Silver, vai!

Un gruppo di bambini da una parte, un altro gruppo di bambini dall’altra. Nei due casi, una piccola città (il solito bastardo posto dove tutti si conoscono e dove l’orrore può annidarsi a proprio piacimento). Nei due casi, un’Entità che viene dal Male più antico e che è in grado di controllare gli abitanti: se non fisicamente, mentalmente. Nei due casi,  cose di forma incerta strisciano sotto il suolo. Nei due casi, le biciclette giocano un ruolo fondamentale, un bambino del gruppo vuole diventare scrittore, ci sarà una morte da vendicare.
Ora, cosa rende così diverso It di Stephen King da L’estate della paura di Dan Simmons?
A caldo, il fatto che i bambini di King sono molto verosimili, e quelli di Simmons sembrano piccoli adulti: ho ritrovato la noia, l’insicurezza e l’onnipotenza dell’infanzia solo nelle parti più “letterarie” (e molto belle, anche) del romanzo di Simmons. Al momento di passare all’azione finale, diventava difficile credere che i ragazzini avessero dodici anni, e non venticinque.
Questo per dire che raccontare l’infanzia è impresa durissima, per dire che ho finito, o quasi, le mie letture estive insieme con le mie vacanze (o quasi) e la seconda stesura di Tanit (o quasi).
E, questo è il senso ultimo del post, c’è sempre qualcosa che sfugge a chi scrive, anche quando si ha la brevissima illusione di poter controllare tutto.

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12 Risposte to “Silver, vai!”

  1. Giobix Says:

    Mi sono un po’ bloccato con l’estate della paura, in parte perchè ho notato quello che dici, e ho cercato di giustificarlo col fatto che Dan Simmons era un insegnante di bambini prodigio (tipo Duane). Però la sospensione della credulità va e viene ed è estremamente prolisso.
    Oltre a King, un’ottimo narratore di ragazzini è Lansdale (In fondo alla palude, la sottile linea scura).

  2. Lara Manni Says:

    Non so quanto influisca la traduzione: a ogni modo se superi le prime quaranta pagine le cose migliorano. Però, resta l’adultità dei bambini. Quoto per Lansdale. Anche Ellison, in alcuni racconti, è magnifico.

  3. Vale Says:

    La sottile linea scura è bellissimo.
    Niente da dire su King (scrive bene di vecchiaia, scrive benissimo di donne, scrive magnificamente di infanzia… qualcos’altro? XD)
    Dan Simmons non riesco proprio a leggerlo. Mi blocco. Mi bastano le prime frasi, è più forte di me 😦
    Infine, Tanit: Sono impazientissima!

  4. Lara Manni Says:

    Simmons richiede il superamento delle prime pagine, anzi, dei primi capitoli, poi prende il volo 🙂
    Devi pazientare sino a febbraio, penso. 🙂

  5. In_mezzo_alla_segale Says:

    E “Il corpo”? Quante volte ci si chiede se quelli sono bambini autentici o contenitori vuoti riempiti con i pensieri di un adulto? Assolutamente MAI. Bello da far male.

  6. Lara Manni Says:

    Ecco cosa mi manca. 🙂

  7. In_mezzo_alla_segale Says:

    Guardarsi nelle mutande pregando di non trovarci una sanguisuga; sai che non è possibile – sei sdraiato in un prato italiano, non stai attraversando una palude del New England –, eppure non riesci a escluderlo del tutto. Questo è l’effetto King, che per ora nessun altro ha raggiunto, né ci è andato vicino.

  8. Lara Manni Says:

    Vero 🙂 Il che dimostra che non è necessario essere scesi nei Barren per scrivere dei Barren e per leggere dei Barren. Ci pensavo ieri discutendo con una persona che sosteneva che solo gli esperti di determinati argomenti possono scriverne.

  9. In_mezzo_alla_segale Says:

    Falso. Anzi, l’esperto corre il grande rischio di perdersi in tecnicismi che annoiano e disturbano.
    C’è un’altra categoria che può scrivere degnamente di qualsiasi argomento: i ladri. I ladri di parole, i parassiti delle emozioni, gli incursori negli altrui territori.

    Ma. C’è un ma. Devi farlo alla grande, devi arrivare a provare tu stesso quello che stai tentando di rubare. Non devi restare in superficie, devi scendere nel gorgo e patire. Tanti ci provano, pochi ci riescono.

    Non sai cosa si prova a galleggiare nello spazio, attaccato a un cordone di sicurezza che tanta sicurezza non dà, con miliardi di stelle sopra sotto e intorno? Trova qualcuno che l’abbia fatto, offrigli un paio di birre e fatti raccontare, accendi la tua parte osmotica e succhia.

    Oppure leggi. Leggi robe buone, di prima mano, e cerca di ricondurlo a qualcosa che conosci. Se non ti sei perso nello spazio, avrai almeno smarrito la strada in un bosco, al calar del sole. Avrai pensato: “Non ho da coprirmi, né da mangiare, né da far luce. Come cazzo c’arrivo a mattina?”.
    Ingigantiscilo, esasperalo, portalo al limite. Con un po’ di fortuna può funzionare. Se ti va fatta bene, sarà lo stesso processo che innescherai nel lettore.

  10. Lara Manni Says:

    Gli scrittori, come diceva Ellison, sono ladri. Di vite e libri altrui. 🙂

  11. In_mezzo_alla_segale Says:

    Ladri e bugiardi. Mai fidarsi di uno scrittore.

  12. Lara Manni Says:

    Mai. 🙂

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