Perchè non abbiamo un mentor

Non so voi, ma questa cosa del Mentor la trovo bellissima. Funziona così: una trentina di artisti del pianeta si affiancano ad altrettanti giovani e li aiutano a portare a termine un progetto. In ambito letterario, Hans Magnus Enzensberger patrocina, quest’anno, la poetessa Tracy K. Smith.
Perchè la trovo bella? Perchè si basa – sponsor o meno, al momento mi interessa poco – su scambio e sostegno reciproci. E più passano i giorni – e sapete che sono giorni tumultuosi – più mi convinco che il nostro problema, in quanto autori italiani, è la scarsa capacità di fare gruppo. Ho letto stamattina l’articolo di Mirco Tondi su Fantasy magazine. Ha ragione su tutto (ci sarebbe, a dire il vero, un distinguo da fare su rese e venduto), manca un dettaglio: questo.  Siamo abilissimi a sbranarci, non siamo capaci di unirci. E non è una differenza da poco.

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13 Risposte to “Perchè non abbiamo un mentor”

  1. Giobix Says:

    uhm, quali mentor italiani vedresti bene per un progetto di fantastico?🙂

  2. Lara Manni Says:

    Tullio Avoledo, Eraldo Baldini, Valerio Evangelisti, Chiara Palazzolo, Wu Ming 4….🙂

  3. In_mezzo_alla_segale Says:

    “Uno spettro si aggira per l’Italia: lo spettro dell’individualismo.”
    Torna la tentazione di un Manifesto. Magari firmato Mars e Angels.
    C’è qualcosa di più rappresentativo della letteratura fantastica di Marte e Angeli?

  4. Lara Manni Says:

    😀 Facciamolo!

  5. Vale Says:

    Chiara Palazzolo *sogna*

    Sono un po’ di giorni, in effetti, che sto pensando – dopo la lettura del libro di Calvino “I libri degli altri” – che manca una cosa di questo tipo. Cioè, una qualsiasi minima iniziativa per supportare (che non è il termine esatto) i nuovi autori…

  6. In_mezzo_alla_segale Says:

    Fàmolo strano.
    Anzi, fàmolo fantastico.

  7. Feleset Says:

    Devo dire che i forum letterari, da questo punto di vista, mi sembra che colmino abbastanza questa lacuna. O meglio, io nel mio piccolo, come aspirante scrittrice non ancora pubblicata, mi sento molto supportata nelle comunità dove mi sono ambientata. E anche gli autori pubblicati devo dire che non fanno poi fatica a farsi un giro di “amici” disposti a leggere il loro libro. Certo, con questo non voglio dire che sia tutto rose e fiori, ci mancherebbe, però io per fortuna non sono ancora entrata in guerra con nessuno (forse sarà solo questione di tempo, ma va beh XD).

  8. Lara Manni Says:

    Che tipo di amicizia, Feleset? Per comunità e supporto non intendo dividersi in fazioni e lottare contro presunte fazioni avverse: non mi interessa e non ho tempo da perdere in queste cose. Io non parlo nè di amici nè di amyketti: parlo di persone che hanno intenti comuni, affinità, e voglia di fare insieme un pezzo di strada. Ma per davvero, non fino a quando motivi di opportunità o rivalità manderanno tutto in pezzi. Questo, a mio parere, c’è molto poco.

  9. Feleset Says:

    Sì, ma infatti io mi riferivo proprio agli intenti comuni, delle fazioni sinceramente me ne frego anch’io e le evito.
    Ti faccio un esempio: poco tempo fa ho scritto un racconto per il concorso “365 racconti sulla fine del mondo”. Visto che era uno dei primissimi concorsi a cui partecipavo, prima di mandare il testo ho chiesto in giro se c’era qualcuno disposto a farmi da beta reader. Ebbene, tra una cosa e l’altra avrò spedito la mia bozza a 15-20 persone. Alcune di queste mi hanno fatto un vero e proprio editing, altri si sono limitati a dirmi “bello”, ma il punto è che nessuno ci ha guadagnato qualcosa aiutandomi. L’hanno fatto per farmi un piacere e io in cambio li ho “solo” ringraziati, non ho dato loro nulla di tangibile. Ora, io non so se sarà sempre così, può darsi che un giorno per un motivo o per l’altro mi ritrovi tutti contro, ma per adesso non ho niente di cui lamentarmi.🙂 Poi ripeto, è la mia esperienza, probabilmente sono stata solo molto fortunata.

  10. Lara Manni Says:

    No, è che finchè non entra in campo la pubblicazione il mondo è idilliaco🙂 Dico sul serio. Il che non significa che non ci siano persone disposte a fare gruppo: anche io e ancora oggi ho meravigliosi beta-readers. Però, un mercato piccolo e ambizioni grandi fanno sì che si tenda a stare con il fucile spianato. Purtroppo.

  11. Giobix Says:

    gli unici che fanno un po’ gruppo sono quelli del noir (grazie anche a manifestazioni consolidate tipo il Mystfest di Cattolica), ma nel loro genere è più facile, hanno gusti e affinità molto precise, sia scrittori che lettori.

  12. Lara Manni Says:

    Vero, Giobix. Nei miei momenti di ottimismo, mi auguro che sia solo una questione di tempo.

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