Disclaimer

Da Wikipedia:
“Un disclaimer, termine inglese recepito nella lingua italiana, è generalmente un’affermazione tesa a definire o delineare l’estensione, i diritti e gli obblighi tra due o più soggetti coinvolti in una relazione legalmente riconosciuta”.

Ora, tralasciando il “legalmente riconosciuta”, mi sto rendendo conto di una cosa: ovvero, si moltiplicano un po’ ovunque, sui blog come sui giornali, interventi che parlano dell’eBook come di un mutamento “ineluttabile”, destinato a soppiantare la lettura su carta, l’editoria su carta, e insomma a far piazza pulita del mondo così come lo conosciamo. Un mio commentatore su Facebook dice testualmente:  “la carta ha i giorni contati. Il luddismo non aiuta a fermare le innovazioni”.
Sono disposta a crederci.  Ma non sono disposta a passare dalla parte dei luddisti. Non sono disposta a essere accusata di passatismo e di miopia e di nostalgia canaglia se avanzo dubbi. Non dubbi sugli eBook: mi piacciono gli eBook, che sia chiaro, per favore. I dubbi sono, come ho scritto più volte, sull’assenza di giudizio critico in un sistema ancora confuso, soprattutto in Italia.
E su un’altra cosa.
Dal momento che sono una persona curiosa, vado sempre  a spulciare fra le biografie di chi sostiene l’ineluttabile avanzata. Sono tecnici, direttori editoriali, consulenti editoriali, editori, autori che lavorano nel mondo degli ebook. Il che va benissimo: è comprensibile e giusto che ognuno difenda il proprio settore.
Però, per favore, ditelo. Quando scrivete i vostri articoli o post o commenti sotto i post altrui, usate il disclaimer. Fugherà ogni dubbio e ci permetterà di confrontarci serenamente.
Il mio è noto: sono un’autrice che pubblica su carta, e che ha un blog.
E tu?

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66 Risposte to “Disclaimer”

  1. Marco Says:

    Che noia mortale, quest’idea che “il nuovo” debba uccidere il vecchio. Perchè non si contenta di esistere senza rompere i maroni a tutto quello che c’è, sto “nuovo”? Perchè non crea spazi nuovi ed aggiuntivi invece di occupare quelli altrui?
    Il libro di carta non avrà bisogno di un articolo 18 per resistere all’ebook. E’ un oggetto diverso. Che dona un piacere diverso. Ed io (che adoro il mio ebook reader con centinaia di libri pronti all’uso ovunque, che mi consente di leggere “Guerra e pace” sull’autobus con una mano sola…e adoro la mia libreria di casa, e i colori e le dimensioni dei libri, e l’odore, ed il loro peso che piega le mensole) dico che nessun fanatico, nessun talebano digitale o cartaceo potrà mai impormi di rinunciare ad uno dei due modi in cui il libro esiste nel 2012 (e nemmeno nel terzo o quarto in cui si presenterà nel 2030…)

  2. Lara Manni Says:

    In effetti sì, c’è qualcosa che ha a che vedere col fanatismo nei modi in cui si propugnano alcune affermazioni legate al rilascio di questa o quella applicazione, senza aver ancora avuto la possibilità di vedere come, esattamente, si svilupperanno. E, no, i dati americani non sono la Bibbia.

  3. Roberto Gerilli Says:

    Gli ebook cambieranno l’editoria così come gli mp3 hanno cambiato il mondo della musica, ma secondo me la portata della “rivoluzione” non avrà la stessa ampienza.
    Il motivo è semplice. Per la musica si è passati dal cd all’mp3, ma i mezzi con cui si ascolta la musica sono sempre gli stessi: stereo, autoradio, lettori portatili. Sono cambiate le dimensioni ma il resto è rimasto immutato.
    Per quanto riguarda l’uso degli ebook, invece, c’è un cambiamento totale dei mezzi con cui si legge. Dai libri cartacei si passa ai lettori digitali: mezzi che più diversi non potrebbero essere.
    Per la musica c’è stato solo un paragone di formato. All’inizio qualcuno diceva che gli mp3 si sentivano peggio, ma le sostanziali abitudini degli ascoltatori sono rimasti le stesse.
    L’ebook, invece, cambia la qualità della lettura ma soprattutto le abitudini dei lettori. E toccando le abitudini tutto diventa personale e soggettivo.
    Se io non viaggio cosa me ne frega che in un e-reader posso immagazzinare centinaia di libri? Se ne legge sempre uno alla volta, no?
    Se voglio fare un regalo per natale secondo voi è meglio regalare un bel libro “vecchio stile” impacchettato e infiocchettato oppure un buono per una libreria virtuale?
    Preferite l’odore della carta o quello dei circuiti elettrici di un e-reader?
    Sia gli ebook che i libri cartacei hanno i suoi pro e i suoi contro, ma sono due mezzi di lettura completamente differenti e per questo continueranno a convivere.
    Disclaimer: io sono Roberto. Sono un ingegnere elettronico e vorrei diventare scrittore. Leggo sia libri cartacei che ebook, ma continuo a preferire i primi

    • Paolo1984 Says:

      “Preferite l’odore della carta o quello dei circuiti elettrici di un e-reader?”
      mi viene in mente il signor Giles, lui non avrebbe dubbi e io sono d’accordo con l’Osservatore di Buffy..del resto io sono uno che ha preso il lettore DVD solo quando non si trovavano più vhs, quindi finchè esisteranno continuerò a leggere libri cartacei. Detto questo,ognuno legga ciò che vuole sul supporto che preferisce, ma sono d’accordo che l’entusiasmo acritico sugli e-book e l’aria di quasi festa con cui molti fanno anzitempo i funerali al libro cartaceo non mi piace

  4. Marco Says:

    Oopss…pardon, alla fine non ho messo il disclaimer!:-)
    Marco. Lettore accanito e quasi bulimico. Datemi qualsiasi cosa da leggere, sul supporto che preferite, e non mi tirerò indietro. Ecco, levatemi solo di torno il DRM, vi prego. Che se compro una cosa, voglio poterla usare. Per tutelare il diritto dell’editore e dell’autore l’unica via non può essere spaccare i cabasisi al lettore-acquirente!!

