Dice Neil, dice Terry

Volete una chicca? Volete sapere cosa pensano un paio di personcine autorevoli sul fantastico? Ebbene, Neil Gaiman ha intervistato Terry Pratchett: potete leggere il testo qui. Io riporto e sottolineo questa parte:

NG: What are the biggest changes you’ve seen in the last thirty years in the way that the genres you’ve worked in – primarily humour, science fiction, and fantasy – are perceived and received by the world? Or has anything really changed?

TP: This is a debateable one. My perception is that these days, fantasy and science fiction are effectively mainstream. You, Neil, must surely see the same thing. When I first started touring, the people that you met were, for those of us with the right radar, typically fans. These days, my Discworld books and most of my other stuff seem to be out there for what I might call ‘the general reading public’. Certainly, when we were in Australia earlier this year, Rob and I seemed to float on the wings of fandom. Went into a shop to buy a pair of RM Williams boots, the saleslady is a fan. Went into David Jones in Sydney to buy a pair of Calvin Kleins and the first woman we met is a fan who became our personal shopper for the morning. And then so was the man on the till, and so it went on. People at airline check-in desks were fans, and on one flight, halfway through lunch, a very nice bottle of wine was put down in front of me and the attendant said, “The captain’s wife is your biggest fan.” However, there’s still an assumption that it’s all a bit nerdy; the died-in-the-wool perception of the readers of my books is that they are still that fourteen-year-old boy called Kevin. But you know, that boy has grown up and is still reading, and so are his kids.

D’accordo, parliamo di due fra i massimi esponenti del fantastico mondiale. Eppure, eppure…

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2 Risposte to “Dice Neil, dice Terry”

  1. Blakie Says:

    A me capita di incontrare persone che sono appassionate di questo o di quel filone del fantastico, ma quando chiedo di approfondire il concetto e cerco di iniziare un discorso costruttivo, si parla per un tot di tempo e poi magicamente salta fuori la tristissima classica frase che odio. “SI’ PERO’ LEGGO ANCHE ALTRO…”.
    E io so, LO SO, che viene detta quasi come scusa, come giustificazione, al fatto di leggere fantastico. Ora, se Mr. Pratchett nota che “these days, fantasy and science fiction are effectively mainstream”, bisogna tenere in conto che questa percezione viene, a mio giudizio, da un riscontro in campo estero. Qui(Italia) si è sempre nella “nicchia del fantastico” quando si cita questo autore o un altro, questo libro o quella saga. A prescindere dalla positività o negatività di essere mainstream (wow, urrà…..), e se anche fosse così, quello che noto io è che in larga parte NON SI VUOLE ammettere di leggere determinati generi (odio le categorie troppo rigide però). E qui mi ricollego al discorso del “SI’ PERO’ LEGGO ANCHE ALTRO…”
    Tutto ciò, avviene solo in Italia?

  2. Lara Manni Says:

    Blakie, verissimo, e la cosa non sembra scalfibile: anche a me non sembra nè positivo, nè negativo essere mainstream. Per me una narrazione è una narrazione: può coinvolgermi o meno, ma poco mi interessa in quale scatola la infilo. In Italia, a ogni modo, esiste un pregiudizio gigantesco nei confronti di quanto non è “realistico”. Va anche detto che i generi – non solo il fantastico – traggono qualche conforto nel sentirsi nicchia, però.

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