Quanta fretta, ma dove corri?

“Dopo averlo anticipato a fine estate 2011 a Prima Comunicazione (“Nel prossimo futuro, un editore che non sarà coinvolto nel self-publishing non avrà autori…”), qualche settimana fa Riccardo Cavallero, direttore generale Libri Trade del gruppo Mondadori, ha confermato a Silvia Truzzi del Fatto Quotidiano che a Segrate stanno lavorando per creare entro giugno “una piattaforma su cui chi scrive si possa pubblicare e confrontare con altri lettori”. Per Cavallero, “in italiano vanity publishing e self publishing si traducono nello stesso modo. Ma sono due cose diverse, e come al solito l’inglese, nell’espressione vanity press, coglie immediatamente il senso dell’atto. Scrivo un libro, me lo pubblico e sono contento. Con la rete il self-publishing, che è un po’ il Facebook della scrittura, contribuisce a formare una comunità di amanti dei libri. Da questo mondo si può imparare”. A quanto risulta ad Affaritaliani.it, del progetto si starebbe occupando Edoardo Brugnatelli, già ideatore della collana Strade Blu.”

Affariitaliani dedica da qualche giorno interviste e speciali al rapporto fra self publishing e case editrici. Modello americano, a quanto pare:

“Negli Usa, non a caso, il direttore dello sviluppo della Penguin Molly Barton ha annunciato il lancio a breve di una piattaforma per l’auto-pubblicazione: l’aspirante esordiente paga per pubblicare a marchio Penguin il proprio testo, supervisionato dal prestigioso editore. E anche Harper Collins e Harlequin si muovono nella stessa direzione…”

Significa che anche l’editoria tradizionale apre, via eBook, alla pubblicazione “a pagamento”? Difficile capirlo, mi sembra, in questa fase.
Per ora, mi limito a linkarvi le reazioni di alcuni scrittori:  Nicola Lagioia e Giorgio Vasta, e Paolo Sortino.
Mi sembra che tutto stia andando un po’ troppo in fretta. Ma io sono una che cammina lentamente.

 

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5 Risposte to “Quanta fretta, ma dove corri?”

  1. Valberici Says:

    A me pare che le cose vadano molto lentamente, i nostri editori sono anni luce “dietro” a Bezos, tanto per fare un esempio. E credo che i nostri editori pagheranno cara la loro lentezza.🙂

  2. icittadiniprimaditutto Says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. philomela997 Says:

    “Significa che anche l’editoria tradizionale apre, via eBook, alla pubblicazione “a pagamento”? Difficile capirlo, mi sembra, in questa fase.”
    Speriamo di no! Che vergogna -.-

  4. Lara Manni Says:

    Il punto è che il self publishing sembra il Mar Rosso che si apre, in questo momento. Non essendo una tecnica, mi tengo i dubbi. Ma ne ho tanti, proprio tanti.

  5. M.T. Says:

    Al momento mi viene da dire solo una cosa: caos.

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