  5. Lara Manni Says:

    Meravigliosi i disclaimer🙂
    Roberto, anche io penso che cambieranno il mondo dell’editoria: in quale direzione, è ancora tutto da vedere. Ma non credo alla tabula rasa, appunto.

  6. cartabaggiana Says:

    Consentimi, Lara, ma l’affermazione ‘mi piacciono gli ebook’ è quanto meno curiosa.

    Cosa vuol dire? ti piacciono tutti gli ebook?

    vuol dire che se è un testo è mediocre, solo per il fatto di essere un ebook raggiunge la sufficienza?..

    o forse un buon libro per il fatto di essere su carta lo rende un ottimo libro?

    gli ebook come la carta sono solo un supporto al testo, che è il motivo autentico per cui uno legge;

    si legge il testo, non un ebook o la carta del libro;

    Cordialmente.
    Cartabaggiana

  7. Marco Says:

    @cartabaggiana: posso rispondere anch’io?:-)

    1. Se un libro fa c*gare, lo fa indipentemente dal supporto su cui è reso disponibile: ma questa è un’ovvietà.

    2. Ci sono libri che, resi disponibili in formato ebook, risultano di pessima qualità rispetto al cugino cartaceo: allineamenti, andate e capo, interruzione dei capitoli ed accenti sono i problemi principali.
    E questo è un problema dell’editore. Un progetto ebook non è il semplice assemblaggio dello stesso testo del cartaceo, ma richiede un approccio diverso. Tanto per fare un esempio, su un ebook reader il concetto fisico di “pagina” non esiste più, visto che dipende dalle dimensioni dello schermo e dalla dimensione del font che uno imposta per leggere.

    3. Ci sono libri che non possono rendere in formato ebook come su carta: il primo esempio che mi viene in mente è “La storia infinita” di Michael Ende, dove c’è un “libro dentro il libro” identificato da pagine di colore diverso: questo si può rendere su un tablet, che è un dispositivo pessimo per cose lunghe come i libri, ma non su un ebook reader, dove per ora la tecnologia e-ink si sposa con il bianco e nero e il colore è ancora in divenire.

    4. Ci sono libri che non si sposano bene con certi ebook reader: penso ad “Alice nel paese delle meraviglie”, dove ci sono effetti tipografici realizzati con font diversi…ed il Grande Fratello Kindle, che sta cannibalizzando gli altri reader, non gestisce font diversi nella stessa pagina.

    E, quindi, non condivido quel che tu affermi: un libro NON E’ solo il testo che lo compone. E’ un po’ più complesso.
    Poi, ci si può accontentare, senza dubbio. Ho goduto di centinaia di libri in edizione economica senza sentirmi menomato. Ma ben cosciente che c’era di meglio, anche se non potevo permettermelo:-=

  8. Lara Manni Says:

    Cartabaggiana, non pensavo ci fosse bisogno di specificare. Si parla di supporto e non di testo ivi contenuto: ma mi sembrava talmente ovvio…

  9. Eleas Says:

    mi sento tirato in ballo… essendo io ad aver fatto il commento luddistico.

    Ribadisco il mio pensiero prima del disclaimer: il cambiamento è inevitabile piaccia o meno, avrà tempi relativi all’arretratezza informatica dei paesi, quindi qui la carta vivrà ancora per qualche anno.

    Come faceva notare qualcuno poco sopra si tratta di un mutamento di supporto. Di metodo di lettura. Poi se leggiamo twilight quello è a prescindere dai formati.

    Diverso il punto sui prezzi, DEBBONO essere più bassi, perché la filiera della gente coinvolta è più piccola e se vi dicono il contrario mentono.

    VERISSIMO in Italia vige lo stato di confusione, ma soprattutto lo stato del finché la massa ignora, la spenno con prezzi folli. Ho visto ebook a 18€, un costo davvero astronomico.

    Credo anche che usare gli ebook sia un’opportunità per molti, per arrivare a pubblicare un libro senza passare per le forche caudine degli editori e secondo me è QUESTO IL PUNTO che fa loro bruciare il di dietro, la perdita di controllo del mercato. Qui hanno perfettamente compreso che la cosa potrebbe sfuggirgli di mano e molti (io sono tra quelli) potrebbero arrivare a pubblicare senza averli tra i piedi. So bene che ci sono pro e contro in questa scelta, ma appunto di scelta si tratta. E ad alcuni lasciare liberi di scegliere gli altri non va giù. Ecco perché anche io sono diffidente, ma non certo sul mezzo.

    Disclaimer: io sono Gianrico aka Eleas tecnico apple, specializzato in editoria digitale, appassionato di fantasy e fantascienza, in procinto (si spera) di pubblicare digitalmente il suo primo libro.

  10. cartabaggiana Says:

    Tutta la querelle circa libro/ebook in realtà nasconde un’egomania congenita dello scrittore, in particolar modo lo scrittore italiano:

    il gusto tutto feticistico – che non ha nulla a che vedere col testo – di vedere il libro fisico, oggetto tangibile, perchè la tangibilità del testo – nella compulsione nevrotica egomane di questo scrittore – diviene tutt’uno con la tangibilità e la visibilità del proprio talento;

    ma si sa, in Italia le abitudini sono dure a morire;

    e in ogni caso, all’avvento della pressa di Gutemberg le polemiche non furono minori, eppure…

  11. Marco Says:

    “il gusto tutto feticistico – che non ha nulla a che vedere col testo – di vedere il libro fisico, oggetto tangibile, perchè la tangibilità del testo – nella compulsione nevrotica egomane di questo scrittore – diviene tutt’uno con la tangibilità e la visibilità del proprio talento;”

    Mah…

    Non ho capito perchè mai una forma di piacere che non piace a te (perchè il gusto di toccare il libro fisico come oggetto è anche del lettore, mica solo dello scrittore) debba diventare il pretesto per un attacco così dispregiativo allo “scrittore” in termini generali (che come tutte le astrazioni generali, non esiste).

    Non ho capito perchè tu ti riferisca al libro cartaceo come un’abitudine che debba morire.

    Non ho capito perchè delle semplici opinioni soggettive (e in quanto tali opinabili come quelle di tutti) debbano assumere toni così ultimativi e apparentemente senza possibilità di replica.

    Non ho intenzione di polemizzare, assolutamente.

    Però mi piacerebbe che continuassimo la discussione come se ognuno potesse pensarla come gli pare, su un argomento in fondo così frivolo:-)

  12. Lara Manni Says:

    Senti, Cartabaggiana, forse non ci siamo capiti, e ti assicuro che l’egomania non c’entra nulla. Quel che ho scritto è che nutro dubbi su chi ha certezze (e perdona il bisticcio di parole): perchè – vale anche per Eleas – nessuno, al momento, è in grado di predire con esattezza se, come, quando, cambierà il mercato editoriale italiano.
    Oltretutto, sostenere che gli eBook faranno piazza pulita adducendo come motivazione principale la fine dello strapotere degli editori cartacei nuoce, in primo luogo, agli eBook medesimi: che sono qualcosa di più e di meglio di una rivendicazione personale. Non credete?

    Ps. Cartabaggiana, l’oggetto del post è il disclaimer. Perchè non ci dici che fai parte di una casa editrice on line?🙂

  13. Eleas Says:

    lara sia chiaro non sono per un muoiano gli editori, però l’ebook può essere un modo per renderli più ragionevoli sotto alcuni aspetti costringerli a diventare più rapidi.

    Quanto al prevedere onestamente non credo sia “precisamente prevedibile”, questo no, ma sono sicuro che al massimo in una decina d’anni la carta sarà l’eccezione e il digitale la norma. Ma dove sta il reale problema? Il cuore non dovrebbero essere le storie? Leggerle su carta-papiro-pergamena-roccia-ebook non cambia il piacere di leggere.

    Considera che in alcuni paesi è già così, ci frena la nostra arretratezza. Poi sia chiaro io non ho niente contro i libri cartacei, ne ho paccate mi son fatto costruire una libreria su misura. Però lo trovo un mezzo scomodo.

    Esempio: al momento sto leggendo il Wunderkind, un libro sui serial killers, un manuale apple, un manuale su drupal, sto ricorreggendo insecta. Dovrei andare in giro con un carretto per portare tutta sta roba. 700 gr di iPad mi risolvono il problema, ho tutto lì sempre disponibile. Per leggere Limits ci ho messo il quadruplo del tempo perché non mi potevo portare dietro un chilo e mezzo di libro.

    Poi i discorsi sull’ego degli autori non mi interessano, se una storia è buona è buona a prescindere da chi la pubblichi o dal se sia pubblicata. Per me l’ebook è una soluzione pratica, che mi mentte in condizione di pubblicare semplicemente il mio libro e di leggerne comodamente enne.

  14. Marco Says:

    @Eleas
    Ribadisco il mio pensiero prima del disclaimer: il cambiamento è inevitabile piaccia o meno, avrà tempi relativi all’arretratezza informatica dei paesi, quindi qui la carta vivrà ancora per qualche anno.

    E’ una tua opinione, sarà il futuro a dirci se avevi ragione:-)

    Sui prezzi dell’ebook e sul tema autopubblicazione mi sposterei sui post che Lara aveva già focalizzato su questo argomento.

  15. cartabaggiana Says:

    Non solo faccio parte ma SONO un editore on line,

    ma l’ho già detto già qualche post fa;

  16. Eleas Says:

    marco sicuramente non ti vengo a dire il 23 settembre 2017 finisce il mondo della carta, sarei idiota a farlo, ma se ci pensi su amazon si vendono più libri digitali che cartacei già da un paio di annetti e il trend statunitense è l’apripista, gli altri seguono chi con più chi con meno ritardo. Secondo me ce n’è almeno per dieci anni. Poi magari sbaglio, ma la diffusione a basso livello di programmi che rendono facile la creazione di un ebook lo diffonderanno sempre più nel tessuto quotidiano. Se entrambi usiamo un mac magari invece di mandarti un .doc ti mando un .ibooks e il formato si diffonde.
    È una strategia commerciale di Apple per vendere più iPad non nascondiamoci dietro a un filo d’erba secca. Ma secondo me ha il pregio di diffondere un buon formato e una buona soluzione tecnica. Poi io ho l’angolo distorto del tecnico poca da fare.

  17. cartabaggiana Says:

    Ci sono scrittori cui piace scrivere, ce ne sono altri cui piace soltanto far parlare di sè;

    in entrambi i casi, lo scrittore (che pubblica, perchè ve ne sono anche di bravissimi che NON pubblicano, vedi Bufalino, trascinato alla pubblicazione da Sciascia dopo 40 anni che DICERIA DELL’UNTORE stava nel cassetto) si aspetta che la sua opera raggiunga il maggior numero di lettori possibile, e in taluni casi anche in minor tempo, dato il mercato;

    tra la carta e il digitale quale dei due risponde a queste caratteristiche?

