Luccicanza, parte seconda

Qualche dubbio è sempre giusto porselo, quando si tratta di sequel: ieri, horror.it ha dato la notizia ufficiale su Dr.Sleep. Ovvero, ciò che accade dopo Shining. Vi riporto il testo:

“La notizia è una di quelle che fanno rizzare i capelli in testa e anche se era già circolata negli anni scorsi, adesso è stata resa ufficiale da parte di Stephen King stesso: il suo capolavoro Shining, scritto nel 1977 e portato sul grande schermo tre anni più tardi da Stanley Kubrick, avrà un seguito.

La notizia è apparsa sul sito ufficiale dello scrittore americano che non solo ha confermato che il romanzo è in lavorazione, ma ha aggiunto alcuni succulenti particolari sul plot. Il titolo sarà Dr. Sleep e dovrebbe avere come protagonista il piccolo Danny (il figlio di Jack e Wendy), ormai quarantenne, che sarebbe il Dr. Sleep del titolo, capace di aiutare i malati terminali che assiste grazie alla “luccicanza”. Il romanzo, però, stando alle dichiarazioni di King, dovrebbe vantare anche la presenza di un gruppo di vampiri chiamati The Tribe“.

Fosse stato un altro scrittore, i capelli si sarebbero drizzati anche a me. Non in questo caso, però: perchè l’opera di King è strettamente interconnessa, è fatta di rimandi interni continui, ed è possibilissimo che ce ne siano anche qui, oltre a quelli ovvi e dichiarati (i vampiri mi fanno pensare alla Torre Nera, che a sua volta ripesca parti de Le notti di Salem).
Inoltre, a me il King della maturità piace moltissimo: a mio umile parere, è preferibile al King degli esordi. Perché se ne infischia dei canoni del genere e racconta gli esseri umani con forza ed empatia difficilmente rintracciabili in altri autori.
Insomma, aspetto.
Quello che, invece, mi respinge fin dal trailer è il remake di Lasciami entrare,  nelle sale con il nome di Blood Story. Passo, grazie.

 

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24 Risposte to “Luccicanza, parte seconda”

  1. hetschaap Says:

    Avevo letto anche io la notizia, naturalmente. Io penso che sia un’operazione interessante, al di là della fiducia in King. In fondo è uno scavare nei turbamenti infantili di un uomo ormai adulto. E, a mio avviso, è quello che al Re riesce meglio.
    Su Blood Story pure io ero perplessa, soprattutto considerando il bellissimo ed imprevisto Lasciami entrare. Ma poi amici che lo hanno visto in anteprima e di cui mi fido me ne hanno parlato bene e mi è venuta la curiosità. Ne approfitto per dire che sul web gira voce che King lo abbia definito “il miglior horror degli ultimi 20 anni” quando, in realtà, lui ha parlato del “miglior horror americano degli ultimi 20 anni”. E c’è una bella differenza tra le due dichiarazioni!

  2. MatteoM Says:

    Il titolo Blood Story lo dobbiamo alla distribuzione italiana, in inglese almeno era un onesto Let me in… (E anche su questo si potrebbe ragionare).

  3. Il solito Filippo Says:

    Mi lasciano sempre perplesso i sequel. Reali o plebei che siano. Mi chiedo sempre perché vengano scritti. Shining era bello e concluso. Un po’ prevenuto lo sono.
    Riguardo al remake americanzo di “lasciami entrare”: meriterebbe solo per la protagonista femminile: la stessa hitgirl di kick ass.

  4. Lara Manni Says:

    Perchè King, in fondo, Filippo, scrive una sola, lunga storia, secondo me. Peraltro, vorrei far notare la modalità di annuncio: l’irruzione non prevista e non richiesta, in questo caso in un festival minore di libri. Esattamente come quando, mesi fa, fece il suo intervento sulle tasse in una piccola manifestazione, lasciando sbigottiti (e contenti) gli astanti. 🙂

  5. Giobix Says:

    ho visto il remake di lasciami entrare e sono molto perplesso. Conosco l’originale e conosco il libro, e la poesia dell’incontro tra due solitudini rimane. Specie le scene nel cortile sotto casa sono stupende.
    è tutto il resto che non funziona. Bastava copiare lo svedese così com’era, invece cambiano tutta una serie di dettagli che rendono la cornice molto più improbabile e confusa.
    é perfino più lento dell’altro, e in maniera inutile. Riguardo le scene di violenza e sangue, anche lì, diventano più crude dove l’originale glissava, e viceversa. A random.

  6. Lara Manni Says:

    Non voglio vederlo! Il romanzo di Lindqvist è uno degli horror più belli degli ultimi anni, e il film che ne è stato tratto era perfetto per il libro, e fedele.

  7. M.T. Says:

    Leggendo la notizia anche a me sono venuti in mente i vampiri della Torre Nera e delle Notti di Salem 🙂
    Sul seguito vedremo. Di certo, si può dire che i libri di King hanno sempre un filo che li lega uno all’altro, creando un grande arazzo qual è la sua produzione letteraria.

  8. Vale Says:

    La penso come te, anche io preferisco questo King maturo. Quanto ai sequel, io vado contro al pensiero dominante che i sequel sono peggio dei precedenti… per lo meno al cinema. Il secondo Hellboy è migliore del primo (che resta comunque bello, ma io sono una fan di Guillermo del Toro, quindi non faccio testo)

  9. Lara Manni Says:

    Aspettiamo 🙂

  10. Giovanni Arduino Says:

    Buongiorno, Lara!
    Prevenuto assolutamente no (dopo un primo tonfo al cuore, ammetto), incuriosito decisamente sì; mi interessa scoprire che cosa combinerà lo Stephen King del dopo-incidente (leggi incontro con la morte) con il suo materiale classico, vecchio stampo, insomma, e forse Mile 81 è già un’indicazione in questo senso (e proprio su questo e-book ci saranno sorprese, che non voglio anticipare solo per non portare sfiga). In quanto a Let Me In, ti consiglio di fidarti della (buona) fama su internet: un ottimo pezzo di Americana (da qui, immagino, il commento positivo di King), di solitudine di provincia anni Ottanta, di isolamento, una reinterpretazione e una rilettura molto, molto personale (e sentita) di Lindqvist più che un remake.

  11. Lara Manni Says:

    Buongiorno (giorno?) Giovanni!
    Uh. Tocca fidarsi allora? Il trailer mi aveva respinto con forza. Però, Americana…
    Dannato, ora sono curiosissima su Mile 81!

  12. Cartabaggiana Says:

    Non so se per una del tutto inconsapevole deformazione perversa, o semplicemente per una questione di gusto, ma i libri che più mi appassionano di King sono quelli più in sordina, ai quali appartengono molte delle ultime opere.

    Ho amato – e amo – Cuori In Atlantide, ad esempio, o Cose Preziose. La vetta, a mio avviso, la raggiunge in Dolore Claiborne, un libro non proprio degli esordi.

    Quanto alla luccicanza, questa è la traduzione dal film di Kubrick, notoriamente rinnegato da King;

    preferisco di gran lunga la traduzione della prima edizione italiana, a cura di Adriana Dell’Orto: aura.

    Saluti

    Cartabaggiana

  13. Lara Manni Says:

    Cuori in Atlantide è uno dei miei prediletti, anche se è, in effetti, tra quelli considerati noiosi o poco amati. Luccicanza, a mio parere, è più efficace di aura, ma qui siamo nei gusti personali. Saluti a te.

  14. Cartabaggiana Says:

    Una curiosità a proposito di King e di uno dei suoi ‘in sordina’, Mucchio d’Ossa: appena dopo la sua uscita (2000), venne preso di petto – e di brutto – da un caravan.

    profeta, o un modo elegante per annunciare un tentativo di suicidio?

    Ciao.

    Cartabaggiana

  15. Cartabaggiana Says:

    p.s.
    per novembre è prevista l’uscita del suo nuovo libro, ’11/8/63′, sulla non-morte di JFK.

  16. Ema Says:

    Secondo me non è da intendersi come sequel, ma come riutilizzo di personaggio. Se ho ben capito di che stiamo parlando.
    Da come la vedo io un sequel dovrebbe essere più strettamente interconnesso alla trama del romanzo che precede. Qui mi pare che si prenda Danny e il suo “dono” e lo si catapulti altrove. Al di là del titolo, in fondo, il protagonista di Shining era l’hotel 🙂
    (Ho appena finito di leggere American Vampire, primo volume. Bellissimo, e bellissima l’introduzione di King sui vampiri odierni).
    Ciao, Lara!

  17. Lara Manni Says:

    Credo che la definizione sia ininfluente, no?

  18. Ema Says:

    Mi riferivo al fatto che molti vedono di cattivo occhio i sequel. Quindi, provavo a fare un distinguo.

  19. Cartabaggiana Says:

    Esistono precedenti: Alexandre Dumas scrive Vent’anni Dopo, sequel de I Tre Moschettieri.
    Sequel o meno, che sia scritto bene è ciò che conta.

    Saluti

  20. Lara Manni Says:

    A me incuriosisce l’idea. E, accidenti, mai che King decida di fare un blitz in qualche mini-raduno letterario italiano 🙂

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