Strade da percorrere, e non da oggi

“Libri elettronici al popolo, come sempre. Stare con chi sta nelle strade. Meglio essere la crème della feccia che la feccia della crème“, scrivono i Wu Ming su Giap!, aggiornando la pagina dove offrono in download (lo fanno da quando sono nati come collettivo, peraltro) i propri libri.
Mi sembra una delle strade più sensate e coerenti che si possano percorrere oggi, per svicolare dalle sirene di molti – troppi, temo – editori digitali improvvisati. Massimo rispetto, davvero.

Ps. Nota di servizio. Il contest su Tanit è terminato.  I vincitori sono due: Andrea Cattaneo e Valentina Graziani. Dunque, non appena mi faranno pervenire le linee guida, scriverò non uno ma due racconti. Che pubblicherò sul blog, naturalmente: ma di cui i vincitori restano gli esclusivi committenti e dedicatari.
Nella sezione “fandom” di Tanit ho cominciato comunque a pubblicare le fanart che hanno partecipato al concorso. A seguire, fan video e fan fiction. Grazie a tutti!

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9 Risposte to “Strade da percorrere, e non da oggi”

  1. Max Says:

    Dunque, a quando i tuoi libri scaricabili *gratis* on line? Altrimenti son solo parole.

  2. Lara Manni Says:

    Alle parole seguiranno i fatti, Max. Dammi tempo e poca aggressività, per favore.

  3. icittadiniprimaditutto Says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. Ilaria Says:

    Io per es. sono una di quelli che, negli anni, ha utilizzato alla grande il download gratuito dei Wu Ming. I testi che mi sono piaciuti di più, già a metà lettura ho sentito il bisogno di andare ad acquistarli in libreria, un po’ per il piacere del’oggetto-libro e anche per quel senso di “riconoscenza” e “lealtà” verso gli autori (del tipo, brutalmente: “Hai fatto un bel lavoro, è giusto che tu sia pagato”). Idem ho fatto con la musica (penso ai Radiohead). Voglio dire che secondo me chi apprezza veramente quello che legge o che ascolta, ha poi anche voglia di pagarlo. Ma intanto, a priori lo può leggere e ascoltare anche gratis. Non dico che quella del download gratuito debba essere una strada obbligata per tutti, anche perché io sono dell’idea che il lavoro culturale non si vede perché debba essere gratuito, cioè l’idraulico giustamente lo paghiamo, perché dall’artista ci si aspetta sempre o spesso la gratuità? Però è chiaro che ci sono strade (e scelte, anche politiche) varie e numerose, nel cambiamento in atto, che possono essere utili anche per uscire da vecchi schematismi.

  5. Lara Manni Says:

    Perfettamente d’accordo, Ilaria. Penso che i download dei Wu Ming abbiano portato loro lettori, e non sottratti. E’ pur vero, di contro, che dal 2000 a oggi sono cambiate molte cose. Insomma, la loro strada è coerente e coraggiosa. Non è facilissimo per tutti seguirla, credo (temo).

  6. Paolo E Says:

    Pe rl’aspetto musicale, già ora preferisco pagare (su Itunes) un giusto prezzo per le canzoni che mipiacciono piuttosto che scaricarle gratis (torrent). L’aspetto della lettura deve confrontarsi con il mio feticcismo verso l’oggetto libro e verso il rumore della pagina che fruscia.

    Resta fermo il massimo rispetto verso l’audacia di Wu Ming nel percorrere una strada che comunque sta già pagando, a quel che mi risulta.

  7. pattybruce Says:

    Onore ai Wu Ming. Questa scelta ha su di me un effetto che credo positivo per entrambe le parti, esattamente come dice Ilaria. Quando un testo mi piace spendo volentieri il denaro necessario per averlo nella mia libreria, mentre quando acquisto un libro che poi scopro non piacermi affatto, o se solo le mie aspettative sono deluse, me la prendo anche un po’ con l’autore e passerà parecchio tempo prima che ne acquisti altri dello stesso scrittore. Avendo la possibilità di leggerlo tutto o in parte, posso partire decisa verso la libreria.

  8. Giobix Says:

    Riguardo le discussioni più ampie tra formati tradizionali e fisici e quelli digitali, che dovrebbero soppiantarli, ho trovato un dato abbastanza eloquente: l’ultimo album di Vasco Rossi a cinque giorni dall’uscita era primo in classifica con 113.567 cd venduti, e primo in quella di Itunes con 7000 download…http://blog.max.rcs.it/pensieri-parole/2011/04/08/vasco-domina-le-classifiche/
    Il divario è imbarazzante, pirateria a parte (sicuramente la classifica emule ha qualche zero in più) mi fa intendere che i formati digitali non sono per niente sostitutivi per gli appassionati.
    Se non lo sono per la musica, che può essere ascoltata e consumata distrattamente in pochi minuti, penso ancora meno per testi di centinaia di pagine che richiedono un impegno diverso.

  9. Lara Manni Says:

    Infatti non sono affatto sostitutivi oggi, e forse neanche nel futuro che sarà appannaggio dei nativi digitali o comunque li si voglia chiamare. Credo.

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