    Inoltre, l’editoria tradizionale ha campato sin’ora di rendita sulle speranze degli scrittori in pectore, alimentando sistemi di discriminazione di talento con la scusa che un libro è un investimento oneroso etc;

    con l’editoria digitale molte logiche vengono abbattute; non parlo di self publishing, parlo proprio del mestiere autentico dell’editore: scegliere manoscritti validi e pubblicarli, INVESTENDO SULLA QUALITÀ, SENZA CHIEDERE PREVENTIVAMENTE NULLA IN CAMBIO;

    Il vecchio sistema editoriale è fatto di sprechi di carta, di resi in magazino, di fuori catalogo;

    tutto questo con l’editoria digitale diviene un ricordo;

    le buone idee vanno fatte circolare. e il vecchio sistema editoriale di idee, se ne ha fatte circolare molte, ne ha castrate altrettante;

    il sottobosco degli scrittori inespressi – dei BRAVI scrittori inespressi – solo perchè un editore pretende in cambio una somma eccessiva di denaro, o perchè il manoscritto giace dimenticato – e senza garanzie – tra le scartoffie dei redattori è fin troppo fitto;

    l’editoria digitale agevola la circolazione delle idee, la rende di gran lunga meno farraginosa, meno pachidermica, meno speculativa;

    non scordiamoci, poi, che le royalties garantite allo scrittore dall’editoria digitale sono – possono essere – senza paragoni più alte;

    e lo dico da editore;

  18. Eleas Says:

    PS: trovo che il tema dei prezzi invece sia piuttosto connesso a quello del fidarsi o meno, io non mi fido perché la politica dei prezzi che stanno facendo sugli ebook è ridicola e ha un solo esito, spingere alla pirateria. Ma ho la sensazione che abbiano iniziato a capire il problema perché ho visto i prezzi calare drasticamente in alcuni settori.

  19. Roberto Gerilli Says:

    quello che non capisco è: su quali basi si fanno queste previsioni di morte ai libri cartacei? non mi sembra proprio che gli ebook siano dei sostituti dei libri. Al massimo complementari. boh

  20. Cesare Says:

    Insomma gli ebook sono la soluzione per chi viene respinto dagli editori. Come definizione mi pare triste.

  21. cartabaggiana Says:

    @Cesare:

    tra i respinti ti ricordo che ci fu un tale Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de Il Gattopardo, respinto dal suo conterraneo Elio Vittorini per ragioni ideologiche, non di qualità, libro che il suo autore non ebbe mai il piacere di vedere pubblicato, poichè pubblicato postumo;

  22. Cesare Says:

    I soliti argomenti. Quattro o cinque casi su migliaia. A proposito: “sinora”, non “sin’ora”. Un editore dovrebbe saperlo.

    Disclaimer: Cesare, lettore accanito su qualsiasi supporto.

  23. cartabaggiana Says:

    L’accettazione di un editore non è sinonimo di qualità, il mercato è starcolmo di esempi, come il respingimento non è sinonimo di scarsa qualità;

    è un dato di fatto: molti bravi scrittori non pubblicano perchè “…figurati se l’editore..”…(editore voltamente minuscolo, in questo esempio…)…

    molti bravi scrittori non ci pensano nemmeno a tentare di contattare un editore;

    senza contare gli scrittori che prima di ottenere un minimo di soddisfazione annacano i nipoti;

    non dimentichiamo neppure che la stragrande maggioranza degli editori – grandi e piccoli – in Italia pubblica a pagamento, quindi non di editori si tratta ma di servizi editoriali;

  24. Eleas Says:

    Cesare credo che limitare la definizione degli ebook a rimedio contro il rifiuto degli editori sia come sostenere che gli ebook siano il bene e la carta il male.

    Sono inutili estremismi, è vero che in molti potremmo optare per una soluzione facile, ma è facile per quale motivo perché non sappiamo scrivere buone storie o perché ci fan cadere la pubblicazione di un libro dal 3000simo piano?

    Cerchiamo di vedere il quadro nel suo complesso altrimenti vedremo solo un papocchio informe di colori.

  25. cartabaggiana Says:

    aggiungo gli editori – soprattutto i grandi – che non campano di vendite ma di contributi all’editoria, ovvero denaro pubblico;

    non parliamno poi di tutta quella pletora di case editrici che gravitano – come parassiti, anzi, senza il come – attorno l’universo Mondadori, che è quanto dire…

  26. Giobix Says:

    Disclaimer: lettore scettico e autore di raccontini online inutili in qualsiasi altro formato.

    Rimango sempre perplesso quando sento rimestare l’idea della discriminazione dei talenti operata dagli editori tradizionali, e la presunta democratizzazione delle pubblicazioni a cui dovrebbe portare questa o quell’alternativa. Trovo pure ridicolo il continuo scomodare paragoni illustri, non mi piace questo far leva sulle speranze, e pure sulla presunzione dell’aspirante autore.
    Leggendo certi interventi mi viene da pensare che un buon inno per gli aspiranti aggiratori della casta potrebbe essere “Se celo fatta io” di Checco Zalone, apportando qualche intervento al ritornello:

    “Se cela fatta Proust
    Cela puoi farcela anche tu
    Se cela fatta Svevo
    Figuriti tu!”

  27. cartabaggiana Says:

    é il sistema che va cambiato e che sta cambiando, un sistema in cui i vari Mondadori, Sperling&Kupfer, Einaudi, Feltrinelli etc l’hanno fatta da padroni – padri padroni – e che mostrano – in Italia – totale miopia verso le buone novità e il mercato – il mercato quello sano;

    che questi pachidermi miopi, vetusti, fradici di muffa e polvere ti vendano un ebook a 10-12-14 euro è semplicemente ridicolo;

    imploderanno sotto il loro stesso peso;

  28. niggle Says:

    @ cartabaggiana: ho una curiosità e visto che sei un editore online ne approfitto: ma per quanto riguarda i libri scolastici/universitari e i manuali? Sono libri che ad averli in formato ebook farebbero la felicità di studenti e professori, delle loro schiene soprattutto…eppure niente. Come mai? A me sembra il modo più naturale e funzionale per la diffusione dell’ebook, invece si è partiti dalla letteratura (cioè dai libri da “leggere” non da “studiare”). Perché? Mi è sfuggito qualcosa, ci sono dati che non conosco o si tratta di una strategia di marketing?

    Spero che la domanda sia chiara, e mi scuso con la padrona di casa/blog se ho approfittato del suo spazio.
    =)

  29. Eleas Says:

    niggle la risposta alla tua domanda sta nell’arretratezza culturale, nel peso di cui correttamente parlavamo sia io che cartabaggiana precedentemente. Ti parlo per ESPERIENZA DIRETTA quando siamo andati a proporre agli editori il digitale il loro UNICO pensiero è stato come usare bene il DRM (sistema – inutile – di protezione dalle copie). Altri invece ci hanno detto che i loro libri erano troppo complicati per essere digitalizzati (manco fossero il codice di hamurrabi). La loro scelta finale è ricaduta su UN CD MULTIMEDIALE. Come a dire il paleolitico. Sono loro a puntare i piedi perché occorrerebbe fare investimenti, imparare cose nuove, nuovi metodi, formare il personale. E qui si entra in un dibattito più ampio sulla profonda inadeguatezza dell’imprenditoria italiana per la quale un investimento è tale solo se non comporta rischi. Come a dire non sappiamo cosa voglia dire intraprendere…

  30. Caterina Says:

    Tutto questo sa un pochino di diatriba calcistica, se sei milanista non sei interista, se sei romanista odi per forza di cosa i laziali. E io non è che il calcio non lo ami… anzi… però è il calcio non la letteratura.
    Giusto per presentarmi, lavoro nell’entertainment, da tempo non nei libri (nei cartoni animati), ma la mia azienda fa anche libri…. Cartacei… ed Ebook. Noi creiamo contenuti quindi sostanzialmente ce ne freghiamo del supporto.
    Credo che l’ebook sia una rivoluzione, credo che schierarsi tout court per la malinconia della carta o la rivoluzione dell’e-reader sia abbastanza stupido… Un po’ come sostenere che il milan è più forte dell’inter… è va benissimo perché è vero, ma è detto da una milanista.
    Se qualcuno mi chiede se mi piace il piacere della carta dico CERTO!, se qualcuno mi dice se mi piace entrare in una libreria (non virtuale) dico ASSOLUTAMENTE SI’ e preferisco ricevere un pacchetto a natale (con dentro un libro) e non un file via email.
    Questo non toglie che io capisca e comprenda la rivoluzione che l’ebook può portare… perché l’ereader non serve solo se si viaggia molto (come me)… serve anche a:
    1) ridurre i costi di stampa (e si spera quindi a pubblicare di più)
    2) ridurre i costi di distribuzione (più libri, meno barriere all’entrata)
    3) smettere di distruggere la foresta amazzonica.

    E non sono un’ecologista convinta, ma nell’ebook ci sono un sacco di cose positive. Non credo ucciderà la carta (la tv non ha ucciso la radio e qui secondo me siamo davanti a questo genere di rivoluzione non a quello della musica)… solo andremo verso abitudini diverse….

    A presto

  31. Eleas Says:

    PS la scelta del CD è stata causata da un obbligo di legge per gli editori scolastici che li costringe a inserire qualcosa di digitale dentro i loro libri… qualcosa

  32. Marco Says:

    @Eleas: non credo che il cartaceo scomparirà o si ridurrà a livelli residuali: anche questa è un’opinione che lascia il tempo che trova:-). Provo però a motivarla:

    In un mercato di nicchia, la carta continuerà ad offrire emozioni che l’ebook non potrà mai offrire.Pensa ai libri d’arte, con le riproduzioni dei quadri in grande formato: oggi lo standard dei lettori è lo schermo a 6”, quelli a 9,7” sono di supernicchia per il costo; e il tablet, lo ribadisco, va splendidamente per consultare quotidiani o articoli o il web, non per leggere Guerra e Pace;

    Nel mercato di massa, dove i lettori “forti” sono considerati quelli che leggono un libro al mese, perchè mai questa massa dovrebbe comprarsi un reader, per usarlo ad ogni morte di papa? il kindle sarà magari il gadget di Natale del 2012, soprattutto se continueranno a venderlo sotto costo, ma poi rimarrà a lungo fuori dai cassetti dei lettori deboli, esaurito l’entusiasmo per la novità?

    @niggle: sicuramente cartabaggiana potrà risponderti in modo pertinente ed informato…ma io credo dipenda dal fatto che pensare in formato ebook un manuale con molte immagini sia costoso…per gli editori è molto più facile produrre oggetti “solo testo”. Appena si va su qualcosa di più raffinato o complesso che implica il “ragionare in digitale” fin dall’inizio, i costi del progetto diventano probabilmente troppo alti per avere un ricavo sufficiente o un prodotto di qualità. Si aggiunga che gli ebook sono gravati da IVA al 21% anzichè al 4 come i fratelli di carta.

    @Giobix: condivido. Non vedo relazione tra “facilità di autopubblicazione” e “rivelazione di talenti che l’editoria cartacea non rivelerebbe”. Certo, i casi ci sono. E’ accaduto e accadrà ancora, ma è un effetto fisiologico, non la liberazione da un giogo culturale. Io credo molto negli editori come elemento di selezione di quel che viene scritto. Poi, ben venga lo splendido romanzo nato sulla rete, ci mancherebbe…(oh, pure io mi sono autopubblicato una raccolta di racconti…e son soddisfazioni, neh!:-)

  33. Eleas Says:

    marco sono proprio i lettori accaniti che trarranno un giovamento economico dal libro digitale. Quanto poi al leggere guerra e pace in digitale ti garantisco che si legge assai meglio in digitale. io mi sono letto frank schatzing sia in cartaceo che in digitale e ho messo una frazione del tempo nella lettura dell’ebook.

    Potrei nche dilungarmi nello spiegare perché leggere il digitale rende più veloce la lettura ma non è il post adatto.

    quanto al mercato di nicchia io invece mi immagino un iPad 65 in gradi di mostrarmi un ologramma 3d della fontana di trevi e allora mi sa che il profumo della carta potrebbe anche sapere di muffa. Fantascienza? No ho già visto prototipi dell’iphone con proiettori integrati per il gaming.

