Quando parliamo d’amore

Cerco di non parlare molto dei miei libri, sul blog, perché credo che non sia necessariamente frequentato dai miei lettori, o non solo. Resta valido il colonnino di destra dove aggiorno le pagine con recensioni, segnalazioni e interviste: ogni tanto, se avete voglia, spulciate.
Oggi faccio un’eccezione. Perché è uscito un libro, Riscritture d’amore, che raccoglie gli interventi effettuati durante un seminario della Società delle Letterate.  All’interno del medesimo, c’è uno splendido saggio di Giuliana Misserville che si chiama Amori infernali. All’interno del saggio, c’è Esbat.  E c’è anche la trilogia di Mirta-Luna di Chiara Palazzolo. Leggetelo. Io ne  posto solo un passo che mi ha riempita di orgoglio:

“Palazzolo scrive la parabola del cammino verso la libertà di una ventenne dei nostri giorni e sempre la libertà è uno dei motori di Esbat, la libertà di riscrivere, di rimettere mano alla narrazione, di narrare di nuovo e diversamente la vita dei personaggi e attraverso la loro anche quella di chi disegna (o scrive), la libertà di orientare la propria vita e il proprio desiderio. Nelle due italiane, consapevolmente o no, c’è una articolazione diversa dei rapporti tra i due sessi indispensabile a dare ai personaggi femminili la possibilità, come scriveva Angela Carter auspicandola per tutte le donne, “di aprirsi il varco nella storia e, in tal modo, di cambiarla”.

Questo è il cuore delle mie storie: un cuore inizialmente inconsapevole, ma più nitido man mano che sono andata avanti. Me ne rendo conto in questi giorni di sperimentazione, dal momento che i racconti-premio sono anche un’occasione preziosa di capire a che punto è la notte, e la mente. Il varco nelle storie, oltre che nella storia, è quello che sto cercando. Prima o poi, lettori e lettrici, vi scriverò una lettera per spiegarmi meglio. E per spiegare, anche, il motivo che mi allontana da una certa idea di romantico (ma non dall’amore). Per ora, grazie a Giuliana Misserville, di cuore.

 

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4 Risposte to “Quando parliamo d’amore”

  1. la strega madrina Says:

    Il paragone con Angela Carter ci onora davvero, Lara. Giuliana Misserville, peraltro, ha avuto una intuizione di non poco momento visto che è riuscita a trovare una delle (poche) matrici assolutamente femminili e femministe del gotico contemporaneo, quale la grandissima Carter.
    Sulla scorta del saggio della Misserville, mi è venuta voglia di rilegere i racconti della Carter (che considero, detto per inciso, una delle maestre del “tale” moderno) e mi sono imbattuta in una sua prefazione in cui la Carter afferma, testualmente: “Viviamo in un mondo gotico”.
    La porgo a te e a tutti i (bistrattati) cultori del gotico perché la citino con sicurezza e orgoglio, vista l’autorevolezza del personaggio.

    P.S. In bocca al lupo per Tanit!

  2. Lara Manni Says:

    Strega madrina, grazie e in bocca al lupo a te, per tante cose🙂
    Anche io ho voglia di rileggere Carter, e in questo periodo di magra lo farò. Approfitto di te, e di questo commento, per sottolineare come sia importante cercare quei varchi di cui parla Misserville. Specie quando i cultori del gotico, dell’horror, del genere, si chiudono a riccio e in difesa ogni volta che si discute dei pericoli che la chiusura comporta. Tu sei un esempio, in questo senso, invece.🙂

  3. la strega madrina Says:

    Lo sai, Lara, soffro da sempre di claustrofobia…🙂

  4. Lara Manni Says:

    Anche io😀

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