Refurtiva – 6

Sono uscita dalla visione di “Contagion” pensando che non ci sono più le epidemie di una volta. Non è un horror, comunque, sfiora la distopia ed è soprattutto un film sulla paranoia e sulla folla, fitto di stereotipi (dalla Dottoressa Buonissima al Blogger Perfido).
Non farebbe, e non farà, parte del bottino. Dove, invece, entra uno strano film lontano nel tempo: si chiama “La montagna sacra”, lo ha scritto e diretto Alejandro Jodorowsky, che ho scoperto dopo un libro del 2005,  “La via dei tarocchi”. Ora, non ho intenzione di raccontare la trama del film: perché  non si fonda sulla trama ma su una serie di visioni. E cammina sul filo: sembra un film mistico e  ideologico, ma è anche un film che si beffa di misticismo e ideologia.  Per darvi un’idea, uno dei personaggi chiave, l’Alchimista, raduna sette potenti della terra e dice loro: “Avete potere e denaro, ma siete mortali. Sapete che non potete sfuggire alla morte. Ma l’immortalità si può raggiungere. In ogni tradizione si parla di Montagna Sacra. (…) Nove uomini immortali abitano in cima alla montagna. Dal picco più alto dominano il mondo. Possiedono il dono di dominare la morte. Hanno più di quarantamila anni. Se altri hanno sconfitto la morte perché noi dobbiamo sopportarla?”.

Non è questa scena, o altre, a finire nel bottino.
E’ il finale. Lo ribadisco, il finale: se avete intenzione di vedere il film, non guardate il secondo video. Se siete curiosi, sappiate che è questo doppio gioco che, anche e nel piccolissimo,  fa parte delle mie storie.

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13 Risposte to “Refurtiva – 6”

  1. Marian Says:

    Visti i video, ora voglio vedere tutto il film. Questo signore che non conoscevo ha un notevole senso dell’umorismo.

  2. Lara Manni Says:

    E ha un notevole senso della “visione”: C’è una scena nel film, dove la conquista del Messico viene raccontata attraverso il combattimento di rospi e camaleonti in una specie di “circo” sanguinario. Scena che oggi non sarebbe proponibile, credo: per l’uso dei rospi e camaleonti, più che per lo sterminio di secoli fa.

  3. MervinLeRoi Says:

    Vorrei fare qualche considerazione sul film, che conoscevo e che trovo da una parte datato da una parte ancora coinvolgente. La montagna sacra sembra una cosa e se ne rivela un’altra, come hai detto giustamente. In apparenza è nello stesso filone di Buñuel e, in letteratura, di Carlos Castaneda e di Gabriel Garcia Marquez, che sono attivi nello stesso periodo. Misticismo, metafisica e la critica al potere economico e sessuale. La prima volta che l’ho visto sono passato dalla perplessità all’interesse nel giro di metà film. Ma anche qui saremmo ancora in piena esperienza spiritual-lisergica. Se non ci fosse proprio il finale a cui ti riferisci, e che cambia tutto: “No, niente ha fine. Venimmo alla ricerca dell’immortalità per essere dèi, ed eccoci qui, mortali, più umani che mai”. Da una parte uscire dal percorso differenzia gli iniziati (gli artisti?) da chi ha fede solo in quel potere economico e sessuale. Ma la fine non risparmia gli artisti stessi. La realtà non è qui. E’ stato un gioco. Un gioco in cui i giocatori, però, hanno puntato tutto. E che non serve a niente, dice Jodorowsky. Molto simile a quella poesia di Fortini che hai citato tempo fa (sono un lurker fedele), sulla letteratura che non muta nulla e che non si può però smettere di fare.
    Scusa lo sproloquio, era per dire che fin qui hai un’ottima refurtiva 😀

  4. MervinLeRoi Says:

    Ah, e Contagion è una cazzata gigantesca.

