Refurtiva – 10

Due pezzi di bottino, fra i moltissimi, che vengono dai libri. Due immagini.

La mani della madre di Bill, in “It”, che volano alle tempie come uccellini spaventati quando vede il marito che vuole portare via i giocattoli del figlio morto in uno scatolone.

Il giovane innamorato di Gretta malato di polmonite, immobile nella notte invernale, ne “I morti” di James Joyce.

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13 Risposte to “Refurtiva – 10”

  1. M.T. Says:

    Metterei IT fra le pietre miliari della letteratura contemporanea e non solo in riferimento al genere horror: dà una visione così profonda della realtà e della società che è illuminante.

  2. Wu Ming 4 Says:

    Non ho letto “It”. Ho letto The Dead e personalmente ritengo l’ultima pagina di quel racconto tra le più belle che siano mai state scritte nella letteratura occidentale.

  3. G.L. Says:

    WM4: se vuoi la copia di It te la regalo io, ma DEVI leggerlo!

  4. Lara Manni Says:

    Concordo con Wu Ming 4 e con GL . Se devo attribuire a una storia il potere di farmi credere alla bellezza delle parole (poche, giuste, strazianti) la storia è The Dead. Se devo attribuire a una storia il potere di farmi desiderare a leggerne altre, la storia è It.

  5. Valberici Says:

    WM4: Non hai letto IT? 😯 Quoto G.L. e ti informo che ne ho tre copie, quindi se te ne serve una…. 😉

  6. Wu Ming 4 Says:

    Ho già spiegato una volta cosa andò storto tra me e King durante la mia adolescenza: lessi una raccolta di racconti minori che mi deluse e mi spinse a non procedere nella scoperta dell’autore. Poi, in età adulta, l’ho recuperato e apprezzato, ma con un limite personale dovuto al fatto che mi raggelo facilmente leggendo racconti come i suoi. Insomma, sono di stomaco debole… 😦
    E poi si sa che, letterariamente parlando, sono un fottuto anglofilo 🙂
    Ma datemi tempo, con calma leggerò anche “It”.

  7. Ema Says:

    strano che “It” sia uno di quei testi di cui praticamente TUTTI hanno più copie… o perché te l’avevano prestato (“Devi assolutamente leggerlo!”) e non l’hai mai restituito ma nel frattempo l’hai comprato perché hai visto mai che lo rivogliano indietro, o perché l’avevi preso in economica e hai visto lì sullo scaffale la nuova edizione fighissima e non hai resistito, o perché sei andato a vivere con lei che non ha buttato la sua copia (“E perché mai la mia?”) e quindi le avete tenute entrambe. ^_^
    Oppure perché…?

  8. Narelen Says:

    Grazie per aver ricordato “The Dead” di Joyce. Concordo nel ritenere la sua parte finale una delle cose più belle che siano mai state scritte.

  9. Lara Manni Says:

    Per curiosità, Wu Ming 4, ricordi qual era la raccolta? (It è raggelante, anche: ma credo che a chi ha amato “Il libro dei bambini” non possa non piacere 🙂
    Narelen, lo è, anche secondo me…

  10. Wu Ming 4 Says:

    @ Lara Manni
    Mi pare di ricordare che fosse “A volte ritornano”. Potrei anche sovrapporre, perché è passata un’era geologica, quindi i kinghiani mi correggeranno se sbaglio. Alcuni racconti riguardavano macchine indemoniate: camion, falciatrici, mietitrebbie, etc. e non mi presero granché. Uno era del filone “Salem” (padri pellegrini più fuori di testa delle streghe che volevano bruciare e alla fine forse c’era anche una specie di gigantesco verme che usciva dalla terra); poi c’era un racconto che definirei del sottofilone “corn-horror” (campi del middlewest che celano oscure minacce). Infine c’era il racconto che dava il titolo alla raccolta, quello dei bulli scolastici che tornano a perseguitare il protagonista in età adulta. Mi sembra di ricordare che fu quello che mi piacque di più (forse per un piccolo transfert, della serie: quando imparai a non rispondere alle provocazioni).
    Comunque, a mia discolpa, e per dimostrare buona volontà, quest’anno ho letto “Notte buia, niente stelle”. Quattro racconti uno più bello dell’altro. E terrificanti, per il mio palato delicato 🙂

  11. Paolo E Says:

    @WM 4 ho studiato l’ultima pagina di “Dubliners” per l’esame di maturità. Me la ricordo ancora.

    “Falling faintly through the universe and fantly falling – like the descent of our last end upon all the living and the dead.”

    Indimenticabile.

  12. Lara Manni Says:

    Era “A volte ritornano” 🙂 Ogni tanto lo riprendo anche per testare il cammino fatto da King negli anni: all’inizio, non amavo molto il King dei racconti, perché mi sembrava che sulla lunga durata desse il meglio di sè. Adesso, per paradossale che possa sembrare, mi sto convincendo del contrario…

  13. Wu Ming 4 Says:

    @ Paolo E.
    Pura prosa poetica. L’assonanza ricorsiva tra le “effe”, le “u” e le “elle” è da capogiro.

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