    Perché gli editori scolastici rimangono alla carta e al cd multimediale mi pare di vaertelo spiegato, se vuoi posso aggiungerci che usando questi mezzo possono fare pagare più cari libri sulla cui validità didattica a lungo potremmo disquisire.

    PS: quando asserite che la carta resterà come nicchia per gli amanti del suo odore state affermando che la carta sparirà. È vero che oggi ci sono gli amanti del vinile, ma quanto incidono sul volumen delle vendite musicali rispetto all’Apple Store? Diciamo lo 0.0000qualcosa? ecco

    • Marco Says:

      Eleas, guarda che io HO un ebook reader, lo ADORO e ci STO LEGGENDO “Guerra e pace”:-), dopo aver appena finito il Don Chisciotte con le illustrazioni di Dorè.
      Questo per evitare la risibile contrapposizione di cui parlava Caterina:-)
      Della velocità di lettura, sinceramente non me ne frega una cippa, non è un parametro interessante:-))))
      Sul resto, rileggi meglio ciò che ho scritto (ho scritto che la carta rimarrà SIA per la nicchia CHE PER la massa)…

      • Eleas Says:

        no per carità marco ho capito, ma non concordo, resterà la nicchia prima grossa poi sempre più piccola e per amatori del vecchio libro. Del resto a chi non farebbe piacere avere un codice miniato in casa? A me piacerebbe un sacco. La massa avrà i lettori perché il loro prezzo scenderà com’è accaduto per dvd e videoregistratori.

  34. Lin Says:

    Io adoro gli ebook:
    – perché risparmiano un sacco di alberi abbattuti

    Io adoro gli ebook:
    – perché prima posso scaricare un libro e leggerlo gratis, e solo se mi piace comprarlo e/o donare all’autore

    Io adoro gli ebook:
    – perché ce ne sta un sacco in un terminalino

    Io adoro gli ebook:
    – perché quando leggo a letto posso scegliere su quale fianco stare, e non limitarmi a stendermi dal lato del libro dove ci sono più pagine – se avete capito vuol dire che lo fate anche voi🙂

    Io sono preoccupata dagli ebook:
    – perché più ce ne saranno, meno saprò cosa leggere. Non ho niente contro il self-published. Ma come farò a trovare qualcosa degno di essere letto, nel marasma della paccottiglia autopubblicata? Il novello Proust di cui si parla – a me Proust non piace, ma fa niente – come individuarlo? Speravo nei blogger, però negli ultimi tempi ho visto ridursi la loro spinta propulsiva. Mi spiego meglio: sono via via sempre più colonizzati dalle tradizionali case editrici, con giveaway e presentazioni (ne parlava anche Lara tempo fa). Insomma, se gli scaffali delle librerie sono “acquistati” dalle grandi CE, pare che lo saranno anche i blog. È triste, perché sembra che si riproporrà sulla rete lo stesso monopolio culturale presente nelle librerie

    Le mie modeste speranze:
    – blogger dedicati alla scoperta di “perle”, autopubblicate e non;
    – abitudine degli autori a mettere il pulsante “Donazioni” sul loro blog, in modo da permettere di ricompensare l’autore, e non la CE

    Disclaimer: Lyn, lettrice

  35. Fabio Says:

    Segnalo…

    http://www.corriere.it/cultura/12_febbraio_03/segantini-pirati-assalto-ebook_19147ed8-4e5e-11e1-af4c-6a00aeffb10f.shtml

    • Eleas Says:

      Fabio perché non parliamo allora del tremendo pericolo rappresentato per l’editoria da quel mefitico oggetto noto con il demoniaco nome di FOTOCOPIATRICE? Cosa cambia? Niente c’è un gruppo che difende puri interessi economici.

      C’è la pirateria? Vero ma chiediamoci anche cosa impongono il signori editori vendendo libri: il DRM impone a chi compra un libro di leggerlo solo su certi dispositivi. Traduco, se io ho un iPad non potrò leggere certi libri sul mio dispositivo. Come se tu andassi in libreria e ti dessero il libro solo se lo leggerai su poltrone di marca, se invece poggi il sedere su una sedia dell’ikea il libro non si aprirà. Se a questo aggiungiamo i prezzi…

      • Fabio Says:

        Eleas, pur preferendo i libri in cartaceo, per puro piacere personale e soggettivo, non intendevo criticare chi usa gli e-reader o preferisce gli ebook. Ho solo segnalato un articolo che ho letto e che ho pensato potesse interessare. E non condivido la maggior parte delle cose scritte, ripeto era per condividere qualcosa che potesse interessare😉

    • Eleas Says:

      Ok sempre nello spirito del post sarebbe bene appunto fare un disclaimer PRIMA. Ma detto questo resta il fatto che quei simpaticoni che scrivono questi pezzi di fine giornalismo sono gli stessi che gridano al disastro ecologico se di’ verbo cadono 40 cm di neve… Insomma i giornali sono parte del meccanismo editoriale non dovrebbero anche loro avere un disclaimer?

      • Lara Manni Says:

        Eleas, ti assicuro che i quaranta centimetri di neve romani hanno provocato più danni di quelli immaginabili. E non per la neve. Comunque, a dire che tutto è uguale a tutto non ci guadagna nessuno. So perfettamente, quando apro un giornale, a quale gruppo editoriale appartiene. E’ giusto che io lo sappia anche quando qualcuno commenta su un blog o su Facebook. No?

      • Eleas Says:

        Certamente dire chi si è a me non fa schifo. Il problema è che certa stampa compie un’operazione più che subdola buttando là il dato che ci sono i pirati brutti e cattivi. Poi magari era Capitan Harlock perdonami il paragone ma a quest’ora…

        Ma siamo sicuri che i pirati sian quelli cattivi? Tutto lì. Chiaro che non si fa di un’erba un fascio.

  36. Lara Manni Says:

    Io leggo con molto piacere. Però sottolineo che, più che sollecitare una discussione pro o contro gli eBook (cosa che non ha molta ragion d’essere: gli eBook ci sono e ci saranno, e ci saranno anche – suppongo – gli editori), mi interessava il disclaimer. E vi ringrazio per averlo adottato. Per un motivo molto semplice: in alcuni casi (alcuni, sottolineo) rende molto evidente che si parla “anche” per coinvolgimento professionale. E questo, secondo me, va sempre precisato. Se io fossi un editore cartaceo e intervenissi in una discussione senza specificarlo, e difendessi la supremazia della carta per i prossimi cinquemila anni, potrei comunque sostenerlo per passione e convincimento, ma avrei una parte di me coinvolta ad altri livelli. E dovrei dirlo. Sta avvenendo qui, adesso: dovrebbe avvenire sempre.🙂

  37. Roberto Gerilli Says:

    Secondo me esiste un complotto delle grandi case editrici italiane per pubblicare solo robaccia e mantenere stupida la popolazione italiana. Sono governate dalla stessa loggia massonica che ha organizzato il finto lo sbarco sulla Luna degli americani e la finta morte di Elvis.
    Ma ora fortunatamente ci sono gli ebook, che con la loro rivoluzione salveranno le nostre menti dall’oblio.
    Hasta la victoria siempre. Ebook o muerte.

    Scusate lo spam ma quando leggo certe cose non riesco a evitare di ridicolizzarle.😄

  38. Lara Manni Says:

    Eleas, perchè mi attribuisci pensieri che non ho? Ho mai considerato cattivi i pirati o simili? Dico solo che se proprio si vuole dividere questo mondo in fazioni (e io NON sono d’accordo) i furbetti e i furboni sono da tutte e due le parti. E amano travestirsi da nobiluomini.

    • Eleas Says:

      No Lara non era riferito a te ma all’autore dell’articolo e a chi come lui fa il furbetto.

      Delle fazioni non mi frega niente tant’è che prima ho detto che anche Apple ha un fine tutt’altro che culturale vuole fare valanghe di quattrini. Però se non altro mi offre una possibilità che altri furbetti non mi offrono.

      Pirati? Sono tra loro e non l’ho mai nascosto, se pagassi ogni programma, ogni canzone, ogni libro che leggo sarei gia morto di fame da un pezzo. E da nobiluomo non posso vestirmi… Abiti troppo costosi😉

      • Lara Manni Says:

        Eleas, non ho mai pensato nella mia vita che Apple potesse avere un fine culturale🙂 Comunque, ognuno è libero di seguire i furbetti che desidera e che ritiene possano assecondare i propri desideri. Però, signori, un minimo di onestà: che si parli delle proprie aspettative, e non dei destini del mondo. Eh?

      • Eleas Says:

        Dei destini del mondo no. Di un supporto di lettura magari. Ma adesso il solo supporto cui sono davvero interessato è il mio letto per cui, grazie a tutti per la bella lunga interessante chiacchierata ma io mi cuorco come dicono al mio paese.

  39. cartabaggiana Says:

    La tentazione di stare dalla parte degli ‘apocalittici’ e del loro ‘dolore per il passato’, o degli integrati’ e della loro affezione per le cose da venire è forte.

    e poichè io non resisto alle tentazioni, precauzionalmente mi lascio tentare da entrambi, per non perdermi nulla.

    il mio ego apocalittico e il mio ego integrato convengono comunque in un punto: il testo. Dal punto di vista letterario, del supporto non mi frega un accidente; potrei tornare a leggere anche i segnali di fumo;

    quanto a un discorso di sistema, allora propendo a favore degli ebook;

    l’idea degli ebook, oltre che ecologica, è anche più comoda: non puoi leggere ANNA KARENINA o IL CIRCOLO PICKWICK senza che inevitabilmente ti si aggrachi il polso; e quando non ti si aggranchia, spacchi il libro a metà; delle due, l’una;

    e rispondo a Niggle; veniamo a te:

    io mi occuperò di testi scolastici e universitari;

    ma ci hanno già pensato a Brindisi, dove una scuola,

    http://www.umbertotorelli.com/index.php?cath=1&articolo=264-All-Itis-Majorana-di-Brindisi-gli-e.Book-entrano-in-aula

    ha prodotto in proprio i testi su cui studiare in digitale, idea non originale, in quanto appartiene al genio di Lorenzo Milani, che così fece nella sua scuola di Barbiana;

    I ragazzi piegati sotto il peso degli zaini è una scena straziante, da generazioni.

    oggi ci sono zaini con le rotelle, che si trascinano come trolley: sono il canto del cigno di una editoria, quella del settore scolastico, che più speculativa non si può;

    in Italia Cristo si è fermato a Eboli, il futuro giunge sempre in ritardo;

    ma è questione di tempo.

  40. cartabaggiana Says:

    @Eleas:
    quella sulle fotocopiatrici la trovo un’osservazione più che pertinente;

  41. Eleas Says:

    @cartabaggiana: noi abbiamo messo su un progetto nel bergamasco dove un complesso scolastico di sei scuole professionali ha sostituito in toto il cartaceo con iPad dati in dotazione agli studenti. In totale 1400 device. Sicuramente un progetto pilota come altri in giro per l’Italia ma indice di una tendenza che spero si diffonda.

    Sull’editoria scolastica io non so quanti dei lettori abbiano figli e quanti abbiano provato a ricordare i vecchi libri di scuola e li abbiano paragonati con i recenti “cosi” scolastici che non mi sento di chiamarli libri, al massimo fumetti e chiedo scusa ai fumetti.
    Parliamo di pubblicazioni in cui il tratto più diffuso e comune è la superficialità, in cui non c’è il minimo stimolo alla curiosità. Provate a dare uno sguardo ai libri di storia e vi renderete conto che se raccontate una qualsiasi favola dei fratelli Grimm avrete messo su un racconto decisamente più complesso articolato e ricco di significati che non il testo che racconta della civiltà romana in tre pagine tre.

  42. cartabaggiana Says:

    @Eleas:

    iniziative come le vostre troveranno presto diffusione; d’altronde è anche nei piani di questo famigerato governo, e non perchè siano particolarmente illuminati, ma perchè lo vogliono Silicon Valley e Cupertino e Mountain View.

    senza contare, poi, che Google si accinge a entrare nel mercato dei tablet col tablet ‘cloud’, totalmente privo di hard disk, ancora più leggero e volatile;

    e a chi dice che è in ballo la privacy, sorrido;

    perché costui/costei dimentica che col semplice invio di un messaggio di posta elettronica la privacy se l’è giocata.
    per non parlare di cellulari e bancomat.

    • Eleas Says:

      sì iniziano a diffondersi ma sono ancora chiazze rade e poco seguite, c’è ancora una valanga di lavoro da fare.

      quanto alla privacy è poco più che una chimera, una pia illusione, il solo modo per averla è non usare affatto il web. Ti dico solo che c’è uno spagnolo che sto tenendo d’occhio da quando ha acquistato il mac rubato al mio collega e che non ha idea che io so di lui parecchie cose persino i guadagni. Ma lui ha comprato un mac rubato su cui avevo installato dei programmi di controllo proprio per i furti.

  43. Lara Manni Says:

    Quanto a ego, noto che non si scherza🙂 ma prego, continuate pure.🙂

  44. Eleas Says:

    non ti seguo lara la discussione era sulla illusorietà della privacy e così come io controllo sperando che la polizia postale faccia il suo, SO che i miei dati come quelli di chiunque altro si appoggi a qualsiasi cosa in internet, sono controllati, archiviati etc etc etc, blog inclusi, idee incluse, opinioni politiche incluse. Tutto viene schedato e archiviato.
    Maniaco del complotto? Non credo e comunque poco mi frega di quello che immagazzinano tanto io conto meno del due di briscola…
    Se questo è ego non so, sono fatti però…

  45. cartabaggiana Says:

    @ Lara:

    be’, SEO insegna che ti torni tutto in pubblicità…
    😛

  46. icittadiniprimaditutto Says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  47. Andreandrea Says:

    Scusate, intervengo solo per una questione marginale che va un po’ OT, 1400 iPad (2?) al costo di 484 € l’uno (saranno scontati immagino, ma facciamo finta che siano venduti allo stesso prezzo di dettaglio) costerebbe a un istituto 677.600 €. Allarghiamo la spesa a ogni istituto del Paese (superiore immagino, giusto?) e arriviamo a una piccola finanziaria. L’Apple sarà di sicuro contenta, ma i contribuenti un po’ meno. Perché poi, se proprio lo si vuole fare, optare per un tablet così caro e completamente chiuso (la dipendenza dal produttore sarebbe tutta a vantaggio di quest’ultimo), quando la OLPC offre portatili a 100$ completamente open (al cambio attuale poco più di 76 €)? Considerando poi che le scuole pubbliche non hanno i soldi per la carta igienica e le famiglie sono già vessate da ingenti spese per garantire il diritto allo studio ai propri figli, forse è il caso di tornare alle vecchie, care lavagne, al gesso e far lasciare i libri dei ragazzi in classe. Mi pare che i vecchi sistemi d’insegnamento non se la siano cavata poi così male…

  48. Enzo B Says:

    Sono capitato qui per caso, sto cercando gli ebook della trilogia o, almeno, il primo… non trovo nulla. Niente su Amazon o sul sito dell’editore… Quindi non acquisto.

    Keller (editore) mi ha mandato “Mal Tiempo” di Fauquemberg (testo straordinario, linguaggio pesato anche nelle virgole); Fazi spedisce “solo” a testate nazionali (pare). Se anche gli editori del gruppo rcs sono più generosi, allora siamo alla frutta (gli Uffici Stampa Bompiani e Rizzoli sono sempre gentili, anche quando hanno finito le copie staffetta e in genere ne hanno moooolte).
    Faccio un esempio: il libro di Paola Predicatori (devo farmi un opinione?) è arrivato via corriere dall’Ufficio Stampa.
    Qui invece siamo alla burocrazia russa di Gogol’ (per qui intendo Fazi).

    Niente dall’ufficio stampa, nessun ebook. Morale: leggo altro.
    Saluti,
    E.

    PS se ho cercato male e gli ebook ci sono, allora ritiro in parte quanto detto, ma per favore datemi un link, grazie.

    PPS un e-reader di buona qualità (per leggere libri, non periodici o navigare in rete, anche se è possibile farlo) costa 130 dollari e con il wi-fi disattivato, le batterie durano un mese (testi memorizzabili: 2.500 sulla memoria fissa, più quelli che non riuscirete a leggere neppure in due vite sulla memory card; ovvio, dipende da quanta memoria vorrete aggiungere).

  49. Lara Manni Says:

    se parli della mia trilogia, al momento non sono in eBook. Al momento.🙂

  50. Lara Manni Says:

    Ps. A ogni modo, se vuoi, posso parlare con l’ufficio stampa, ma scrivimi in privato. lara.manni@gmail.com

  51. HHH Says:

    Il Signor E. (dipendente della Mela Mozzicata e – ettipareva – scrittore in pectore) mi ricorda tantissimo Paola Cortellesi quando, imitando l’ex ministro Prestigiacomo, pur di avere l’ultima parola in una discussione, sparava parole a vanvera.
    P.S.: il suddetto signore potrebbe anche prendere le proprie previsioni sulla fine del “cartaceo” e usarle per….incartare il proprio Ipad quando (tempo massimo 6 o 7 anni) lo andrà a far rottamare.
    Disclaimer: lettore cartaceo, antimoderno, luddista, reazionario…

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