Draghi un corno

Più vado avanti nella lettura di 1Q84, più scopro similitudini nei meccanismi con…22/11/63.  So che non sarete troppo sorpresi, conoscendomi, ma se provassi a dirlo a tutte le persone con cui ho discusso nei giorni scorsi cadrebbero dalla sedia.
Erano persone reduci da Più libri più liberi, convinte che il male dei mali sia la proliferazione del fantasy in ogni sua declinazione (abitualmente ne viene intesa una sola: draghi e draghetti). I mali, come ognun sa, sono altri.
Per esempio, su Affari Italiani ho appena trovato una notizia: un editore, Instar libri, non manderà in libreria novità, ma solo libri del vecchio catalogo. Con questa motivazione:

“La stragrande maggioranza dei romanzi, anche quelli con un buon riscontro di critica e di lettori, vende qualche migliaio di copie. In un Paese di 60 milioni di persone non sono certo dei déjà vu. Quindi spesso non è un motivo commerciale o qualitativo che li fa sparire dagli scaffali, ma il diabolico bisogno di sfornare in continuazione titoli nuovi per occupare gli spazi delle librerie, nella speranza di centrare il libro da un milione di copie. Lasciando sul campo molti libri che meriterebbero di diventare dei classici. E qui interviene il buon senso. In una piccola/media casa editrice indipendente, un libro ben scelto e ben fatto rappresenta un notevole investimento, sia nella sua realizzazione sia nella sua promozione, dunque la durata temporale è un elemento economico fondamentale. Ma l’aspetto che mi urta di più è un altro: di rado si pensa che dietro a un libro che sparisce non c’è solo un danno economico per l’editore, ma un danno ‘esistenziale’ per l’autore. Un libro non è solo un oggetto che si fabbrica, si vende, si legge, si butta. E’ un pezzo d’anima dell’autore. Una fetta importante della sua vita lavorativa”.

Draghi un corno.

Tag: ,

12 Risposte to “Draghi un corno”

  1. stefania Says:

    Una fetta importante della sua vita… e basta, IMHO. Forse, uno dei più grandi mali di quest’epoca e del mondo editoriale è il mancato rispetto per gli autori e il loro lavoro, per la dignità professionale che permette ragazzini frustrati e malati di mettere alla berlina chiunque abbia raccolto successi che loro pensavano di meritare. (scusate la polemica, ma quando ce vo’…). Il fantasy raccoglie emozioni ben più vaste e profonde di scaglie e artigli, elfi, maghi, spade magiche, monaci shaolin e quant’altro. Il fantasy è anche denuncia sociale.
    Prima o poi lo si capirà. Forse. Spero.

  2. Wu Ming 4 Says:

    Poveri draghi… schiacciati dall’inflazione.

  3. M.T. Says:

    Il male è ignoranza, scarsa conoscenza del genere, pregiudizi, limitatezza. Se si riuscisse ad andare oltre questo si scoprirebbero mondi sconfinati e ricchi.

  4. Valberici Says:

    Eh, la recessione l’è ‘na brutta bestia…molto più feroce dei draghi 😦

  5. Giobix Says:

    vado un po’ ot, ma uno di quelli dei draghi (e casa Pound) l’ha fatta grossa. Prepariamoci a un ulteriore diluvio di cretinate sul fantasy
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/sparatoria-firenze-piazza-dalmazia-morti-feriti/177145/

  6. Lara Manni Says:

    Giobix, ho visto. E’ gravissimo. Perché adesso scatterà l’identificazione dei tolkieniani come militanti di destra. Esattamente quello che è avvenuto anni fa. Bisogna muoversi su questo, e subito.

  7. Giobix Says:

    Già, tra l’altro dal link della società tolkeniana ho visto che alla sua rivista La Soglia collaborava anche Gianfranco De Turris, di cui hai già scritto.
    E forse è la rivista di cui parlava GL nei commenti al post.

  8. Lara Manni Says:

    Peggio. De Turris è stato il prefatore del suo romanzo.

  9. Wu Ming 4 Says:

    Il pluriomicida di Firenze, tra le altre orribili cose, era anche l’autore del saggio “Frodo Baggins, l’eroe che non ha fallito” pubblicato nel volume collettaneo curato da Gianfranco De Turris, “Albero di Tolkien”, Bompiani 2007.
    E Gianfranco De Turris ha scritto la prefazione a un suo pamphlet contro la demolizione del complottismo antisemita contenuta nel romanzo di Umberto Eco “Il cimitero di Praga”.
    Ad ogni modo, gente, metaforicamente parlando, questi non sono draghi, sono orchi. E del genere peggiore.

  10. Lara Manni Says:

    Come dicevo poco fa a Wu Ming 1, Casseri era noto e ben recensito nella maggior parte dei siti che si occupano di fantastico, che al momento tacciono e minimizzano. Io dico solo che siamo noi che ne scriviamo e ce ne occupiamo che per primi dobbiamo prendere le distanze da questa feccia, con chiarezza e subito!

  11. Wu Ming 4 Says:

    Lara, adesso ne troverai eccome di gente che prende le distanze (mi sa che perfino De Turris farà fatica a difendere il suo amico). Purtroppo il nodo è a monte. Io cerco di dirlo da un po’ di tempo – spesso sfruttando questo tuo spazio, che per fortuna c’è – che il problema del fantastico per come viene affrontato in Italia è la totale e assoluta mancanza di basi da parte di chi scrive. E di conseguenza di chi legge. Ci si concentra sul canone, si cerca di rispettare (o far rispettare) le supposte regole del tal subgenere, perché si è identificato un target o perché si pensa che esista un’ortodossia del fantastico che va rispettata per essere riconosciuti autori di genere. Ma non si alza mai lo sguardo, non si spazia, non ci si rende conto di quale grande problematicità e complessità etica si esprime attraverso la creazione letteraria di mondi.
    Il fantastico rimane il passatempo per i nerd e per le ragazzine sognanti. E così va bene tutto, un’interpretazione vale l’altra, e passa tutto in cavalleria, anche i fascisti che diventano “esperti” di Tolkien. Poi un bel giorno salta fuori un pistolero che si mette a sparare a chi ha la pelle scura e ohps… ti accorgi che era quello con cui hai fatto il convegno o a cui hai recensito il libro. Ma te lo sei chiesto cosa diavolo c’era scritto in quel libro? E ti sei chiesto magari se per caso un autore come Tolkien non si fosse già dovuto mettere il problema di come scrollarsi di dosso certe letture “con la bandiera di Pretoria”? No, perché è soltanto fantastico… Che vuoi che c’entri la vita reale?
    Scusa lo sfogo, ma mi girano parecchio.

  12. Lara Manni Says:

    Grazie, invece. Lo sfogo mi ha dato spunti ulteriori per quello che ho appena scritto. Sono furente.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: