Posts Tagged ‘Anita Blake’

Anita Sue?

giugno 30, 2010

Su aNobii si sta discutendo di personaggi femminili nel fantasy. Sì, a volte ritornano.  La figura di partenza è quella di Anita Blake, prototipo di inverosimiglianza. Mi viene in mente, per affinità, la Kay Scarpetta di Patricia Cornwell. Mi chiedo se sia proprio vero, però, che i personaggi femminili sono più complessi da delineare. Sicuramente, risulta meno semplice non cadere nello stereotipo. Anche perché, come verificherete, i lettori, anche i più affezionati, se ne accorgono.
(Ho finito Il canto di Kali, ma necessito di un post molto lungo. Arriverà. Che libro).

Anita Sue

marzo 27, 2009

Ci ho provato, a leggere il nuovo libro di Laurell K.Hamilton.  Ma non sopporto più Anita Blake: più la saga va avanti, e più Anita diventa Mary Sue. Bellissima fortissima intelligentissima e se avete altri superlativi dite pure.
Mi è successa una cosa simile con Kay Scarpetta: anche se in quel caso mi è successa per il motivo opposto. Le sfighe. A Scarpetta capita TUTTO, e il suo cuore sanguina invariabilmente, e continua a litigare con il suo amico poliziotto, e continuano a morirle gli amanti, e la nipotina le dà tanti problemi.
Uno scarto. Una deviazione. Un imprevisto. Un mutamento.
Da un personaggio seriale io mi aspetto questo.
Per esempio, non mi succede con Eymerich: non che lui cambi più di tanto, ma cambiano profondamente le situazioni attorno a lui. Questo, per me, è il talento di chi racconta: Evangelisti ne ha, Hamilton, temo, no.

Mamma ha fatto gli gnokki

settembre 23, 2008

L’argomento è scabroso, ma la famosa mail di cui parlavo ieri mi fa venir voglia di approfondire.
Trattasi dello gnokko.
Con le kappa, esatto. Ovvero il bishonen. Ovvero ancora il protagonista figo. Ovvero il personaggio bello, impossibile e…non esattamente una cima.
La definizione riguarda anche il caro Demone di Esbat: in effetti non è lui che tesse la tela e la trama. Anzi, tende a caderci con tutte le scarpe. Certo, è forte, è potente, è antico e divino. Ma non è l’astuzia la sua caratteristica primaria.
Se penso a molti altri protagonisti  di romanzi, il dubbio aumenta: gli gnokki sono in netta prevalenza. Lo è Edward Cullen, senza dubbio alcuno. Lo è Jean Claude, il sexy-vampiro con cui si intrattiene Anita Blake. Lo è Louis, in Intervista col vampiro. Per non parlare dei manga: non posso trasformare un post in una voce di Wikipedia. E mi ci vorrebbero dieci pagine word per fare l’elenco.
Oh mamma: non è che lo gnokko è la variante aggiornata del principe azzurro, vero?