  5. Marco85 Says:

    Off Topic.
    “Ci sono cose che la grande letteratura può fare e che altre forme d’arte non riescono a fare così bene. E la principale mi sembra che sia il fatto di poter saltare al di là del muro dell’identità individuale e descrivere la propria esperienza interiore; e provocare, direi, una sorta di conversazione intima fra due coscienze. E il trucco starà nel trovare il modo per farlo in un’epoca, e per una generazione, che ha un rapporto radicalmente diverso con la comunicazione verbale lineare e prolungata nel tempo. Uno dei motivi per cui il mio libro [Infinite Jest] ha una struttura strana è che quantomeno tenta di imitare, strutturalmente, una sorta di esperienza interiore.”
    David Foster Wallace (Ithaca, 21 febbraio 1962 – Claremont, 12 settembre 2008)

  6. Lara Manni Says:

    Ciao Mervin, benvenuto e grazie. In effetti, il legame è quello: la poesia non muta nulla, nè lo fanno le storie, ma non per questo si deve smettere di raccontarle. A proposito dei legami di Jodorowsky, ce n’è uno interessante che non si è mai realizzato: doveva essere lui a girare Dune, da Frank Herbert, in un progetto monstre che prevedeva musiche dei Pink Floyd, Dalì come attore e Moebius più Giger fra scenografi e costumisti. Quel film venne girato da Lynch. E ci sono dei punti in comune, fra i due…
    Marco: grazie per l’OT 🙂

  7. vdm Says:

    Non ho mai visto La montagna sacra ma ne avevo già sentito parlare e mi incuriosisce.
    Per quel che riguarda invece Contagion, l’ho trovato un buon film, lontano dai clichè dei film catastrofici e dal consueto repertorio di scenari post epidemia. Generalmente apprezzo Soderbergh e anche in questo caso trovo che abbia dato una valida impronta al film dal punto di vista della plausibilità scientifica e del realismo. L’ho trovato molto più inquietante di tanti altri film più marcatamente “distopici”.

  8. Lara Manni Says:

    Ciao Vdm. Fammi sapere, se deciderai di vedere La montagna sacra. Su Contagion: quello che mi ha infastidito sono stati gli stereotipi. Tutti i funzionari e ricercatori dell’Oms eroici e buonissimi, il rappresentante del popolo (il blogger) perfido, colluso, demagogico e truffatore. Questo, oltre alla perdita per la via di alcuni personaggi di cui nulla si sa più, o che non vengono più ricordati. E anche il fatto che la paziente zero fosse un’adultera era un po’ inquietante. Poi, il film è partito benissimo: ma mi sembra che già a metà abbia da una parte perso ritmo, dall’altra ci si affannasse a infilarci tutto quel che si doveva. Ma, dal momento che le storie con epidemia mi hanno sempre attratta, forse erano le mie aspettative a essere troppo alte.

  9. vdm Says:

    In realtà a me è rimasta l’impressione del prevalere della vicenda in sè, al di là e al di sopra degli sforzi dei singoli personaggi in un senso o nell’altro e quindi anche della loro connotazione. La sensazione dell’Epidemia come della vera protagonista.
    Sì, anch’io ho un debole per questo genere di storie 🙂

  10. Paolo1984 Says:

    Non ho visto Contagion quindi forse dovrei tacere ma non resisto: c’è un blogger che fa “l’amico del popolo” ma in realtà è uno stronzo? Mmmmh..questo è un elemento che mi pare molto interessante (penso a un certo ex comico genovese ma non credo si siano ispirati a lui), i clichè in sè non mi danno troppo fastidio (beninteso, apprezzo pure chi sa decostruirli e parodizzarli) se sono usati con intelligenza e se la storia funziona..ad esempio Casablanca è pieno di clichè (tranne nel finale) ed è mitico. Certo se la storia non regge, annoia se, come dici, perde ritmo e diviene confusa allora gli stereotipi peggiorano solo le cose.
    di Soderbergh mi piace la sua duttilità: passa da Ocean’s Eleven al dittico (stupendo) su Che Guevara mantenendo la medesima classe, ma non ho visto Contagion per cui non aggiungo altro
    Di Jodorowski vidi solo El Topo ormaai qualche anno fa..mi colpì molto, dovrei recuperarlo.

  11. Lara Manni Says:

    vdm, è vero, l’idea era di realizzare una narrazione corale. Però mi mancava qualche pezzo: la “linea” di Kate Winslet, per esempio, è un po’ troppo brusca, per non parlare di quella della dottoressa francese. Sono stata viziata da “L’ombra dello Scorpione” 🙂
    Paolo: è lo stesso pensiero che ho avuto io, anche se immagino che l’ispiratore sarà il corrispettivo americano. Però, raccontata in quel modo, sembrava un po’ la parodia del complottista-omeopatico-ecologista-nerd. Senza neanche mezza sfumatura. Ugualmente, il suo “antagonista” era una sorta di Padre Pio. Qualche pennellata in più…

  12. kaizenj Says:

    Be’ è giunta l’ora di vedere Santa Sangre…

  13. Lara Manni Says:

    Obbedisco! 🙂

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