Refurtiva – 5

« Esistono due versioni del romanzo, ma io ho letto quella che contiene un capitolo in più solo dopo aver lavorato per molti mesi alla sceneggiatura. Sono rimasto sorpreso, perché non c’era alcun rapporto con lo stile satirico del resto del libro; credo che l’editore sia riuscito a convincere Burgess a chiudere con una nota di speranza, o qualcosa di simile. Sinceramente, quando ho letto quell’ultimo capitolo non potevo credere ai miei occhi. Alex esce di prigione e torna a casa. Uno dei ragazzi si sposa, l’altro sparisce, e alla fine Alex decide di diventare un adulto responsabile. »

(Stanley Kubrick)

Il romanzo è Un’arancia a orologeria di Anthony Burgess, il film di Kubrick è ovviamente Arancia meccanica – uso la traduzione italiana perchè mi interessa mantenere la differenziazione.  Il  mio debito è nei confronti di entrambe. Nei confronti di Burgess: per il Nadsat, per l’etica (non è il finale il punto: è la cura Ludovico), per aver scritto un distopian che ancora oggi non viene chiamato così. A Kubrick, gran violatore di romanzi, per la legge del contrasto fra azione e musica. Per esempio:

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22 Risposte to “Refurtiva – 5”

  1. Mele Says:

    Quando ero piccola questa cosa qua mi faceva morire dal ridere.

  2. Lara Manni Says:

    Davvero? Io l’ho visto intorno ai sedici anni ed è stato un bel pugno nello stomaco!

  3. Mele Says:

    Non mi ricordo quanti anni avessi (né perché lo stessi guardando. Essendo vietato ai minori di 14 probabilmente era in onda ben oltre l’ora della mia nanna.Però, come mi nascondevo in corridoio per vedere X-files, potrei averlo fatto anche quella volta.).
    Però, sì, quando ero piccola il massimo del sollazzo per me era vedere la gente torturata. Soprattutto con le scosse.
    Ero una piccola psicopatica.
    (Poi devo aver battuto la testa, visto che ora queste cose mi fanno orrore.)

  4. zauberei Says:

    Anche a me piace moltissimo quella roba li del contrasto tra azione e musica. L’arancia meccanica l’ho vista tardi, e mi ha lasciata inspiegabilmente fredda. (A me succede questo, con i lavori ma anche con le persone di cui sento come dire, l’intenzione ad inchiodarmi col sentimento – mi scatta una specie di vendetta difensiva). In ogni caso – va beh fare i complimenti a Kubrik è quasi da scemi tant’è grande.

  5. Paolo1984 Says:

    Arancia Meccanica (parlo del film perchè ho visto solo quello) è un capolavoro (come in praticaogni film di Kubrick) sotto ogni aspetto, che altro dire?

  6. Lara Manni Says:

    Ma sapete che io vado in crisi con Kubrick? Meraviglioso regista. Però poi quando leggo i libri (sia per A clockwork orange che per Shining la lettura è venuta dopo il film)…mi viene il sospetto di preferire il romanzo. Come se, insomma, tradisse.
    (Mele, non avevo dubbi) 🙂

    • hetschaap Says:

      Secondo me ha ragione Stephen King quando afferma che a Kubrick i libri che stanno alla base dei suoi film non interessano affatto. Per lui sono meri spunti che gli suscitano una riflessione estremamente personale. Di conseguenza, e in quest’ottica, il fatto che, alla fine, libro e film abbiano solo attinenze di massima è perfettamente logico.

      • Lara Manni Says:

        Esatto. Shining è stato letteralmente massacrato, non rielaborato: il finale è stato stravolto e soprattutto la relazione padre-figlio, che a King interessa non poco, è inesistente.

  7. Giobix Says:

    Ho letto prima il libro e il film non mi ha mai convinto, non mi piace la messa in scena troppo teatrale (in tutti i sensi).
    Recitazione sopra le righe, violenza trasfigurata in balletto, quinte visibili e scenografie estremamente improbabili, non mi hanno aiutato a immergermi nella storia e sospendere la credulità. Mentre Il libro aveva un’ambientazione verosimile.

  8. Mele Says:

    Beh, ma in certi casi non è meglio saper bene cosa è fiction e cosa no? O dici che è peggio perché se sei cosciente che è falso lo guardi come/per puro… ehm. Divertimento? E… beh, ti rende più sadico?
    Non so se si capisce.

    • Giobix Says:

      non so, forse lo stile irrealistico voleva anche attutire l’impatto esagerato per il grande pubblico. Ma può darsi che a qualcuno faccia l’effetto di un gioco come hai detto tu…In inghilterra aveva creato fenomeni di imitazione.

