Presenze

George Romero due. Intervistato da Repubblica, risponde così all’ultima domanda, ovvero “quale futuro prevede per il genere?”:

«Previsione difficile. Non si capisce troppo bene dove l´industria cinematografica stia andando e dove possa arrivare. Secondo me è possibile che tornino in auge le storie di spettri. Io stesso ci sto pensando, con un film che si dovrebbe intitolare “Before I wake”. Per ora si è aperta un varco la serie Paranormal Activity, che però mi piace poco».

Bingo.  Il fatto è che ci stavo pensando da qualche tempo: perchè, esaurite causa filoni compulsivi tutte le possibilità (vampiri, angeli, demoni – porca miseria – , divinità greche e latine, licantropi, fate,  zombie, distopici di varia natura) non restano che gli spettri. E qui ci voglio. Perchè scrivere storie di fantasmi è difficilissimo.
Lo so perché ci ho provato: ho scritto un racconto lungo, ancora inedito, ed è stata la storia su cui ho sudato di più. Perchè non ci sono santi: in una narrazione con spettro a contare è l’atmosfera. Se la sbagli, sei finito. Anzi, è finita la storia.
Ciò detto, penso anche io che un ritorno alle origini (non si parte, in epoche lontanissime, proprio dai fantasmi?) sarebbe interessante.  Cosa piacerebbe a me?  Rifarmi al modello Ju-on. Ma ce ne vuole.

Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni. Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, i muri salivano dritti, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola (Shirley Jackson, L’incubo di Hill House)

Tag: , ,

13 Risposte to “Presenze”

  1. cartabaggiana Says:

    tutto sommato, i generi passano in secondo piano: ciò che conta è la buona scrittura.

    questo consente di poter scrivere di qualunque cosa.

    Saluti.

  2. cartabaggiana Says:

    p.s.

    bello, il libro della Jackson.

    L’ho letto col titolo LA CASA DEGLI INVASATI, negli Urania, ma questo che tu citi rende meglio.

  3. Lara Manni Says:

    Quel che conta è la scrittura, verissimo. Bisogna capire però dove andrà a travasarsi la medesima, nel momento in cui il trend momentaneo è “femmine che scrivono paranormal”.
    Ps. Shirley Jackson, immensa scrittrice, o verrebbe etichettata così, o non troverebbe sbocchi, attualmente, imho.

    • cartabaggiana Says:

      o si è grandissimi, o niente;

      i grandi editori pubblicano solo i grandissimi,quelli che eccellono;

      esistono però, e sono la maggior parte, autori che arrivano dove devono arrivare senza per questo eccellere (poi, bisogna mettersi d’accordo su cosa designi l’eccellenza, come la si intenda; molti autori vendono ma di eccellente hanno ben poco);

      per questo motivo il mercato editoriale, in Italia, è un mercato civetta, stantio, affatto coraggioso, che va sul sicuro invece che cercare nel sottobosco, un mercato dimentico del fatto che grandissimi ed eccellenti, di norma, lo di diventa;

      e come tutte le cose, per cambiare bisogna cominciare dal basso;

      affanculo grande case editrici, sono soltanto pachidermi spreconi opportunisti, nessuna esclusa;

    • Giovanni Arduino Says:

      Sì, in effetti neanche Sara Gran (La voce dentro), che secondo me è molto brava e piuttosto “jacksoniana”, ha fatto esattamente sfracelli.

  4. Giovanni Arduino Says:

    Buongiorno, Lara🙂 Beh, sui fantasmi, abbastanza recentemente, genere young adult/crossover, c’è stato il bellissimo Riflessi di un pomeriggio d’inverno di Laura Whitcomb (ahimé solo più disponibile nelle bancarelle, anche se negli USA è tuttora un cult pre-Twilight) e, più in generale, La voce segreta dei corvi di Christopher Barzak (questo reperibile abbastanza facilmente). Confessione, a scanso di: li scelsi entrambi io per la pubblicazione, ma imho sono davvero notevoli (in quanto ad atmosfera, Barzak è insuperabile).

  5. Lara Manni Says:

    Piaciuti entrambi: e Barzak meravigliosa. Vedi il destino, o Giovanni?🙂

  6. ramthadenigredo Says:

    Ciao, Lara.
    Anch’io penso che la buona scrittura sia indipendente dai generi e che possa uscire qualcosa di ottimo anche continuando a battere sui vampiri, angeli, demoni e fatine. Ovviamente è il “come” che conta. Non sono convinta che creare dei buoni vampiri letterari sia più facile che lavorare con i fantasmi (anche perchè nel folklore i confini sono labilissimi).
    In ogni caso sono entusiasta del fermento che si percepisce nel tuo post! Seguo sviluppi, che mi interessa!

    Scilla (su FB!)

    • Lara Manni Says:

      Ciao Scilla! Ma certo, quando si cerca di scrivere una storia indipendentemente dal filone che tira è possibile che la storia sia buona. Se, invece, si viene “reclutati” sulla base del filone stesso, ho i miei dubbi, sperando in smentite.🙂
      Scrivere di fantasmi però è difficile a prescindere.

  7. N. Savino Says:

    Una buona scrittura è fondamentale per la riuscita del romanzo, su questo punto siamo tutti d’accordo.
    Per quanto riguarda i fantasmi, io ho appena finito proprio (è in fase di revisione) un romanzo su questo argomento. Ma non è proprio un horror, è più sul sovrannaturale, quindi non so se possa rientrare nel discorso di Lara (che invece intendeva le storie di fantasmi per eccellenza, quelle che preferisco in assoluto). Confermo la difficoltà nel cimentarsi in questo genere.

  8. Giobix Says:

    a me piacciono molto i racconti dall’oltretomba di Ambrose bierce, quel tipo di storie di fantasmi da racconto attorno al fuoco sono efficacissime e andrebbero riscoperte. Alcuni episodi di mauro corona sono sulla stessa lunghezza d’onda.
    Come romanzi italiani, mi aveva colpito l’atmosfera e il gioco di presenze/assenze in Terra di Nessuno di eraldo baldini. Anche se viene spesso considerato un episodio minore è l’unico dei suoi libri ad avermi procurato una certa angoscia🙂

  9. Lara Manni Says:

    Ah-ha, Baldini. Lui è un bravissimo evocatore di atmosfere, per esempio. Nicola, sai che per me i confini tra horror e fantasy sono labili: ma non faccio testo🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: