Roba da uomini

Piove, la riscrittura di Tanit prosegue, la rilettura di Dan Simmons anche (L’estate della paura, naturalmente). Considerazione del mattino: difficile parlare di rapporti fra maschile e femminile all’interno della narrativa di genere. E’ quello che – anche – mi interessa, ma ogni volta che si fa, c’è sempre qualcuno che bolla la faccenda come “romance”. Specie se chi scrive è una donna. Non nuovo, già sentito. Ma non scalfibile.

Annunci

Tag:

10 Risposte to “Roba da uomini”

  1. Paolo E. Says:

    “Nel bosco di Aus” di Chiara Palazzolo. Consigliato dalla padrona di casa, e si parla di fantastico e repporti umani.

    A proposito: leggere di relazioni extraconiugali e sapere che descrivono perfettamente il vero fa nascere l’inquisitore Eymerich che è in me. Un genitore con figli piccoli che pecca di adulterio è da lettera scarlatta. A dir poco.

  2. Lara Manni Says:

    Ma infatti, Paolo, “Nel bosco di Aus” è uno splendido romanzo, e ce ne sono altri, scritti da donne (o da uomini) che parlano di fantastico e rapporti umani. La domanda resta: perchè i rapporti medesimi, almeno in molta parte, fanno inorridire il lettore di genere?

  3. Paolo E. Says:

    Penso di avertelo sentito dire molte volte: il problema è cancellare il concetto stesso di genere. Perchè purtroppo molti lettori che iniziano un libro “di fantasia” si aspettano di trovare un certo tipo di clichè (alla urania anni ’60, per intendersi). Ed il clichè non lascia spazio alla introspezione dei personaggi. Se poi (purtroppo) si parla di personaggi femminili o di rapporti umani, allora diventa un Hamony.

    Ma la prima equazione da confutare è fantastico=clichè con personaggi di cartone e solita storia più o meno rassicurante.

  4. Stefano Munafò Says:

    Il “genere” è solo una veste utile per il racconto e per il rapporto con il lettore. Non deve diventare un clichè. All’interno di ogni genere deve esistere sempre la libertà di chi scrive di stracciare la veste prescelta, quando è necessario per conferire un’anima ai personaggi inventati. Non sono uno scrittore, ritengo tuttavia che gli scrittori di genere debbano comportarsi in questo modo, per non scadere nella serialità priva di fascino e alla fine stucchevole.. Sono solo i lettori passivi, (come una parte degli spettatori televisivi) che preferiscono si racconti sempre ..la stessa storia con gli stessi linguaggi. La serialità vera è sempre fatta di un mix tra vecchio e nuovo, tra ripetizione e innovazione. La ripetizione senza l’innovazione porta all’usura e in definitiva poi alla morte di ogni racconto.

  5. M.T. Says:

    Sì, occorre staccarsi dai clichè.
    Ma la gente vuole cambiare?
    E’ questo il nucleo della questione.

  6. Lara Manni Says:

    Bisogna capire chi sia “la gente”, e quali siano le esigenze reali. Io sono d’accordissimo con quel che dice Stefano (benvenuto!) a proposito della vera serialità. Ripetere uno stereotipo con variante minima (il guerriero stregone invece del guerriero elfico, l’angelo invece del vampiro) significa, per me, accontentare sicuramente una porzione di purissimi e durissimi, ma non fare un solo un passo avanti.
    E’ vero, ripeto spesso questa domanda. Perché è qualcosa di cui non riesco a capacitarmi. E anche perchè – vogliamo pur dirlo, qualche volta? – gli stereotipi di cui sopra sono quasi sempre maschili. Con molte, meravigliose eccezioni, s’intende.

  7. Il solito Filippo Says:

    In generale tutta la letteratura fantastica tende a schivare tutto ciò che rientri nella sfera fisiologica (sangue, sputi e viscere a parte). I personaggi maschili non si nutrono, non si dissetano (semmai si inciuccano durante banchetti), non patiscono la fame, non sudano, non puzzano (ma emanano afrore ad alto tasso testosteronico e/o aromi di esotiche spezie) non fanno sesso (ma si avvinghiano con maschio ardore) ne espletano le loro funzioni fisiologiche (solo i deboli se la fanno addosso).
    I personaggi femminili tutto quello sopra, con in più il fatto che non hanno il ciclo.
    Farebbe piacere a volte una digressione nella sfera umana.

  8. Lara Manni Says:

    E’ quello che provo a fare, Filippo 🙂

  9. Il solito Filippo Says:

    Direi che ci riesci piuttosto bene. Potresti raggiungere la perfezione solo con un : “oggi no, ho mal di testa” pronunciato da Hyoutsuki.

  10. Lara Manni Says:

    Per carità, Filippo! Non in quel senso!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: