del commento delle 8 e 27, reiterato alle 8 e 56, era da intendersi nei confronti di coloro i quali non credono che la letteratura fantastica possa occuparsi di tali temi.

    D’altronde è anche vero che nello stivale sono pochi i libri “fantastici” (intesi come genere e non come aggettivo) che provano a rendere le narrazioni “adulte”. Una di queste opere è in corso di pubblicazione: una trilogia intitolata “Wunderkind” che proprio di economia parla. Firmata da tale D’Andrea GL.

    Il suo autore, quindi, ritiene che il post di Lara, la sua “provocazione” (peraltro sana e garbata) con il video sul crac Parmalat sia segno di grande idealismo. Non solo. Si tratta di uno spin-of di innumerevoli conversazioni che i due (GL e Lara) hanno avuto telefonicamente, di persona o via mail. Tutto ciò ha fatto sorgere in lui (nel GL ridente) il desiderio di esprimere complicità/ammirazione e tocco di sano divertimento alle spalle di quelli che “quella è roba da bambini”, con un emoticon dal significato di “risata”.

    Ora.

    Questa risata è stata fraintesa, intendendo quindi una risata nei confronti dei truffati Parmalat. La presente nota è atta quindi a smentire tale interpretazione. Inoltre, tale nota non ha tono “polemico” e/o “maleducato” e/o “offensivo” vuole solo essere una chiosa al: 🙂

    Larù: prossima volta il commento te lo mando via sms.

  9. Marco85 Says:

    Parmalat? Uno dei casi che ha fatto inca…re la gente più di tutti, direi.

  10. Lara Manni Says:

    Appunto.

  11. Giorgio Sperti Says:

    Ok G.L., grazie per la precisazione.

  12. Lara Manni Says:

    Err…e uno “scusate per l’equivoco”, Giorgio, no? Personalmente, non amo che si entri a gamba tesa nelle discussioni. Anche quando lo si fa in buona fede. Tanto per. Ad ogni modo, se hai contributi costruttivi da dare sulla vicenda Parmalat, sarò lietissima di ascoltarli.

  13. Giovanni Arduino Says:

    Nei momenti di difficoltà o cambiamento o rivoluzione (politica, economica, sociale, eccetera eccetera), i mostri saltano fuori. A tale proposito si potrebbe citare di tutto e di più (e il richiamo al crac Parmalat fa, appunto, paura, ma purtroppo non è fuori luogo), però imho varrebbe la pena di dare un’occhiata ai tomi di David Skal, The Monster Show in particolare, pubblicato nel 1998 da Baldini & Castoldi e ormai reperibile solo su qualche bancarella dell’usato, a essere fortunati (altre edizioni in lingua inglese, tra l’atro aggiornate, si trovano facilissimamente su Amazon et similia).

    Da una vecchia recensione del Publishers Weekly: “Skal (Hollywood Gothic) considers the archetypes depicted in Dracula , Frankenstein , Dr. Jekyll and Mr. Hyde and Tod Browning’s Freaks as responses to the Great Depression that contained metaphors of class warfare. Scientific sadism in films of the 1940s drew on partial knowledge of the Third Reich, he argues, while movie monsters of the ’50s personified Bomb-bred mutants or Cold War brainwashers. Skal links 1960s films’ anxiety about sex and reproduction to the introduction of the Pill and Thalidomide, and suggests that horror flicks of the ’70s and ’80s show signs of the post-traumatic stress syndrome suffered by many Vietnam veterans…”

    Il nostro a volte esagera e talora spara ovvietà a raffica, però…

    E buonasera, Lara! 😀

  14. Lara Manni Says:

    E buonasera, Giovanni. Vado in cerca di Skal.
    (e, sì, la correlazione c’è, eccome)

  15. Giorgio Sperti Says:

    Ellapeppa, mica vengo da Massacri Fantasy 😉
    Semplicemente l’aver letto il link all’articolo dei Wu Ming mi ha fatto considerare il tutto sotto una luce sbagliata (framing, come dice la Lippa).

  16. Lara Manni Says:

    Ora è più chiaro 🙂

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