Dalla parte dell’uovo

A sorpresa – o forse no – Stefano Rodotà cita in un suo intervento  Kazuo Ishiguro, Non lasciarmi. Così:
“Mentre ti osservavo ballare quel giorno, ho visto qualcos´altro. Ho visto un nuovo mondo che si avvicinava a grandi passi. Più scientifico, più efficiente, certo. Più cure per le vecchie malattie. Splendido. E tuttavia un mondo duro, crudele. Ho visto una ragazzina, con gli occhi chiusi, stringere al petto il vecchio mondo gentile, quello che nel suo cuore sapeva che non sarebbe durato per sempre, e lei lo teneva fra le braccia e implorava che non la abbandonasse”.

Il discorso verte sul rapporto fra uomo e tecniche, ed è tutt’altro che un discorso nostalgico. Semmai, Rodotà mette in guardia dai rischi. Uno, in particolare:

“Anche se può dirsi che il corpo si avvia ad essere una macchina “nano-bio-info-neuro”, per il concentrarsi su di esso degli strumenti offerti da queste diverse tecnologie, bisogna distinguere tra quello che può contribuire ad un suo potenziamento e quel che rende possibili controlli sempre più intensi; tra le decisioni che si esauriscono nella sfera dell´interessato e quelle che incidono sulla vita degli altri; tra le offerte che ampliano il potere di fare scelte libere e informate e quelle che incidono sulla persona trasformandola in un gadget”.

La vicenda Facebook di cui ho parlato qualche giorno fa rientra, secondo me, in questo discorso: naturale, è sempre possibile prendere la porta e andarsene. Un social network non è la vita. Però, considerando l’importanza che questo modo di essere in rete sta assumendo (e il rilancio di Google+ mi fa pensare che ne assumerà sempre di più) mi chiedo se sia sufficiente. E mi chiedo anche se non valga la pena difendere quelli che per me sono e restano diritti su cui si è fondata la gran parte della comunicazione via web fino a questo momento.
Perchè, tanto per citare, come ho fatto nei commenti, le parole di un altro scrittore giapponese, Murakami Haruki, pronunciate durante il discorso di accettazione del Jerusalem Prize, “tra un alto, solido muro e un uovo che si rompe contro i suoi mattoni, voglio essere sempre dalla parte dell’uovo”.

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15 Risposte to “Dalla parte dell’uovo”

  1. Barbara Says:

    Immagino tu sappia che la questione è impopolare e molti ti risponderanno con bel “chi se ne importa”. In America, invece, molti utenti stanno monitorando il comportamento di Google e Facebook nei loro blog. Appena ho tempo ti mando link.

  2. Lara Manni Says:

    Barbara, ti ringrazio. Io non posso fare che questo: discuterne. Ognuno poi, è ovviamente libero di essere d’accordo o di scrollare le spalle.

  3. M.T. Says:

    La differenza tra fare e lasciare fare è quella che si sta verificando tra America e Italia: là stanno attenti a quel che succede e qua si lascia fare perchè “tanto che volete che sia” e “che ci si può fare”.
    Discuterne, far presenti le cose è più che non fare niente; se poi si preferisce stare nell’ignoranza è una propria scelta. Sperando che non vada a danneggiare gli altri. Ma si sa che tutto è collegato e tutto è conseguenza.

  4. Ale Says:

    Molto italico, l’atteggiamento di rassegnazione, o di cavillosa giustificazione anche dell’ingiustificabile. Una cosa è discutere sulle regole, sulla loro validità, sull’accettazione o meno delle stesse. Un’altra cosa è dire che se accetti di stare su una piattaforma come Facebook, devi accettare anche senza muover ciglio di essere sbattuto fuori senza una spiegazione (o con spiegazioni espresse a posteriori con toni da polizia di regime) e senza un avvertimento preventivo.

  5. Lara Manni Says:

    Ale e MT, è esattamente quello che mi turba in questo momento. Lasciare che altri (e che altri) dettino regole che sono destinate a ingabbiarci, e pesantemente.

  6. Paolo E. Says:

    Più in generale, man mano che si va avanti (e come evitarlo?) su questa strada, occorre sempre più avere ben presente che l’agire tecnico non ha alcun valore morale, e non dovrebbe averne neanche di giuridico.

    Mi spiego: quando si tratta di utilizzare tecnologie che incidono sulla vita umana, solo perchè sono in grado di fare qualcosa non è assolutamente detto che sia giusto farlo. E neppure che debba essere per forza llecito.

    E’ un ragionamento che andrebbe applicato con profondità e coscienza nei dolorosi dualismi tra accanimento terapeutico ed eutanasia, per esempio. Ma seppure in maniera molto più blanda, anche nel caso di tecnologie informatiche se stanno acquistando un significato sociale molto forte.

  7. Lara Manni Says:

    Bravo Paolo.

  8. m Says:

    Su facebook, molto interessante l’esperienza di Luca Sofri: al padre hanno disabilitato l’account, e non intendono riattivarglielo neanche dopo che ha dimostrato che l’account era suo. Badate bene che non era stato commesso nessun abuso.

  9. m Says:

    link: http://www.wittgenstein.it/2011/09/19/schiavi-di-facebook/#more-22687

  10. Lara Manni Says:

    m, sì, ne abbiamo parlato anche nei commenti all’altro post. A dimostrazione che non si tratta di casi isolati. Quando il fenomeno diventerà più vasto, e magari anche agli utenti “anagrafici” si chiederanno altri dati, ne riparleremo. Per ora mi tengo il ruolo di Cassandra.

  11. Giobix Says:

    parlare di libertà e diritti è difficile e può portare a molte risposte ostili, questo dialogo da Easy Rider è sempre terribilmente attuale:

  12. Lara Manni Says:

    Giobix, grazie! 🙂

  13. Giobix Says:

    Prego 🙂 l’ho ripescato dal profilo fb di vasco rossi, che ultimamente ha esternato incaute riflessioni su libertà di scelta e controlli preventivi, beccandosi una marea di condanne e denunce.
    Certi concetti, per un sessanttottino probabilmente sono sacrosanti, ora riescono irritare perfino chi è più giovane. Sono riusciti a inculcare che tutte le crescenti limitazioni alla libertà personale sono fatte per il nostro bene.
    Comunque, Easy Rider è anche uno dei migliori film sul “brutto posto”.

  14. Lara Manni Says:

    Leggevo poco fa sul Corriere della Sera, un articolo su Facebook, a proposito di “per il nostro bene, diletto ed entusiasmo”, dove si parla di tutti i nuovi bottoncini in arrivo…

  15. Profiling « V(ale)ntinamente Says:

    […] ha parlato a più riprese Lara Manni a proposito della disattivazione dei profili con […]

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