  9. Paolo1984 Says:

    ora che un film ti renda “sadico” francamente ne dubito.Se fosse vero, con tutti gli horror (compresi gli splatter) che ho visto e letto, con tutte le scene violente che ho visto al cinema, dovrei essere un serial-killer a quest’ora.
    Mi pare di ricordare che lo stesso Kubrick, turbato,(pare avesse ricevuto pure minacce di mote) decise di ritirare il suo film, dalle sale inglesi che tornarono a proiettarlo solo dopo la morte del regista,..riguardo ai “fenomeni di imitazione”,chi compie crimini violenti ha dei problemi pregressi indipendenti da cosa ha visto al cinema

    • Lara Manni Says:

      Se è per questo, e se non ricordo male, persino Burgess “abiurò”, e scrisse che era pentito del suo romanzo. Ed è un peccato, perchè era una rappresentazione perfetta non di un determinato clima, ma di una condizione atemporale degli esseri umani…

  10. Giobix Says:

    a me alcuni film hanno istigato un certo sadismo, specie quando la vittima infierisce sul persecutore…(nei b movie anni 70 capitava spesso, specie nel genere “rape & revenge”).
    Spero di non andare troppo fuori tema, ma ricordo che durante la scena del soldato nazista a cui spaccano la testa con la mazza in Bastardi Senza Gloria, molte persone in sala ridevano e applaudivano.
    Io avevo letto la sceneggiatura originale in rete e vedendo il film non si capisce perchè, dopo la sparatoria nella taverna, all’attrice spia viene estratta la palottola in una saletta piena di gabbie e cani ululanti.
    Nella sceneggiatura si legge che: lei viene portata da un veterinario di paese, che inizialmente si rifiuta di operare proprio perchè veterinario. Per convincerlo, L’orso ebreo comincia ad ammazzare un po’ di cani con il beneplacito di Brad Pitt, finchè il veterinario cambia idea.
    La scena forse è stata tagliata per questioni tecniche, ma ho il sospetto che l’idea di Tarantino fosse che i bastardi non dovevano sembrare meglio dei nazisti. Mentre i produttori potrebbero aver pensato che la scena dei “buoni” che sparacchiano a cagnolini indifesi fosse troppo fuorviante per il pubblico. Invece, il cranio del nemico spaccato a colpi di mazza andava benissimo.
    Scusate l’ot, mi sembrava un punto interessante.

    • hetschaap Says:

      Estremamente interessante! E visto in quest’ottica il film di Tarantino assume una valenza anche molto diversa da quella che ha nella versione uscita in sala. In effetti l’impressione è quasi che, alla fine, i bastardi siano i buoni mentre la violenza con cui si accaniscono contro i nazisti ci fa capire, evidentemente, che di buono non c’è proprio niente. La scena di cui parli avrebbe aiutato a sottolineare questo aspetto.

    • Paolo1984 Says:

      Bè la gioia “sadica” che si può provare davanti alla truculenta punizione dei”cattivi” è un’altra cosa..poi visto che è Tarantino ci sta pure ridere (la violenza in Pulp Fiction o Kill Bill o Bastardi senza gloria, non è certo quella di Funny Games di Haneke o del Salò pasoliniano, film che hanno ambizioni e obiettivi ben diversi là sfido chiunque a ridere) quello che volevo dire è che non credo certo che gli spettatori di Tarantino o di qualunque altro film violento vadano in giro a spaccare crani perchè l’hanno visto fare al cinema.
      Interessante il retroscena dei cani…sembra confermare ciò che ho sentito dire: un autore di horror e thriller deve stare molto attento a raccontare la violenza contro gli animali perchè gli appassionati del genere, disposti a “digerire” (anche perchè se l’aspettano) qualunque atrocità con vittime umane, pare non la prendano benissimo se viene ammazzato il cagnolino o il gatto domestico..è una cosa che ho letto, magari è una cavolata, prendetela con le molle.
      Ovviamente credo che se è necessario alla storia raccontare la morte violenta di un animale domestico è giusto raccontarla..si vede che Tarantino non teneva particolarmente a quella scena e ha accettato di rinunciarci,del resto il film cinematograficamente funziona anche senza

    • Lara Manni Says:

      Non penso sia affatto OT. Mi manca la visione del film, però, a cui rimedierò. Ma Tarantino ha un modo di rappresentare la violenza “freddo” perchè sempre molto vicino alla parodia vera e propria. E’ molto più “violento” il monologo finale di Bill, nel secondo “Kill Bill” della scena Beatrix-contro-tutti del primo.

    • Paolo1984 Says:

      “La scena di cui parli avrebbe aiutato a sottolineare questo aspetto.”
      Probabilmente sì, i “bastardi” sarebbero stati ancor più “bastardi” e il film forse più “disturbante”..ma credo che la loro ambiguità morale possa comunque emergere

  11. Giobix Says:

    Sorry. Ho dato per scontato avessi visto l’ultimo tarantino:)
    Ho rivisto la scena con i cani che abbaiano, e se non avessi letto lo script mi chiederei che senso abbia. Tra l’altro è stato speso tempo per creare un set ad hoc, gabbie, cani, e probabilmente un’addestratore presente. Quindi penso che Tarantino ci credesse a quel passaggio narrativo.
    La scena della mazza da baseball che dicevo, cita i western italiani nella forma, ma secondo me è cattiva e volutamente ambigua nei confronti del pubblico (“vedere Donnie che ammazza un tedesco è come andare al cinema!”).
    Funny Games, che citava Paolo84, è interessantissimo (originale o remake, sono identici) perchè è fatto con l’intento di provocare e colpevolizzare deliberatamente il pubblico horror (con ammicamenti e sberleffi allo spettatore).
    Lo spiega bene il regista in questa intervista, specie nell’ultima risposta:
    http://www.comingsoon.it/News_Articoli/Interviste/Page/?Key=272

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